Capitani di “Ventura” con la testa nel pallone

18 novembre 2017 | commenti: 1 |

Per esorcizzare la brutta figura dell’eliminazione dai mondiali di calcio di Russia, il web italiano si è sbizzarrito in vignette e barzellette sul commissario tecnico Giampiero Ventura, sul presidente federale FIGC, Carlo Tavecchio e su quanto potesse avere attinenze tra il mondo del calcio e la Svezia, a cominciare dal notissimo colosso commerciale IKEA.

ventura-tavecchio-1Ma facciamo un passo indietro. Due anni fa, venne sostituito il Commissario Tecnico della nazionale italiana, Antonio Conte, che veniva chiamato a suon di €uro dal presidente Abramovic ad allenare la squadra del Chelsea, che ha portato allo scudetto in Premier League nei soli primi otto mesi di permanenza in Inghilterra.

Conte, sulla vetta del calcio inglese, succedeva ad un altro grande allenatore italiano, Claudio Ranieri, che l’anno precedente aveva vinto il campionato inglese con la modesta squadra del Leicester – paragonabile ad una della nostra serie B – dimostrando tutto il suo valore a bordo campo e fuori.

Questi semplici dati ci ricordano che in Italia gli allenatori bravi non mancano, né mancano quelli di esperienza internazionale con squadre di primo piano nel panorama europeo.

Tre anni fa, l’ex sindaco di Ponte Lambro, un paesino nel comasco di 4000 anime, senza esperienza di come si gestisce una federazione importante come la Federcalcio, è stato eletto ai vertici di una costola importante del Coni, quella che riguarda lo sport maggiormente seguito e praticato, anche a livello dilettantistico, dagli italiani.

Tavecchio, a poche ore dall’elezione, inanella una serie di gaffes clamorose a sfondo razziale. Questo il biglietto da visita di un personaggio subito apparso inadeguato al ruolo. E’ lui che dopo la dipartita di Conte al Chelsea ingaggia Ventura cui affida una delle squadre più blasonate del mondo, per portarla in Russia.

Da subito l’ex allenatore del Torino, che non ha mai riscosso entusiasmi tra i tifosi, appare impacciato, senza idee, senza tattica, senza esperienza internazionale e peraltro senza l’appoggio di una squadra oggettivamente priva di campioni e di grandi talenti. Va però ricordato che Conte con quella stessa nazionale ha sostenuto un dignitosissimo campionato europeo, che nonostante ci abbia visto uscire ai quarti di finale, ha lasciato nei tifosi italiani simpatia, affetto e un buon ricordo.

Ventura no. Nell’ultima partita ha sbagliato i cambi, non ha messo in campo Insigne, voleva inserire De Rossi che in un siparietto ripreso dalle telecamere si è giustamente rifiutato, sostenendo che la partita con la Svezia era uno spareggio dal quale bisognava uscire necessariamente vittoriosi e non rimpinguando inutilmente le fila difensive.

A fine partita non si è presentato neanche all’appuntamento con la stampa per l’intervista di rito, nonostante il suo ingaggio milionario e, dulcis in fundo, non ha neppure rassegnato le proprie dimissioni in segno di dignità verso gli italiani, attendendo quell’esonero che gli consentirà di essere pagato fino a luglio prossimo con altri 800 mila €uro – in barba ai tifosi – come previsto da un contratto che Tavecchio aveva preparato e che evidentemente era stato mal formulato, non prevedendo che questo tragico epilogo sportivo potesse ricadere sulle spalle degli italiani.

A questo punto il responsabile di tutto lo sfascio appare evidente che sia il Presidente della FIGC, Carlo Tavecchio, che dovrebbe dimettersi subito!!

ventura-tavecchio-2In mancanza di ciò mi sentirei di dire che gli italiani dovrebbero manifestare in piazza, per le strade, sul web, sotto la sede della Federazione Italiana Gioco Calcio, in via Allegri a Roma, contro l’incapacità e l’imperizia dimostrate da Tavecchio, che contribuirà secondo alcuni fonti a un danno per 100 milioni di €uro di diritti TV e sponsorizzazioni mancate ma secondo altri conteggi spannometrici, per un importo fino a dieci volte superiore – un miliardo di €uro – considerando tutto l’indotto, compresi i danni agli imprenditori che nell’estate dei “mondiali” concentrano il loro lavoro con l’ausilio di TV e maxi schermi nei locali dove milioni di italiani si riuniscono, tifano, mangiano e bevono vino e birra da sempre, per vedere gli azzurri asfaltare i panzer tedeschi e giocherellare con i carioca brasiliani o qualsiasi altra squadra, impallinandoli con splendidi goal da ogni punto del campo, come fu nel 1934, nel 1938, nel 1982 e nel 2006.

E pensare che secondo uno studio empirico, nel 2018 saremmo andati in finale. Già, proprio così. C’è qualcosa che nessuno ha ancora detto e che riguarda delle cadenze impressionanti nel percorso degli azzurri da quasi mezzo secolo a questa parte.

Diverse testate giornalistiche hanno fatto rilevare la coincidenza dell’esclusione dopo 60 anni a opera della squadra svedese mentre, ironia della sorte, il mondiale del 1958 di teneva proprio in Svezia.

Nessuno però ha notato che noi andiamo in finale ai mondiali ogni 12 anni, e questo ininterrottamente dal 1970. L’altra nota è che regolarmente una finale la vinciamo e una la perdiamo; una sorta di algoritmo che ci garantisce una vittoria ogni 24 anni. Ripercorriamo insieme questo cammino:

  • Messico 1970: Italia sconfitta in finale dal Brasile per 4 a 1
  • Madrid 1982: Italia vincente in finale con la Germania per 3 a 1
  • Los Angeles 1994: Italia sconfitta in finale dal Brasile ai rigori
  • Berlino 2006: Italia vincente in finale con la Francia ai rigori

Mosca 2018 sarebbe stato per l’Italia l’anno della finale non vinta ma comunque della finale! E chissà se potremo contare in futuro su un sistema vincente dagli intervalli più contenuti…

di Stefano Quagliozzi

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

1 commento

  • Marco Cherubini scrive:

    Bisognerebbe aprire una raccolta di qualche migliaio di firme su change.org, con la richiesta di dimissioni del Presidente Tavecchio, colpevole per l’inadeguata scelta del Tecnico ed inoltre per non aver previsto nel contratto di Ventura l’epilogo funesto (con relativa clausola rescissoria e conseguente facoltà di esonero a parametro zero), come è stata la schoccante mancata qualificazione ai mondiali di Russia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *