Figli Maestri, da Acilia a Venezia con Simone Bucri

20 settembre 2017 | commenti: Commenta per primo |

 Un cortometraggio per raccontare nuove generazioni

Figli Maestri, di Simone Bucri, è un documentario girato ad Acilia,  premiato per il Miglior Messaggio G2 (seconde generazioni) al concorso MigrArti alla 74 Mostra del Cinema di Venezia.

Riceve lo scorso 8 settembre una delle statuette del concorso, per essere stato scelto tra gli oltre 500 progetti di corto presentati.

Il regista Simone Bucri, durante il ritiro del premio a tenuto subito a ringraziare la Cooperativa Ricerca sul Territorio. “La CRT  ha prodotto questo documentario assieme all’associazione CIAO onlus, ma soprattutto insegnanti e studenti della scuola Effathà di Acilia, che fa davvero un lavoro straordinario in favore dell’integrazione e dello scambio culturale”

“In particolare” ha proseguito il regista trentottenne, “ringrazio le famiglie Uddin e De Angelis-Peng, che sono protagoniste del documentario e che ci hanno aperto le porte delle loro case e della loro vita quotidiana”.

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Flavio Tannozzini, Coordinatore della Scuola d’Italiano Effathà,  si esprime così: «Il film coglie e traduce nel suo linguaggio l’essenza dell’atmosfera che viviamo alla Scuola d’Italiano Effathà. Luogo in cui, con il pretesto e lo strumento della lingua, nascono relazioni autentiche e si può iniziare a raccontare la propria storia, affermare sé stessi in un contesto di inclusione».

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Per vedere e votare Figli Maestri.

Rai Cinema, uno dei partner di MigrArti (assieme a Istituto Luce-Cinecittà, Film Commission Roma-Lazio), ha dato vita a un nuovo concorso collegato che prevede, per i più visti online, un contratto di messa in onda sui canali Rai del digitale terrestre.

Da questa pagina del sito di Rai Cinema Channel è possibile vedere e quindi votare Figli Maestri.

 

Figli Maestri – Sinossi.

Acilia, periferia sud di Roma. Mhamud si sposta per il quartiere a bordo della sua bicicletta, è una giornata di primavera, il sole brilla sull’asfalto di via di Macchia Saponara. Mhamud ha ventuno anni, lavora in un salone di bellezza e ha finalmente deciso di accettare la proposta di suo padre. Deve sposare una ragazza del loro paese, il Bangladesh.

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Chiara ha quindici anni, pelle color porcellana e occhi allungati che suggeriscono le sue origini orientali. Si muove nello stesso minuscolo spicchio di mondo di Mhamud, ma non sembra doversi recare da nessuna parte. Pare abitare l’ambiente circostante come un’aliena appena sbarcata su uno strano pianeta. Attorno a lei, come l’avvicinarsi roco di un temporale, la voce di sua madre Zixi racconta una storia, la loro storia. Quella di una donna che ha vissuto il trauma di non essere stata desiderata, e quella di una bambina, a sua volta rifiutata, che le ha poi salvato la vita.

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Sia Mhamud che Chiara, così come i loro genitori, vedono incontrare le proprie traiettorie nella scuola di italiano per stranieri Effathà. Aperta a studenti di ogni età e provenienza, dove persino i figli possono trasformarsi in maestri. I due ragazzi sono infatti tra i docenti volontari, mentre mamma Zixi, e papà Mafil tra i tanti studenti.

Con il ritmo dell’incedere quotidiano, le due storie non raccontano la parte più esplicita, più visibile e ad oggi sovraesposta del fenomeno della migrazione, ovvero il viaggio, lo sbarco, l’approdo. Ma lo spettatore si trova già spostato in avanti, all’interno di dinamiche famigliari e relazionali consolidate. Viene chiamato a condividere il mutamento o la presa di coscienza di situazioni prevalentemente personali, emotive.  Anche a  confrontarsi con i protagonisti da pari a pari.

 

CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio.

La CRT inizia le proprie attività nel 1978, utilizzando sistematicamente il cinema diretto nel corso delle proprie ricerche sul territorio del Litorale romano e non solo. Il risultato in questi quasi quarant’anni è di notevole portata. Conta la produzione di quasi trenta film documentari, la progettazione e la realizzazione dei due poli che compongono il sistema dell’Ecomuseo del Litorale Romano, la creazione di diversi archivi.

 

CIAO onlus – Effathà. Scuola d’italiano.

CIAO onlus (Centro per l’Integrazione, l’Accoglienza e l’Orientamento) è un’associazione nata da Effathà, la Scuola di Italiano del “Centro di Formazione Giovanile Madonna di Loreto – Casa della Pace”. Nata nel 1999 su iniziativa di tre giovani volontari con la spinta di Don Mario Torregrossa. Improvvisatisi insegnanti, in un momento in cui non esistevano ancora le scuole d’italiano per stranieri,  i primi tre docenti furono seguiti da due spaesati studenti srilankesi.

Oggi, quasi venti anni dopo, Effathà conta oltre venti insegnanti volontari e circa 300 studenti di tutti i paesi del mondo che si susseguono durante il corso dell’anno scolastico. La Scuola d’Italiano non è semplicemente un luogo dove s’insegna la lingua. E’ soprattutto un luogo dove si creano relazioni tra studenti e maestri di culture, nazionalità, lingue e religioni diverse. L’associazione CIAO onlus ha lo scopo di dare alla scuola una struttura organizzativa più solida, offrire maggiori opportunità e servizi agli studenti, e relazionarsi con le istituzioni.

 

Figli Maestri – Credits 

con: Mhamud Uddin, Chiara Peng, Zixi Peng, Moin Uddin

regia: Simone Bucri

fotografia: Massimiliano De Cicco

scritto da: Simone Bucri, Massimiliano De Cicco e Lorenzo Iervolino

montaggio: Kerim Bolimar

musiche: Nicoletta Nardi e Franco Pietropaoli

prodotto da: Paolo Isaja e Maria Pia Melandri

produzione: CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio e C.I.A.O. onlus

 

 

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