Aldo La Spina: intervista al primo pedagogista del cane in Italia

15 novembre 2017 | commenti: Commenta per primo |

Aldo La Spina, abbiamo intervistato il primo cinogogo italiano

aldo-la-spina-2Abbiamo avuto la fortuna di incontrare Aldo La Spina , che viene definito nel mondo cinofilo come il primo cinogogo d’Italia: ovvero il “pedagogista del cane”.

Ha iniziato la sua carriera nella Protezione Civile come soccorritore con il suo cane; venuto a contatto con approcci cinofili moderni e innovativi in Inghilterra,  per primo  negli anni Ottanta  ha portato in Italia l’educazione gentile del cane, le medicine naturali, l’idroterapia in piscina e la riabilitazione per gli animali da compagnia. È stato il primo “istruttore di marciapiede”, aiutando concretamente i proprietari a risolvere i problemi nei rapporti con i propri cani; ha insegnato nelle università di Milano e Pisa (Scienze della Formazione e Veterinaria) ed a professionisti come veterinari, toelettatori, addestratori, educatori cinofili, operatori di canile, dipendenti di enti pubblici, guardie zoofile, associazioni culturali e animaliste (fra cui ASL, ENPA, Lega del cane, Dog Angels). Attualmente conduce corsi per proprietari di cani e dirige un centro di formazione per educatori cinofili (“Pet format Net”).

Medici a quattro zampe: l’ultima frontiera della cinofilia

Dirige inoltre il Centro Cinofilo Europeo ASD-APS di Novate Milanese, dove sono praticate attività sportive anche in acqua, riabilitazione, cura, consulenza comportamentale, educazione e rieducazione del cane, in collaborazione con veterinari.

Già Vice Presidente nazionale vicario dell’A.P.N.E.C. – Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili, è conosciuto e stimato anche all’estero ed è l’unico rappresentante in Italia qualificato dall’APBC (Association of Pet Behaviour Counselor), organizzazione internazionale di esperti nel recupero del comportamento animale.

Inoltre è il Direttore Tecnico di Medical Detection Dogs Italy, una Onlus che promuove la ricerca scientifica medica e l’impiego del fiuto dei cani per il rilevamento di alcune malattie metaboliche.

Infine, è il   Presidente di A.T Animali Terapeuti Onlus che si occupa di erogare progetti per Interventi Assistiti dagli Animali (Pet Therapy).

Ha pubblicato vari libri: “Emozioni a sei zampe” (leggi la nostra recensione), “100 idee per giocare con il tuo cane”, “In forma con il tuo cane”,   “Ciao sono il tuo cane”,  “Come calmare il cane” e “Come fare il Dog Sitter”, tutti editi da De Vecchi. Di prossima pubblicazione un libro rivolto ai medici veterinari ed a chi vorrà dedicarsi alla libera professione: “Il cane nella pratica veterinaria. Approccio educativo e gestione nell’ambulatorio” edito da Edra.

Elena Cannella: Buongiorno Aldo e bentrovato. E’ veramente un onore poter parlare con te, soprattutto di un argomento così delicato, e che rappresenta l’avanguardia dell’attività cinofila.

Sentiamo ormai abbastanza spesso parlare di cani   in grado di scoprire l’insorgenza di malattie, ancor prima che vi sia una diagnosi clinica. Puoi spiegare ai lettori di Tablet di cosa si tratta?

Aldo La Spina : I cani hanno tanti modi per aiutare l’uomo, alcuni da migliaia di anni, come ad esempio la caccia e la conduzione e la guardia al gregge, ed altri molto più moderni, come l’assistenza.

I cani da assistenza possono essere divisi in due categorie: assistenza attuativa, cioè i cani che vengono preparati per aiutare i non vedenti (cani guida), i non udenti ed i disabili.

L’altra categoria, che è quella che ci interessa oggi, è quella dell’assistenza preventiva, divisa in due categorie.

aldo-la-spina-4La prima è attività sia di allerta medica, quindi di medical alert dogs, ovvero cani che  lavorano direttamente a contatto con la persona malata, o che si sospetta abbia una patologia in atto, e che sono in grado di avvisare l’arrivo di una crisi metabolica, migliorare la qualità di vita e in alcuni casi essere addirittura salva vita, come in caso di ipoglicemia notturna e rischi di conseguente coma diabetico. Le malattie che possono essere riconosciute dal cane sono il diabete, l’epilessia, la narcolessia, il morbo di Parkinson ed addirittura, argomento particolarmente attuale anche in Italia in questi giorni, la malaria.

