Catalogna e non solo: il dono della lungimiranza

11 ottobre 2017 | commenti: Commenta per primo |

Catalogna, il dono della lungimiranza

catalogna-evCatalogna ma non solo. Mentre il mondo da tempo cambia climaticamente, politicamente ma anche geograficamente e ne è testimonianza lo sgretolamento dell’ex URSS alla fine degli anni ’80 o la successiva cruenta disintegrazione dell’ex Jugoslavia negli anni ’90, o ancora la più recente e pacifica divisione dell’ex Cecoslovacchia, ulteriori spinte autonomiste riaffiorano ciclicamente come la Scozia dopo Brexit o con il recente referendum per l’indipendenza della Catalogna, che vorrebbe distaccarsi dalla giurisdizione spagnola contro la volontà del governo di Madrid.

La situazione a Barcellona

A Barcellona, cuore della Catalogna, si prospettano momenti difficili dopo l’intervento della Guardia Civil e l’occupazione delle sedi di votazione, al punto che la consultazione referendaria è stata svolta con poca serenità e molta tensione. Dopo il discorso di Puigdemont sui risultati non è chiaro quale sarà la portata dell’evento, ma sicuramente è destinato ad avere ripercussioni anche in Italia e in tutta Europa.

Se non si vuole risolvere le questioni delle autonomie con repressioni nel sangue, lo spazio non può che essere lasciato alla diplomazia, che rappresenta l’arte di avvicinare con dialogo e pazienti trattative, posizioni anche molto distanti tra loro. Nella storia, grazie al Cielo, è successo tante volte.

Un orientamento per i giovani

catalogna-1Ma come si concilia un mestiere così prezioso con la società attuale – che mira alla concretezza tramite obiettivi d’esclusivo profitto economico – nell’ottica di un orientamento al lavoro per i giovani?

Già dopo le medie una parte importante dell’orientamento scolastico viene assorbito dai licei e, nel loro ambito, è appannaggio dell’indirizzo proposto dai licei scientifici, adesso anche con la formula “internazionale” per lo studio di alcune materie in lingua inglese.

Ma mentre la società e l’economia vengono spesso trainate da persone provenienti soprattutto dal mondo della concretezza dei numeri e dalla sfera più scientifica, più difficile è trovare chi ha abbracciato studi sociali e umanistici col liceo classico, proseguendo l’università con facoltà come Lettere e Filosofia, Scienze Umane o Psicologia.

E così mi viene in mente chi filosofeggiando, quasi 150 anni fa, scriveva ciò che oggi si sta puntualmente verificando, contro previsioni che i nostri politici non riescono a cogliere neanche un quinquennio prima che i fatti accadano.

Così parlo… Henri-Frédéric Amiel

Come spunto di riflessione vi propongo di leggere queste poche illuminanti parole scritte nel XIX secolo dal filosofo svizzero Henri-Frédéric Amiel – tratte dalla sua opera Diario Intimo – quando ancora nel mondo non era diffusa la corrente elettrica e le persone si lavavano con l’acqua fredda o riscaldata con i pentoloni sul fuoco.

Così scriveva Amiel nel 1871 dando sfoggio di una lungimiranza non comune, anzi, da brivido:

“Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà e la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell’uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze, perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale, destinata a culminare nel trionfo della feccia e dell’appiattimento. L’adorazione delle apparenze si paga.”

di Stefano Quagliozzi

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