Un cavallo per amico!

11 ottobre 2017 | commenti: Commenta per primo |

Un’intervista ed una storia di amicizia incredibile

Quando capita di conoscere storie di vera amicizia tra umani ed altri animali bisogna parlarne, perché le meraviglie che possono nascere da una tale relazione meritano attenzione e fanno sorridere il cuore.

cavallo-amicoIncontro Federica, giornalista e ippomaniaca, per parlare della sua vita con il cavallo Campeòn.

ELENA: Bentrovata Federica, mi presenti il tuo amico a quattro zampe?

FEDERICA: Si chiama Campeòn da Fontevivola, per gli amici Peo. E’ proprio un grosso cavallo sauro ed il suo  soprannome nasce così: Campeòn-Campeosauro-Peosauro-Peo. Se dovessi definirlo in poche parole: pigro, ironico e sempre (o quasi) gentile.

ELENA: Da quanto tempo state insieme?

FEDERICA: Dal 1999, quando è arrivato nel maneggio in cui anche ora vive, all’età di sei anni. Per le lezioni di equitazione agli adulti occorreva un cavallo di struttura grande e lo abbiamo preso in prova. Vista la sua tranquillità di fondo e il fatto che non faceva dispetti quando gli si chiedeva di lavorare, è stato scelto per restare. E per me è stato un vero e proprio “colpo di fulmine”.

ELENA: È il tuo primo cavallo?

FEDERICA: Assolutamente si, spero lo rimanga a lungo, anche perché ormai ci conosciamo benissimo ed abbiamo imparato ad integrare i nostri caratteri.

ELENA: Due parole per definire la vostra relazione.

FEDERICA: RISPETTO ed EQUILIBRIO sono le prime parole che mi vengono in mente, e dopo vi spiegherò meglio il perché.

Ora che comincia a essere grande di età e va risparmiato nelle richieste di lavoro, quando mi trovo a dover interagire con cavalli diversi da lui spesso faccio fatica a ricominciare da capo a costruire nuove relazioni,  con dinamiche diverse dalle nostre che mi appartengono ormai da tempo. Fortunatamente nel posto dove monto, il Centro di Attività Equestri Integrate L’Auriga, ho la sicurezza di trovarlo anche quando sarà un cavallo “pensionato”: noi i cavalli ce li teniamo fino alla fine… Quindi non rinuncio all’equitazione – e a fare la conoscenza di altri cavalli – mantenendo il rapporto privilegiato con il Peo.

ELENA: Sei una donna impegnata nel lavoro e una mamma a tempo pieno. Come riesci a conciliare tutto questo con la relazione con Peo?

FEDERICA: Il bello con il Peo, in questa fase del nostro rapporto, è che ci “mettiamo a tavolino e raggiungiamo degli accordi” per decidere le cose da fare insieme. Quindi ci vediamo in maneggio anche solo per un saluto, oppure per un’ora di lavoro in sella, dipende tutto dall’esito della trattativa, senza l’assillo della lezione a orario fisso, spesso difficile da conciliare con gli impegni di tutti i giorni.

In caso io voglia montare, funziona più o meno così:

Peo: “Ah sei qui? Ciao… ah, vuoi montare? Vabbe’ dai. Io non ho molta voglia però

Federica: “Ciao Peo, sì, mi piacerebbe fare lezione con te… prima però ti do una bella pulita, grattini nelle orecchie comprese

Peo: “Ok, ora sei salita, sicura che devo proprio fare tutte queste cose?”

Federica: “Sì grazie dai, lo sai che ci mettiamo meno tempo se fai tutto anziché discutere perché non ti va

Peo: “E va bene, dai, togliamoci il pensiero

Federica: “Grazie della collaborazione (leggermente ironica)

ELENA: Racconta ai lettori di Tablet ci un aneddoto su di voi

FEDERICA: Giornata ad un corso di equitazione, siamo io, Peo e mio marito Luigi. Bisogna salire dando la gamba e io mi vergogno un po’, con tutta la gente a guardare. Decidiamo allora che salirà mio marito e io gli darò la spinta. Lo “lancio” con energia verso la sella, per essere sicura che arrivi. Lui si slancia con pari energia, per essere sicuro di arrivare. E vola giù dalla parte opposta di Peo  capitombolando a  terra, mentre io rido istericamente appoggiata al collo di Peo.

Lui ci guarda a turno, con il collo che va a destra e a sinistra, come se stesse assistendo ad una partita di tennis a Wimbledon. E’ sconsolato ed è chiarissimo che pensa che siamo tutti e due proprio deficienti!!!!

ELENA: Perché la vostra relazione è tanto speciale?

FEDERICA: Ogni relazione è speciale, perché mette insieme esseri diversi in formule uniche.

Sulla base dell’aneddoto che ti ho raccontato, se dovessi sintetizzare il mio rapporto con Peo, che è totalmente diverso da quello che ho con il mio cane Griffon, un levriero irlandese, e con la mia gatta Calì , direi che si basa sul fatto che  Peo è un cavallo saggio, e per questo molto tollerante nei miei confronti. Quando c’è disaccordo su cosa fare è disposto ad accettare le mie scelte,  ma quando supero il limite della sua tolleranza non diventa mai sgarbato, piuttosto smette di fare.

Hai presente Bartleby lo scrivano, di Melville? E’ un personaggio che non si ribella alle richieste, ma risponde sempre: “Preferirei di no”. Ecco,   Peo è così. Preferirebbe di no, e se non vuole dire sì,  si ferma e magari riprende le famose trattative.

di Elena Cannella

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