Si tratta alcune volte anche di sperimentazioni scientifiche purtroppo per il momento svolte soprattutto all’estero. In Italia siamo un po’ all’inizio, ma presto ci allineeremo agli altri Paesi Europei e non.

La seconda branca dell’attività preventiva è quella della ricerca biologica, di cui mi occupo come Direttore Tecnico della Medical Detection Dogs Italy Onlus. I cani da ricerca biologica o bio detection dogs sono cani preparati per lavorare non a contatto con il paziente, ma su campioni umani di sangue, urina, e cellule, e anche specializzati nella ricerca oncologica.

Vi sono razze più adatte a questo tipo di lavoro?

aldo-la-spina-3Non mi considero un “razzista” nel senso sano del termine, e quindi non farei una scelta del cane esclusivamente in funzione della razza cui appartiene, ma prediligerei le caratteristiche necessarie per svolgere questo tipo di lavoro. Vero è anche che molti dei cani che vengono formati e che lavorano nel campo dell’assistenza sono incroci di più razze, e sono ugualmente degli ottimi detection dogs.

In genere si scelgono comunque golden retriever e labrador retriever per svolgere attività di collaborazione con l’uomo, e quindi per l’assistenza attuativa (cani guida per ipovedenti, ecc), ed in questi cani sono cani in affido e che restano di proprietà dell’Ente che li mette a disposizione di chi ne ha bisogno, facendosi comunque carico di ogni necessità del cane per tutta la vita.

Si predilige di scegliere cani da pastore per attività di lavoro insieme all’uomo, e dunque per l’assistenza preventiva. Sono sempre cani di proprietà, che vengono impiegati in questo lavoro, ma che per il resto sono cani di famiglia a tutti gli effetti.

Concentriamoci sui bio detection dogs. Che tipo di addestramento occorre, e quanto è lungo il percorso formativo? A che età del cane si deve iniziare?

aldo la spinaLa preparazione del cane certamente deve iniziare quando è quasi adulto, intorno ai 18/24 mesi di età, ed è lunga più o meno altrettanto. Si lavora essenzialmente mediante rinforzo positivo, ed il cane viene premiato ogni volta che svolge correttamente il comportamento richiesto, e si concentra sulla capacità di discriminazione olfattiva: in sostanza il cane deve riuscire a segnalare se esistono cellule tumorali all’interno dei campioni esaminati.

L’aspetto più importante di questo tipo di ricerca è che il cane è in grado di scoprire le cellule cancerose con molto anticipo rispetto ai tradizionali strumenti di diagnosi (TAC, risonanza magnetica). Questo permette di intervenire sulla patologia oncologica con un ampio anticipo rispetto a qualunque altro screening attualmente a disposizione del malato. Anche la presenza di contaminazioni nella ricerca olfattiva, dovute ad altre patologie in atto od all’assunzione di farmaci, è gestibile dal cane, che comunque può portare a termine una efficace analisi anche se alcune molecole alterate per esempio da sostanze chimiche potrebbero confonderlo.

E’ un lavoro faticoso per il cane, oppure è appagante e divertente?

Nel mio lavoro sono abituato a “ragionare da cane” ed ad entrare in empatia con tutti i detection dogs che preparo e che lavorano con me. Ti posso assicurare che tutti entrano in laboratorio scodinzolando, e che sono estremamente contenti di lavorare e di avere successo in quello che viene loro chiesto. Poi tornano a casa e riprendono la loro vita in famiglia, esattamente come qualunque altro cane di proprietà.

Quali sono i prossimi traguardi/obiettivi di Medical Detection Dogs Italy, di cui sei il Direttore Tecnico?

Al momento in Italia abbiamo una percentuale di attendibilità dei test effettuati dai bio detection dogs di circa l’80-85%. Il nostro obiettivo per il prossimo anno è di raggiungere il risultato di svolgere attività preventiva con la percentuale del 95-97%. E’ un traguardo ambizioso, ma raggiungibile. Chi vuole saperne di più può seguirci sul nostro sito internet  www.mddi.it/it/.

Grazie Aldo, tutto quello che ci hai spiegato  oggi è davvero incredibile. Gli ambiti    di cui ti occupi con tanta passione e dedizione  sono ormai definibili come cinofilia 3.0. A presto per altri aggiornamenti e sviluppi.

di Elena Cannella

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