Giuseppe Danza intervistato per voi: dal ring al red carpet

8 novembre 2017 | commenti: Commenta per primo |

Giuseppe Danza, la nostra intervista al talento emergente italiano

Giuseppe Danza è un nome che sentirete spesso nei prossimi anni. Dopo la copertura quotidiana della Festa del Cinema di Roma, su queste pagine, abbiamo deciso di continuare il filone cinematografico facendovi conoscere un talento emergente italiano.

Giuseppe è un lottatore italiano di wrestling ma anche un attore che ha già calcato nientemeno che il red carpet del Festival di Venezia, ospite dell’ultima edizione, grazie alla sua partecipazione nell’acclamato e pluripremiato “Ammore e Malavita” dei Manetti Bros. . Ma non solo. Vale la pena raccontare la sua storia e abbiamo deciso di intervistarlo per voi.

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Ciao Giuseppe e grazie per aver accettato la nostra intervista. Non posso far altro che cominciare chiedendoti di raccontarci le tue esperienze recenti sul red carpet. Cosa ti hanno ‘lasciato’ gli eventi della Biennale di Venezia e del Giffoni Film Festival?

Sono state sicuramente due grandissime occasioni con relative emozioni, differenti ma molto importanti. Al Giffoni ho avuto la possibilità di confrontarmi con ragazzi che hanno la passione per il cinema e mi hanno avvolto con le  loro domande, curiosità, ma anche con le insicurezze e sicurezze della giovanissima età, insomma con il loro calore.

Confrontarmi con quei ragazzi è stato unico e una delle esperienze più belle della mia vita. Il Giffoni è un evento particolare che unisce un concetto d’arte maggiore, quest’anno ad esempio ha abbracciato anche la musica, e io sono stato invitato per parlare dei miei film, ma anche per la mia storia di lottatore.

Venezia è stato realizzare il sogno di tutti gli attori. Il film “Ammore e Malavita” è meritevole, particolare, divertente, sui generis, una commedia noir dei Manetti bros. che è stato selezionato anche un po’ a sorpresa per il concorso ufficiale. C’è stata tanta soddisfazione per i premi vinti e per come siamo stati accolti, una grande gioia per le risposte del pubblico e della critica. È stata un’emozione diversa dal ring, ma il cuore ha battuto tanto.

Hai lavorato molto con i fratelli Manetti e Giampaolo Morelli, com’è e cosa ti sta dando il lavoro con registi e attori importanti?

È importante lavorare con queste persone perché oltre al film in sé stesso, sono anche dei maestri ma che ti lasciano libertà di interpretazione, ovviamente seguendo la loro guida. Sul set si crea un clima come tra alunno e, appunto, maestro, ma c’è anche un rapporto reciproco di fiducia. È stato un po’ come stare in una famiglia, in un clima davvero positivo che non è facile da trovare.

Come sei approdato all’industria cinematografica, qual è il tuo background, che racconta il tuo curriculum?

Sono approdato al cinema per caso. Per “L’ispettore Coliandro” stavano ricercando una figura particolare e venni chiamato dalla produzione per un brevissimo provino su Skype, dandomi immediatamente la parte.

Sono stato fortunato perché grazie al wrestling professionistico è come se vivessi in un continuo provino perché, lasciando da parte la prova fisica, c’è moltissima recitazione, dall’uso del microfono alle espressioni di mimica facciale.

Loro avendo studiato il mio personaggio si sono “innamorati” dei miei atteggiamenti e mi hanno inserito come uno degli antagonisti in una puntata della serie, che poi è stata una delle puntate più viste.

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Di te infatti piace molto sul ring la recitazione, la presenza scenica e la costruzione di un personaggio ben caratterizzato. Hai affrontato un percorso per arrivare a questo?

No, è innato… è ben delineato ma l’ho sempre avuto dentro, è la mia anima del lottatore. Poi bisogna allenarsi allenarsi allenarsi con le mosse, fiato, resistenza, ma determinate cose sono innate e questa in me è così.

Riguardo al wrestling sei stato a un passo dal professionismo americano, hai assaggiato alcuni eventi mondiali della WWE, pensi di riprovare a fare il grande salto? Cosa pensi dei nostri italiani che stanno facendo bene in giro per il mondo? Tu invece tornerai presto sui ring italiani, non è vero?

Sono molto soddisfatto di quello ho fatto fino ad adesso. Già del 1999, dopo aver visto il film “Man on the Moon” di Miloš Forman, dissi “voglio fare il lottatore di wrestling”.  Il protagonista Andy Kaufman (il comico statunitense deceduto nel 1984 e interpretato nel film da Jim Carrey) non c’entrava niente col wrestling, ma era un provocatore e  in una breve parte del film si avvicinava al wrestling. Di tutto il film a me piacque particolarmente quella scena e quei momenti. Così un po’ fantasticando e un po’ innamorandomi di questo mondo, a nove anni decisi già così.  

Ho cominciato gli allenamenti a 16 anni appena ne ho avuto la possibilità e mi sono trasferito prima a Riccione, a Rimini e Tropea per seguire i corsi del  grande lottatore Ultimo Dragon. Poi la mia formazione è continuata in Italia e in Europa con la NWE (NuWrestling Evolution/Entertainment) che è stata una delle più importanti federazioni europee e che mi ha dato, fin da subito, l’opportunità di lavorare con grandi nomi, magari appena rilasciati dalla WWE. Poi l’America, dove mi sono trovato molto bene, sono stato accompagnato nella mia esperienza da D3 (Daniele Dentice D’Accadia) che ancora è lì e ho partecipato alla House of Hardcore di Tommy Dreamer  (praticamente una ECW di oggi) e ne sono stato onorato.

