Ergastolo al cane Pep, una storia americana

27 settembre 2017 | commenti: Commenta per primo |

Ergastolo al cane Pep!

ergastolo al cane pepErgastolo al cane Pep! Preparate i fazzoletti per la storia che Tablet Pet vi sta per raccontare. Quello che vedete nella foto è Pep, occhi meravigliosi e (forse) tristi di un Labrador Retriever vissuto cent’anni fa.

Correva l’anno 1924 in Pennsylvania ed il governatore del famoso Stato Americano del nord est era Gifford Pinchot. Il politico repubblicano fu noto per la riforma della gestione, conservazione e lo sviluppo delle foreste e delle riserve nazionali. Ma non solo, e lo scoprirete continuando a leggere.

A casa Pinchot gli animali erano molto amati, ma come spesso capita quando convivono cani e gatti, sono quest’ultimi a prendere il comando. Ed un prezioso felino della moglie del governatore era indiscutibilmente il leader. Purtroppo pare che un giorno l’amato gatto venne ucciso da Pep, labrador della famiglia che fino ad allora aveva dimostrato grande intelligenza ed un carattere mansueto. Il governatore fu costretto a mandarlo via e lo punì inviandolo all’Eastern State Penitentiary di Philadelphia.

L’Eastern State Penitentiary di Philadelphia, Pennsylvania

La foto di Pep prigioniero, persino con matricola C2559, fecero il giro del mondo ed i giornali dell’epoca, titolando “Ergastolo al cane” e non persero occasione di dare addosso al Governatore per aver messo l’animale addirittura in cella. Tra i più accaniti, c’erano naturalmente le testate di fazione conservatrice, che non persero l’occasione di dare addosso al politico di fede opposta, come il Boston Daily Globe per citare uno dei più prestigiosi.

Oggi la prigione di riferimento di Philadelphia non è più l’Eastern State Penitentiary (dismesso dal 1971)penitentiary pennsylvania che invece è un luogo da visitare per i turisti di passaggio in Pennsylvania. È infatti considerato l’edificio pubblico più grande e costoso nella storia degli Stati Uniti ed è noto per aver ospitato oltre a questa storia così originale, anche il famoso rapinatore Willie Sutton e soprattutto il celebre Al Capone.

Peccato che la storia di Pep, fu una di quelle che oggi chiameremo fake news! Tra le iniziative politiche di Pinchot, infatti, ci fu anche l’idea che l’isolamento forzato, fin lì utilizzato come metodo riabilitativo, non fosse efficace. Per rieducare i detenuti, ebbe così l’intuizione di utilizzare gli animali, un po’ con quello che oggi potremmo chiamare una vera e propria pet therapy. La famiglia Pinchot allevava Labrador e la vera storia fu che Pep, viste le sue spiccate doti, venne scelto dal governatore per questo originale tentativo. Soltanto uno scherzo, furono infatti le affermazioni del politico, che motivò la missione di Pep dicendo di averlo condannato all’ergastolo per aver ucciso il gatto di sua moglie! Una ironia, evidentemente, non colta da tutti…

Il primo caso di Pet Therapy

Come raccontano nelle visite alla ex prigione, Pep visse davvero nel penitenziario, ma era libero di muoversi liberamente e giocò un ruolo importante per la riabilitazione dei carcerati dell’epoca. La storia è probabilmente nota a chi oggi propone la Dog Therapy all’interno dei protocolli carcerari, aiutando i detenuti allo sviluppo del senso di responsabilità e disciplina, addestrando o prendendosi cura di un cane. O anche solo al fine di incrementare un semplice senso empatico con l’animale. Recenti inchieste americani in Michigan hanno dimostrato come la Dog Therapy abbia contribuito alla diminuzione dal 50% al 12% della reiterazione della delinquenza da parte dei prigionieri rilasciati.

Insomma il primo caso di ergastolo al cane è tutt’altro che una storia triste, ma un bel caso di pioneristica attività terapeutica con i nostri amati animali.

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di Lorenzo Sigillò

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