Avviamento. Il valore commerciale di un’azienda

15 novembre 2017 | commenti: Commenta per primo |

Un aspetto importante da valutare rapportandosi alle aziende

 

Caro avviamento,

si parla di aziende. Si parla sempre di aziende. Ogni imprenditore associato è, per esserlo, ovviamente, titolare di una o più azienda. E quindi, a maggior ragione in un momento storico così particolare del commercio in generale, ed a seguito di numerose richieste, diamo una schiarita ad un concetto complesso ma che interessa tutti gli operatori del settore: l’avviamento commerciale di un’azienda. Il tema vanta una vasta dottrina e numerosi testi più che autorevoli, per cui lungi da me la presunzione di dare risposte definitive, ma uno spunto snello e concreto per delimitare il campo di valutazione.

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Fatta questa doverosa premessa, cos’è l’ avviamento? O meglio, quali sono i fattori che oggi concorrono a creare un avviamento?

Il significato di questa parola negli anni ha subito alcune modifiche. Partendo dalla definizione generica e sempre immutata dell’ avviamento commerciale di un’ azienda al dettaglio come la capacità di un’azienda a produrre un certo reddito, i fattori che ieri concorrevano a “produrre il reddito” non sono esattamente gli stessi di oggi, o comunque è cambiata in maniera rilevante la loro percentuale di influenza.

Chiarirò meglio questo principio quando nelle prossime righe si parlerà di avviamento potenziale. Ultimamente il concetto è stato spesso ( ed a volte a torto) “bistrattato”, e ciò è dovuto soprattutto al decreto legislativo 114/1998, ovvero la legge sulla nuova disciplina del commercio ed alla tanto discussa “liberalizzazione” insita nella Legge Bersani nell’ anno 2006. Nel momento in cui le licenze sono state prima divise in “alimentari” e “non alimentari” con la conseguente abolizione delle tabelle merceologiche, e successivamente “liberalizzate” ( con alcune eccezioni) soprattutto le licenze che generavano un avviamento “non alimentare” (ma è comunque un fenomeno che ha investito tutti) hanno subito schiaccianti riduzioni dei prezzi di mercato. Giusto? Forse, è anche vero che da qui a dire (come purtroppo ogni tanto accade) che oggi l’ avviamento commerciale non esiste più ce ne vuole.

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Ricordiamo che i concetti di licenza ( nel caso di alcune tipologia di aziende, come ad esempio il settore food) /esercizi di vicinato ( nel caso di altre) ed avviamento sono 2 cose distinte e separate.

Posto che l’avviamento non può esistere senza una regolare licenza (o dichiarazione di esercizio di vicinato), è anche vero che mentre la licenza ha si un valore oggettivo ma cartaceo, l’avviamento è un insieme dinamico di fattori commerciali (avviamento potenziale), economici (momento economico), materiali (arredamento del locale) e personali (capacità imprenditoriali) che al pari della licenza produce un valore oggettivo aggiunto.

Esempio: se vado ad acquistare un’ azienda X che incassa da tre anni 1000 euro al giorno, nel momento in cui domani io, nuovo proprietario dell’azienda, vado ad alzare la serranda, ho un incasso e quindi “godo” dell’avviamento che fino a ieri era di un altro, è giusto che a quell’ “incasso acquisito” dia un valore. E’ vero anche che l’incidenza dell’avviamento in una ipotetica valutazione, diventa piena ed importante quanto più è “oggettiva”, cioè non legata alle capacità professionali e soggettive dell’ imprenditore. Difatti, come posso pagare o comunque attribuire un prezzo pieno ad un’ avviamento legato proprio all’ unica persona (o gruppo) che domani non ci sarà più..? Questo ci conduce diretti al concetto di avviamento potenziale, che non è altro che il valore dato dalla “localizzazione” (o posizione commerciale) dell’ azienda.

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Attenzione, perchè oggi la localizzazione è, sotto gli occhi di tutti, importantissima.

E’ il vero valore aggiunto dell’azienda ben localizzata, capace di generare prezzi di vendita da capogiro anche se l’avviamento in sè è debole. Una localizzazione che separi solo di alcuni metri due negozi che vendano lo stesso identico prodotto, può fare in alcuni casi la fortuna dell’uno e la sfortuna dell’altro. E comunque, oggi c’è una oggettiva difficoltà a reperire locali vuoti in posizioni pur minimamente commerciali, per cui se non si può attendere con paziente speranza la possibilità di un locale libero (evento raro), non si può far altro che acquistare un’azienda già esistente. Va da sè che l’ avviamento, in virtù di quest’ultimo fenomeno, si consolida e giustifica la richiesta di un giusto corrispettivo per la vendita.

di Armando Vitali – Presidente Ascom Litorale Romano

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