Fino alla mia partecipazione in WWE all’evento della Royal Rumble che è stata la ciliegina sulla torta.

Poi sono stato sfortunato, un secondo provino WWE non è stato possibile per colpa di una bufera violenta e incredibile, che ha portato addirittura la federazione più importante al mondo a fare uno show a porte chiuse senza pubblico. È stata forse l’unica volta nella storia che è accaduto e così la mia occasione è sfumata.

Poi ho preso una pausa, sia per i film proposti che per altre alternative, ed anche per riprendermi da alcuni infortuni, ma sicuramente tornerò negli Stati Uniti e approderemo in WWE.

Per le esperienze degli altri sono contento, soprattutto per Daniele (D3) perché abbiamo condiviso tanto insieme; non seguo tutti gli altri perché ognuno sceglie il suo percorso, ma auguro a tutti di realizzare il proprio sogno e di farlo nel modo più corretto possibile.

Intanto io tornerò sui ring italiani ufficialmente al “Wrestling Megastars” del 2 dicembre, a Bologna, con grandi nomi come Rob Van Dam, Ken Kennedy e Chris Masters. Alla fine Bologna mi accoglie sempre, è nel mio destino, qui ho girato il mio primo ruolo appunto di antagonista principale in ‘Coliandro’.

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Nel tuo conscio e inconscio c’è Elvis Presley, non a caso ti soprannominano “King”. Come mai questa presenza nella tua vita, cos’è questa passione, cos’è Elvis per te?

Questa passione deriva sempre da “Man on the Moon”!  Kaufman imitava Elvis in alcune scene e incuriosito mi andai a informare su di lui ed entrai nel suo universo.

Su Elvis, in Italia c’è stata una cattiva pubblicità, non è stato capito, sono state ascoltate solo le sue canzoni più famose, si pensa che sia il re del rock and roll, ma non è così, lui è il re della musica e lo è diventato tramite la sua musica d’amore e di sofferenza.

Io sono innamorato delle persone sensibili e lui lo è per antonomasia, dal sorriso allo sguardo, all’ultimo concerto. Nel 1973, all’apice della carriera con “Aloha from Hawaii”, venne lasciato dalla moglie e andò in depressione, cadendo nell’abuso di antidepressivi, così morì pochi anni dopo.

Per portarlo sempre con me, oltre a essere stato a Graceland, possedere cd, vinili e memorabilia varia, ho un tatuaggio con la sua firma sul petto e insieme a D3, sul polso sinistro, porto sempre con me i versi della sua canzone “Pieces of my life”. Mi piace il suo modo di fare,  tutto quello che lo circondava e l’infinità generosità e un po’ mi ci rispecchio.

Ti senti più uno show-man, un attore o un wrestler… insomma che farai ‘da grande’?

In realtà continuerò a fare quello che ho fatto fin da bambino fino ad oggi, quello che mi diverte e mi piace in base alla possibilità che la vita ti mette davanti: a volte è semplice, altre è più difficile. Spero di riuscire a farlo sempre e  credo che per arrivare a conquistare un obiettivo si debba abbandonare tutto il resto e concentrarsi solo su quello.

Questa impostazione assoluta verso una passione e un obiettivo però può essere nociva, perché a volte non hai via di scampo. La vita dell’artista è fatta di alti e bassi, bisogna essere abili a bilanciare i bassi e la solitudine dell’artista, come la chiamo io. Ho deciso di fare tutto ciò che mi diverte nella recitazione e nel wrestling, sperando di farlo nel miglior modo possibile.

Comunque nasco e morirò come lottatore e certo, sono un intrattenitore, come attore, come wrestler e anche come cantante (ovviamente di Elvis ma anche Dean Martin e Johhny Cash)!

Domande di rito finali: progetti futuri? Qualcuno da ringraziare?

Fondamentale sarà tornare negli Stati Uniti. Voglio anche continuare a partecipare ad altre produzioni cinematografiche migliorandomi e perfezionandomi, ma adesso il ritorno in USA per tentare di rimanere lì a combattere è la mia priorità. Poi non escludo partecipazioni ad altre cose o tornare sui miei passi, ma ora sono concentrato su quell’obiettivo.

Ringrazio la mia famiglia perché, nonostante le nostre “guerre” interne, mi hanno sempre supportato. Un grazie va anche a chi crede in me e chi mi ha dato fiducia, perché puoi essere bravissimo, ma se qualcuno non ti permette di esprimere il tuo talento, puoi tenerlo in tasca e andare a passeggiare sul lungomare.

E reciprocamente io ho creduto in loro fidandomi. Ho creduto in me stesso e quindi direi che ringrazio anche me per non aver mollato nei momenti in cui mi potevo abbattere, mentre mi sono detto: “forse sarà meglio” e il meglio è arrivato.

Comunque ritengo che non si debba mai essere soddisfatti, non per arroganza, ma perché non bisogna accontentarsi, puntare in alto per arrivare almeno medi!

Chiudiamo ringraziandoti e con un flash finale: meglio vincere l’Oscar o il titolo di campione del mondo di wrestling?

Abbiamo detto di puntare in alto no? Bè, allora ti dico che arriverò ad entrambi! Vi ringrazio e saluto i lettori di Tablet Roma, a presto!

di Lorenzo Sigillò

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Immagini tratte dal profilo facebook di Giuseppe Danza

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