Akita (viaggio nelle razze canine 7)

4 ottobre 2017 | commenti: Commenta per primo |

Akita – continua il nostro viaggio nelle razze canine

akita 5Akita, è proprio lui, il protagonista del film “Hachiko”. Quanti ne hanno in casa uno perché rapiti dalla storia? E a quanti il sogno si è infranto? Non perché il cane non sia realmente come viene descritto ma perché non è un cane facile. Fiero, sensibile, amorevole con la famiglia…ma per farsi ascoltare bisogna essere davvero stimati altrimenti la testardaggine che ha diventa un’arma a doppio taglio.

Un po’ di storia

akita-1È una razza antichissima. Proveniente dal Giappone, dalla prefettura di Akita, nella parte settentrionale dell’Isola di Honshu. I suoi antenati erano utilizzati per la caccia all’orso e al cinghiale. Nel periodo che va dal nostro medio-evo fin nel ‘900 venne utilizzato come cane da combattimento, ma anche come cane da guardia delle proprietà e, in alcuni casi, nella pastorizia. La razza rischiò l’estinzione durante la seconda guerra mondiale perché il mantello serviva a vestire le milizie e le carni venivano utilizzate come cibo.

Si salvò perché degli esemplari vennero nascosti e custoditi nelle campagne. Alla fine della guerra gli esemplari rimasti in Giappone vennero utilizzati per far riuscire le caratteristiche di tipo spitz (primitive) e per fissare la razza mentre quelli con caratteristiche più molossoidi vennero portati negli USA dai soldati e diedero origine all’Akita Americano.

Caratteristiche

akita-2Avete presente quei vecchi film giapponesi dove i samurai erano silenziosi, integerrimi (a modo loro) e riuscivano ad avere la stessa espressione dall’inizio alla fine? Ecco l’akita è così… Anzi è un po’ peggio perché lui se la tira… Postura, sguardo e andatura, il modo in cui la coda è sempre incurvata sulla schiena sembrano dire “io so’ io e voi…” È un cane dolcissimo con la famiglia (se ben socializzato), molto protettivo e ottimo guardiano.  Di difficile socializzazione con gli altri cani, non è un cane da parchetto.

È sempre bene impostare fin da cucciolo un buon lavoro di socializzazione ma spesso, in età adulta, questo si traduce nell’avere un cane che riesce ad essere indifferente agli altri quando è al guinzaglio. E questo è tutto. Ha un istinto predatorio altissimo. Gatti, piccoli animali e anche piccoli cani potrebbero rischiare seriamente la vita. Sembra poco ma sicuramente rende vivibile una vita in città.

Non è facile insegnargli delle cose. Non è un cane facilmente addestrabile, nemmeno se, per imitare i proprietari dei pastori tedeschi, imparate il giapponese. Gli chiedete qualcosa che proprio non gli torna? Se vi stima sarà accondiscendente (suo malgrado), se vi reputa i suoi servi…bè…al massimo ruoterà le orecchie verso di voi per dire “si ho sentito e allora?”.

Il ‘cugino’ americano

akita 4Questo almeno vale per il giapponese, l’Akita americano, invece, viene utilizzato come cane poliziotto ed alcuni proprietari lo portano in gara nei circuiti di Agility.

È un cane con cui metodi coercitivi o eccessivamente buonisti non funzionano. Bisogna essere sereni e coerenti nell’impartire loro gli insegnamenti e bisogna dimostrare che si è sempre in grado di gestire tutte le situazioni. Ha bisogno di moto, non necessariamente di correre ma di scaricare le molte energie che ha.

Ha un sottopelo notevole, tenendolo in casa ve ne renderete conto. In compenso il pelo tende a non avere quasi mai odore sgradevole. E per finire è un cane che tende a non abbaiare, quasi mai.

A chi è adatto

akita-3Non lo consiglierei come prima esperienza con un cane. Se ben socializzato e cresciuto con i metodi giusti è un cane che può esser adatto a famiglie (non considerandoli come i baby-sitter dei bimbi!). Non è un cane per chi vuole l’esecuzione dei comandi alla lettera e subito. È un cane adattissimo per chi vuole mettersi in gioco e imparare a costruire un rapporto di fiducia e stima.

Reciproche.

di Rita Di Francesco

Foto di © Rita Di Francesco

Haru è l’akita bianco del sig. Vito Signorile, gli akita arancioni sono della sig.ra Tamara Vairani. Tzuki è la cucciola con lo scialle al collo, i tre nella foto sono Hachi, Ralph e Hiro.

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

 

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