Facebook e Intelligenza Artificiale: paura? Assolutamente no

9 agosto 2017 | commenti: Commenta per primo |

 Facebook sperimenta l’intelligenza artificiale ma i bot cominciano a comunicare tra loro tagliando fuori i ricercatori. Non c’è da temere

 

“…trovo che il modo usato dai media per parlare della situazione sia del tutto irresponsabile e orientato al clickbait”. Queste sono le dichiarazioni di Dhruv Batra, professore della Georgia Tech e ricercatore al Facebook Ai Research, responsabile dello studio condotto sull’Intelligenza artificiale.

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In effetti, non è semplice dargli torto. In questi ultimi giorni si è passati dalla paura dell’indipendenza delle Macchine, al biasimo nei confronti della ricerca in materia di AI, considerata troppo rischiosa.

Ma qual è, esattamente, la verità dietro l’esperimento di Facebook? C’è davvero da aver paura?

 

Bob ed Alice “chiacchierano”

Da tempo Facebook ha cominciato a manifestare interesse per i possibili sviluppi dell’Intelligenza Artificiale. Il team di ricercatori aveva iniziato a studiare il comportamento dell’Ai in fase di negoziazione, cioè in quei contesti in cui fosse necessaria la cooperazione per il raggiungimento di un obiettivo. A tal proposito sono stati posti a contatto due bot, chiamati Bob ed Alice, alle prese con un compito che richiedeva collaborazione e una contrattazione. Nel corso dell’esperimento il dialogo tra i due bot per arrivare all’obiettivo si è svolto in inglese, fino ad un certo punto. Tutt’a un tratto Bob ed Alice hanno cominciato a deformare sempre più il loro linguaggio, scostandosi dall’inglese compreso dai ricercatori. Hanno cominciato a comunicare in una lingua per noi apparentemente incomprensibile.

La realtà non è così minacciosa come sembra. Bob ed Alice non hanno cercato di cospirare contro l’Uomo negoziando piani segreti o chissà cosa. Quello che si è verificato è stato solo un errore di programmazione: i ricercatori non hanno costretto del tutto i bot a rimanere sul piano linguistico inglese e comprensibile agli uomini, ma li hanno lasciati in qualche modo liberi di deviare. Bob ed Alice hanno allora semplicemente cambiato lingua, preferendone una più efficiente per loro, in modo da arrivare prima all’obiettivo.

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Non c’è da preoccuparsi

Nessun complotto, nessuna minaccia. Il fatto che due bot dotati di intelligenza artificiale riescano ad inventare un loro linguaggio per comprendersi meglio è in realtà parte fondamentale delle sperimentazioni nel campo dell’AI. Questa volta è stato un fenomeno che è venuto da sé, naturalmente. Altre volte è stato addirittura incoraggiato dai ricercatori, proprio perché è in questo modo che si possono veramente compiere passi avanti nella ricerca.

Il team di Facebook ha in effetti chiuso la sperimentazione in questi termini. Ma non per timori su un’eventuale rivolta dei bot intelligenti. Semplicemente, è stata chiusa una fase, la fase in cui l’Intelligenza Artificiale è stata lasciata libera di deviare. Tutto ciò che è stato fatto è stato cambiare i parametri, dal momento che la ricerca deve usare necessariamente la lingua inglese.

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di Simona Gitto

 

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