Biologico. Alimentazione e stile di vita

25 ottobre 2017 | commenti: Commenta per primo |

La scelta del vivere green è sempre più diffusa

 

Biologico nell’alimentazione, nella cosmesi e nei prodotti di pulizia. La scelta green delle famiglie italiane è sempre più diffusa.

Nell’alimentazione in particolare il prodotto biologico è stato scelto almeno una volta nell’ultimo anno dal 77% delle famiglie italiane. La richiesta aumenta e così l’offerta. Proprio per questo dobbiamo stare attenti a quanto viene messo sul mercato per non rischiare di prendere prodotti falsamente bio.

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Intanto una certificazione europea, che si contraddistingue con il logo della foglia stilizzata, rappresenta solo la garanzia che le aziende hanno rispettato tutte le indicazioni prescritte dal regolamento (ce) n. 834/2007. Poi ci sono produttori particolarmente virtuosi che seguono delle regole ancora più rigide. Una delle regole più importanti sta nell’utilizzo di prodotti fertilizzanti e sterilizzanti del tutto naturali. Oltre a ciò la pratica biologica può andare a coinvolgere tutto l’intero sistema produttivo, riorganizzandolo in ogni sua fase.

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In taluni casi, intorno ai campi, vengono impiantati filari di alberi, siepi o altri elementi naturali che creano l’habitat ideale per attrarre particolari insetti e ragni. Questi ultimi sono utili nella lotta agli insetti dannosi che attaccano le colture. Per esempio coccinelle che divorano gli afidi, vele che catturano i bruchi e lucciole che si nutrono di lumache. Questo ciclo vitale si traduce in un minore impiego di pesticidi, seppure naturali.

Altra pratica è quella della semina di piante leguminose, come l’erba medica, il trifoglio rosso, la veccia o la fava che servono a fissare l’azoto atmosferico per rilasciarlo nel terreno in cui avviene la coltivazione bio. Ciò serve ad aumentare la produttività e a migliorarla senso l’utilizzo di fertilizzanti, anche se ecologici.

Al momento di ogni acquisto il consumatore deve essere garantito del prodotto che compra. pertanto etichette e certificazione che ne attestano la validità sono obbligatorie. A vigilare sul comparto ci sono gli Enti di certificazione, ossia organismi riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali che si occupano di verificare il rispetto delle varie normative e dei regolamenti richiesti per ottenere la certificazione biologica. Questi Enti sono però privati e non pubblici, pagati spesso dalle stesse aziende controllate, tanto da aver fatto nascere in passato parecchie questioni sulla loro veridicità.   Garantiscono comunque i comitati regionali e nazionali sulla efficienza e l’imparzialità. Oggi le norme certificano non solo il processo di produzione (come prima accadeva) ma anche e soprattutto il prodotto finale. Si effettuano ossia controlli a campione sui prodotti finiti, verificando l’assenza o meno di pesticidi o altro.

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Ma perché si decide di scegliere biologico

Partiamo dal presupposto che qualsiasi prodotto in commercio debba essere sicuro a prescindere se biologico o no. Deve essere cioè privo, o perlomeno entro una soglia prestabilita, di contaminanti pericolosi per la salute. Molti studi hanno messo in evidenza comunque che esiste una migliore qualità nutrizionale dei prodotti biologici rispetto a quelli convenzionali.

Per esempio un maggiore contenuto di antiossidanti nell’ortofrutta, così come di acidi grassi omega-3 e acido linoleico nel latte. Un’ alimentazione più naturale negli animali da allevamento e un’ assenza  di sostanze di origine chimica nei vegetali sono la causa di una migliore qualità di prodotti.

La scelta appartiene a coloro che decidono di concepire tutta la propria in modo diverso partendo dalla alimentazione. Ricominciare a mettersi ai fornelli anziché acquistare cibi pronti, comprare merci in piccole quantità. Evitare le grosse scorte per evitare gli sprechi. Concludere i pasti e la loro preparazione con una corretta raccolta differenziata dei rifiuti.

 

a cura della redazione

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