Festa del Cinema di Roma. ‘Borg McEnroe’, il dritto e il rovescio dello sport

4 novembre 2017 | commenti: Commenta per primo |

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Si sta avvicinando il match point della 12esima edizione della Festa del Cinema di Roma, che si concluderà il prossimo 5 novembre.

 

borg-mcenroe-6Questa edizione della Festa del Cinema di Roma verrà sicuramente ricordata per le tante pellicole a tema sportivo, e non solo. Dal film ‘I, Tonya’ di Craig Gillespie sulla controversa figura della pattinatrice Tonya Harding, alla presenza, come ospite, di Phil Jackson, leggenda del basket americano.

E ancora ‘A Prayer Before Dawn’ di Jean-Stephane Sauvaire sulla straordinaria vicenda di Billy Moore, giovane pugile inglese che, rinchiuso in una prigione in Thailandia, ha solo un modo per sopravvivere, combattere, e ‘Love means Zero’ di Jason Kohn, sull’ascesa e il declino del famoso allenatore di tennis Nick Bollettieri, fino ad arrivare a uno dei film più attesi di tutta la manifestazione ‘Borg McEnroe’ di Janus Metz, sulla storica rivalità tra i due campioni del tennis, Björn Borg e John McEnroe.

Ma come mai tutto questo interesse per lo sport, o meglio per i campioni dello sport? Probabilmente perché richiamano il grande pubblico, ma prima di questo, forse, perché incarnano il viaggio dell’eroe che cresce, cade e si rialza, sempre.

Michael Jordan, diceva: “Ho sbagliato più di novemila tiri nella mia carriera. Ho perduto circa 300 partite. Ho avuto la possibilità di fare il tiro della vittoria per ventisei volte e non ci sono riuscito. Ho costantemente sbagliato nella mia vita. E’ questo il motivo per cui ho trionfato”.

Borg McEnroe’ ripecorre lo stesso schema, riportando sul grande schermo la sfida tennistica di Wimbledon del 1980, che appassionò tutto il mondo e le opposte personalità e visioni dello sport e della vita dei due campioni: quella disciplinata, precisa e controllata (almeno apparentemente) del tennista svedese Björn Borg (Sverrir Gudnason), al culmine della sua carriera e quella irruente, ma determinata, dello statunitense John McEnroe (Shia LaBeouf) .

youtube-trailerMetz riesce a riproporre, con una narrazione essenziale e incalzante, il senso e la tensione di quello scontro, come fosse in presa diretta dal manto erboso londinese, mentre LaBeouf e Gudnason danno un’eccellente prova attoriale nel far rivivere i tormenti, le ansie (e anche i tic e le sfuriate, nel caso di McEnroe) dei due protagonisti.

 

Un film da gustare e che consigliamo di vedere perché, nonostante sia ben noto come quel match sia finito, il messaggio che la pellicola invia è attuale.

Ci dimostra, infatti, come per ‘farcela’ non esista alcun percorso prestabilito o una giusta modalità, ma solo allenamento, perseveranza e tanta, tanta concentrazione perché, come dicono in molti, il tennis è un gioco cerebrale prima che fisico.

 

di Barbara Donzella

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Festa del Cinema di Roma 2017

 

 

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