Bancha. Romanzo di esordio di Micaela Giambanco

15 novembre 2017 | commenti: Commenta per primo |

Un romanzo che parla di Giappone. Il Bancha di Mika

Intervista a Micaela Giambanco, romana, classe ’72, nome d’arte Mika.

La conosciamo molto bene per le sue doti culinarie, in particolare nell’ambito della cucina tradizionale giapponese di cui è una Chef impeccabile. Attualmente lavora come free lance nella formazione del personale di cucina in Ristoranti giapponesi in tutta Italia oltre ad organizzare corsi di cucina giapponese e non.

Il Giappone che frequenta dall’età di 19 anni è una seconda terra natale. Vi si recò la prima volta per perfezionarsi in arti marziali, e da allora ogni anno torna a respirare un po’ di aria locale.

Conoscendola meglio possiamo dire che tutto di Micaela parla giapponese e si nota subito che la cultura nipponica è parte integrante della sua vita.

Oggi si presenta a noi e ai nostri lettori in veste di scrittrice con un romanzo ambientato per l’appunto in Giappone. La storia di una ragazza romana che intraprende un viaggio in quella meravigliosa terra alla ricerca delle proprie origini.

copertina_bancha

Micaela, l’ambientazione del tuo romanzo non è un caso che sia il Giappone. Ma cosa ti ha spinto a scrivere?

Mi accade a volte la notte di svegliarmi e di non riprendere sonno. Tra i pensieri, i ricordi e le fantasie che si creano nelle ore notturne è nata questa storia. Scriverla è stato come raccontare un film che avevo visto mille volte nella mia mente. Ovviamente l’influenza non poteva che nascere dalle mie esperienze vissute in Giappone.

Nel tuo libro descrivi molto la cultura giapponese e in particolare gli aspetti culinari.

Cosa ti ha affascinato nella tua vita del Giappone?

La cucina giapponese mi affascina ed è un mondo intero da scoprire. Il mio primo lavoro lì è stato nel ristorante di un albergo e quindi ogni giorno avevo modo di conoscere tante cose nuove alle quali sono molto legata. Torno in Giappone almeno una volta l’anno e ogni volta mi sembra che non mi basti. Ad oggi mi affascina ancora tutto. Trovo che sia stupendo come il Giappone abbia saputo crescere e svilupparsi diventando un paese ultra moderno e molto organizzato restando al tempo stesso così attaccato alla propria cultura ed i loro rituali. Forse è anche questo che mi piace molto. Girare per Tokyo ed uscire da un grattacielo per andare a visitare l’adiacente tempio perfettamente curato e conservato è davvero fantastico.

La storia della protagonista ha un qualcosa di autobiografico?

Ci sono tanti aneddoti e situazioni che ho vissuto la prima volta che sono stata in Giappone, però la trama è di pura fantasia.

Quando sei andata a vivere in Giappone per specializzarti in arti marziali, eri anche alla ricerca di una te stessa?

Crescendo come adolescente con i film di Karate Kid ovviamente avevo voglia di vivere quell’esperienza anche in modo spirituale. Sono stata fortunata a trovare la famiglia Kawamura che mi ha accolta proprio nel sud del Giappone, dove 26 anni fa, una straniera era abbastanza rara. Ho avuto modo di frequentare il dojo di karate ma anche di vivere stupende giornate in un luogo spirituale sulle montagne vicino il monte Aso. Ho sicuramente imparato molto, conosciuto e fortificato diversi lati del mio carattere. Quindi, per rispondere alla tua domanda, non ero andata alla ricerca di me stessa…però ho avuto l’occasione di trovarmi.

Cosa ti ha affascinato di più della loro cultura?

La prima volta che sono stata non conoscevo la lingua quindi, il primo periodo, è stato particolarmente vissuto attraverso ciò che osservavo. La bellezza che veniva espressa nei modi, nell’abbigliamento, nella cura della natura sono tutte cose che mi hanno decisamente affascinato. Poi, conoscendone anche i significati che stavano dietro ad ogni cosa, ho apprezzato ed ancora di più amato molti lati di questa cultura.

Bancha è il nome di un tè giapponese. Come titolo del tuo romanzo ha un significato particolare?

Diciamo che è stato il primo tè che ho conosciuto e che riuscivo a bere senza zucchero…per il tè verde invece ho faticato un pochino di più. Ogni giorno provavo a mangiare qualcosa di nuovo e di diverso ma l’unica costante era il bancha!

Grazie Micaela per la tua disponibilità. Invitiamo i nostri lettori a seguire l’uscita del tuo libro ‘Bancha’ che è proprio in questi in giorni, 6 novembre, con l’editore ‘Giovane Holden’.

micaela giambanco

Il libro verrà presentato e distribuito nelle migliori librerie italiane e distribuzione on-line (libro in versione cartacea e in versione digitale e- book) tramite i maggiori portali di librerie virtuali.

 

Il 22 novembre alle ore 19.00 Bancha verrà presentato presso la Libreria Novarcadia – Ubik di CasalPalocco.

 

di Cristina Anichini

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