In Cammino lungo la Via Salaria. Da Ascoli a Ostia attraverso i luoghi del sisma

23 agosto 2017 | commenti: Commenta per primo |

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Via Salaria è un laboratorio itinerante che sta portando un gruppo di studenti universitari e giovani ricercatori a camminare lungo la strada Salaria, attraverso 4 Regioni (Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio), dall’Adriatico al Tirreno.

 

16508326_1323024857757478_2227933573258382358_nDal 16 agosto al 2 settembre prossimo, 22 viaggiatori attraverseranno, a piedi, la Salaria, una delle vie consolari costruite dagli antichi romani. Un percorso lungo più di 286 km che, lungo una costola della penisola, da San Benedetto del Tronto, estremità orientale della Valle del Tronto, porterà fino a Ostia, alla foce del Tevere.

Questo interessante progetto, indipendente e autofinanziato , è frutto dell’idea di tre intraprendenti universitari: Guido Benigni studente dell’Università di Architettura di Ascoli Piceno (Unicam), Luca Lazzarini dottorando in “Urban and Regional Development” del Politecnico di Torino,  e Andrea Pesaresi studente di “Pianificazione e Politiche per la Città, il Territorio e l’Ambiente” dello Iuav di Venezia.

20861567_10211995072824099_8400673695644821733_oL’iniziativa, sostenuta dal Dipartimento di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio (DIST) del Politecnico di Torino, la Confartigianato Ascoli Piceno-Fermo, Italia Nostra Ascoli Piceno, il laboratorio di fotografia Ikonemi, il Centro Universitario Piceno (CUP) e la sezione Marche dell’Istituto Nazionale di Urbanistica , ha ottenuto anche l’importante patrocinio di cinque amministrazioni comunali.

Diviso in 16 tappe, il cammino sta toccando anche molti paesi devastati dal sisma, come Arquata del Tronto, Accumoli e Amatrice, con l’obiettivo di raccontare il paesaggio in modo dettagliato e personale.

17388848_1368816143178349_450837075555912996_oDalla costa adriatica a quella tirrenica, dal fondovalle del Tronto, a una delle più belle città d’Italia, Ascoli Piceno, risalendo il corso del fiume sino al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, per poi raggiungere alcuni borghi  affascinanti (Arquata del Tronto, Accumoli e Amatrice), lontani dai grandi flussi turistici e oggi purtroppo feriti dal terremoto.

Il percorso prosegue sul versante tirrenico dell’Appennino, toccando Rieti, Osteria Nuova, Prato della Corte, la Riserva Naturale della Marcigliana (uno dei tesori naturalistici del Lazio, al confine col G.R.A.), sino a Roma.

In ogni tappa, il gruppo entra in contatto con la realtà dei luoghi visitati, riflettendo su questioni di sviluppo del territorio e utilizzando gli strumenti dell’urbanistica per cogliere le problematiche e trovare possibili soluzioni.

Il tema centrale è quello della ricostruzione delle aree colpite dal sisma.

17309162_1361755773884386_2242501303341984807_nCome spiega Luca Lazzarini: “Sono previsti incontri con esperti e ricercatori per discutere su problematiche salienti, come quella relativa alle traiettoria dell’urbanistica nel post-terremoto, tema che toccheremo da vicino durante le tappe di Acquasanta, Arquata, Accumoli e Amatrice”.

Tra i vari appuntamenti ricordiamo infatti quello del 24 agosto, quando “Via Salaria” sarà ad Amatrice, ad un anno dal terremoto, per osservare e toccare la realtà della devastazione, e riflettere sulle traiettorie di ricostruzione.

20622082_1518077998252162_9197196332528738428_nAncora, giovedì 31 agosto, a Roma al Corviale il gruppo incontrerà alcune associazioni locali che, da anni, si attivano per il riscatto del quartiere. Il Corviale, alla periferia sud-ovest di Roma, è infatti noto per il controverso “Serpentone”, un complesso residenziale in cemento lungo quasi un 1 chilometro – costruito tra il 1975 e il 1982 dall’Istituto Autonomo Case Popolari (IACP) su progetto di un’equipe guidata dall’architetto Mario Fiorentino – che nelle intenzioni doveva rappresentare un modello di sviluppo abitativo ma che si è tradotto in un “quartiere dormitorio” con pochi servizi.

Via Salaria oltre ad essere, per i suoi partecipanti, un viaggio di  formazione è sicuramente anche un’esperienza umana arricchente che li sta portando ad entrare in contatto con il volto umano dei paesaggi, ognuno dei quali con una storia e speranze da raccontare.

I viaggiatori, che alloggiano, di volta in volta, in aree campeggio, campi sportivi messi a disposizione dalle amministrazioni locali o ostelli, concluderanno il loro cammino il 2 settembre al Lido di Ostia.

Questo progetto – che punta a ripetersi ogni anno, tracciando una sezione diversa dell’Italia – è un’occasione importante per riflettere sul territorio e pensare al futuro in maniera concreta, riscoprendo la terra grazie al mezzo più semplice e primordiale, i piedi.

di Barbara Donzella

Photo courtesy of ©Progetto “Via Salaria”

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