Festa del Cinema di Roma. David Lynch: “Sono le idee che ci fanno innamorare”

5 novembre 2017 | commenti: Commenta per primo |
ROME, ITALY - NOVEMBER 04: Davide Lynch is awarded by Paolo Sorrentino with the Lifetime Achievement Award during the 12th Rome Film Fest at Auditorium Parco Della Musica on November 4, 2017 in Rome, Italy. (Photo by Ernesto S. Ruscio/Getty Images) *** Local Caption *** Davide Lynch

David Lynch premiato da Paolo Sorrentino, Photo by Ernesto S. Ruscio/Getty Images

David Lynch a Roma è un evento per cinefili e non. Il Maestro ha allietato una platea di giornalisti, appassionati e curiosi che hanno letteralmente invaso la Festa del Cinema, all’Auditorium Parco della Musica. E il creatore di ‘Twin Peaks‘ non si è negato all’affetto dei tanti presenti, con la serenità che solo i grandi personaggi sanno raccogliere e regalare al proprio pubblico.

Una giornata da ricordare per gli amanti del cinema, che fa giustamente gongolare il direttore artistico Vittorio Monda che, grazie alla presenza del geniale artista americano, ha chiuso alla grande la manifestazione romana.

Non sono mancati gli ultimi red carpet, con la presenza, tra gli altri, di Orlando Bloom, protagonista di ‘Romans‘ dai fratelli Shammasian, nella sezione “Alice nella città”. Con l’Incontro Ravvicinato di Gigi Proietti col pubblico e la proiezione della pellicola ‘The Place‘, il film di Paolo Genovese – ispirato alla serie Netflix, ‘The Booth at the End‘ – è invece calato il sipario sulla 12esima edizione della kermesse capitolina.

borg-mcenroe-u-gNella serata di sabato è stato decretato, poi, il film vincitore del BNL award scelto dal pubblico, quel ‘Borg McEnroe’, film appassionante sulle leggende tennistiche anni ottanta, che ha messo d’accordo quasi tutti, critici compresi.

Ma indubbiamente, come dicevamo in apertura, l’avvenimento probabilmente più importante dell’intera Festa, è stata la presenza di David Lynch, che ha ritirato il premio alla carriera e si è lasciato ‘abbracciare’ dal suo pubblico, facendo un tour de force tra red carpet, “Incontri ravvicinati” , premi e naturalmente la tradizionale conferenza stampa.

A quarant’anni dall’uscita del suo primo lungometraggio, ‘Eraserhead‘, la Festa del Cinema di Roma 2017 ha infatti celebrato il genio visionario del cineasta. Il grande regista statunitense, che ha diretto opere come ‘The Elephant Man’, ‘ Mulholland Drive’, ‘Blue Velvet’, ‘Inland Empire’, fino alla serie cult ‘I segreti di Twin Peaks’, ha segnato il cinema contemporaneo con il suo stile personale e onirico.

I suoi lavori, visionari e ricchi di simbolismi sono portati avanti da una narrazione lenta che, unita ad atmosfere apparentemente tranquille, si insinuano gradualmente sotto l’epidermide dello spettatore, sempre più in profondità, sino al centro, trasmettendo un senso d’attesa che diventa inquietudine e non abbandona neanche a visione finita.

david-lynch_conferenza-stampa_press-conference-1In una sala Petrassi stracolma Lynch ha ritirato un premio alla carriera dalle mani del regista Paolo Sorrentino che ha detto: “Ci ha spiegato una cosa profonda, che l’ignoto e l’inconoscibile sono dentro di noi e che il mito di conoscere se stessi, è appunto un mito”.

Come ha dichiarato in conferenza stampa il regista di ‘ Mulholland Drive’: “Il cinema può rendere tutto molto reale. Genera un mondo nel quale possiamo entrare e avere un’esperienza”.

Per lui l’ispirazione arriva dalle idee, perché: “Sono le idee che ci fanno innamorare”.

Ma come si possono produrne di buone? Alimentando la creatività, è stata la risposta del Maestro.
Questo mondo è pieno di stress e negatività. E’ come un tubetto schiacciato, mentre la meditazione trascendentale (che il regista pratica dagli inizi degli anni ‘70) apre una porta verso la creatività, la gioia e la positività. In questo modo si rimuove la negatività e tutto quello che danneggia la creatività.”

E a chi gli ha chiesto se la meditazione e questo distacco dalla negatività possa, a volte, essere un limite – nel senso che anche la sofferenza può diventare il motore di una storia – lui ha spiegato: “La sofferenza non è necessaria, ma è necessario capirla. E l’idea che la negatività riesca a promuovere la creatività non è vera. Dobbiamo essere felici, godere nel fare, come si dovrebbe apprezzare il cibo e il caffè italiano” e prendendo in mano la tazzina davanti a sé, ne ha bevuto un sorso.

Conferenza stampa David Lynch Luogo: Sala Petrassi Auditorium Foto: Giuseppe Leonardo Paniccia

Conferenza stampa David Lynch
Foto: Giuseppe Leonardo Paniccia

Sarà probabilmente per questo suo approccio che attori, collaboratori e maestranze sono felici di lavorare con lui.

Ma come dirige gli attori? “Parlando. Parlare e parlare sino a che non si arriva a una comprensione. Condivido la sceneggiatura con gli attori, loro la leggono e ne danno una certa interpretazione. Poi si fanno le prove prima di girare e si parla per entrare in coincidenza con l’idea. Gli attori capiscono subito, colgono qualcosa e ce la fanno”.

Immancabile è arrivata anche la domanda se si sia mai pentito di non aver girato ‘Star Wars’, quando gli fu proposto da George Lucas, a cui Lynch serenamente ha risposto: “No, assolutamente no, perché ho detto a George Lucas che era giusto lo girasse lui”.

Diverso è stato quando il discorso è caduto su David Bowie, che aveva preso parte, nel 1992, al prequel cinematografico di ‘Twin Peaks’, ‘Fuoco cammina con me’, vestendo i panni dell’agente dell’FBI Phillip Jeffries, ma non ha partecipato all’ultima serie.

Il cineasta statunitense ha assunto un’espressione quasi malinconica e dopo una piccola pausa, ha detto: “Amavo David Bowie, era una gioia lavorare con lui. Gli chiesi di lavorare con noi a quelle 18 ore della nuova serie, ma lui non volle e ora capisco il perché”, riferendosi alla malattia dell’artista.

Il Duca Bianco è comunque apparso in ‘Twin Peaks: The Return’, precisamente nel 14esimo episodio della terza stagione, in un cameo virtuale che ha visto impiegare il materiale delle scene da lui interpretate nel prequel della serie.

David Lynch ha inoltre dedicato la puntata al compianto Hero, come si può osservare nei credits.

 

Sulla possibilità di un reboot di ‘Twin Peaks‘, non ha lasciato dubbi a fraintendimenti: “Queste 18 ore che costituiscono i 18 episodi io le vedo già come un reboot, quindi l’ho già fatto”.

E se ci si chiedesse se il regista abbia qualcosa di pronto, purtroppo la risposta è “No!”, anche se Lynch c’ha tenuto a tranquillizzare tutti, dichiarando di non aver alcuna intenzione di ritirarsi e assicurando, anzi: “Io vorrei arrivare a lavorare fino a 100 anni”.

Non ci resta, quindi, che rivedere i suoi lavori, nell’attesa della prossima lynchiana idea.

 

di Barbara Donzella

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Festa del Cinema di Roma 2017

 

 

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