Identità e Turismo. Il diritto dovere di colmare un gap

11 ottobre 2017 | commenti: Commenta per primo |

Una risorsa importante da cui ripartire

Turismo. Per la città di Roma, e per il suo litorale,  è insieme chiave di volta,  croce e delizia.

Problema e soluzione. Una recente ricerca del Comune di Roma ci mostra come la permanenza media di un turista straniero in molte città europee è superiore, in alcuni casi nettamente, a quella romana. Ad esempio, Londra registra una media di 6,2 notti, Amsterdam 3,9 notti.

E Roma? Roma registra una permanenza da media di 2,6 notti, quasi un terzo di Londra. Questa ricerca non mostra tutto, ma mostra molto. Mostra quanto spreco e disorganizzazione regnano sovrane al netto dei governi che si sono accomodati ovunque. In un progetto di ampio respiro e di riorganizzazione dell’ immenso potenziale turistico di cui disponiamo, aumentare la permanenza media di un turista, identificando ovviamente target e calibrando l’offerta, sarebbe possibile.

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Coinvolgere in un progetto sinergico anche il litorale romano potrebbe dimezzare il gap dei giorni di permanenza turistica che ad esempio, ci separa da Londra. E consentirebbe di superare la permanenza media della pur organizzatissima e graziosa Amsterdam. Programmare progetti turistici coinvolgendo tutte le parti attrici, commercio, ricettività e balneazione, che si devono far trovare pronte e proattive, si può. Intercettare e dilatare la durata del soggiorno dei turisti stranieri a Roma, anche solo di due giorni ( come obiettivo intermedio) estendendolo territorialmente al litorale romano, si può. Le idee ci sono.

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Comprendere e sviluppare la propria identità è l’ ossatura indispensabile di un progetto organico.

Anche con tutte le problematiche relative agli investimenti, alle infrastrutture, ai trasporti, che necessitano anni di programmazione, sviluppare un programma che annulli la disgregazione e aumenti qualità della vita e fatturati, migliori il decoro ed il senso di sicurezza, si può. Anzi, si deve.

Si chiama circolo virtuoso. Il periodo di commissariamento che ci ha stritolato dentro una lattina mediatica nonché riconsegnato un territorio tutto da ricostruire, ha sortito però anche un effetto positivo. Ha creato un senso di compattamento, o meglio di voglia di riscatto. L’identità stessa di un’ intera e ben definita parte della città di Roma è stata marchiata in maniera infamante, e quindi il concetto stesso di identità è stato messo in discussione.

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Gli imprenditori

E, paradossalmente quindi, proprio perché mossi dal senso di rivalsa e di riscatto a lavorare e ribadire la nostra identità, è questo il momento adatto di assumere la consapevolezza che l’ identità di questo Municipio reca l’effige di una vocazione fortemente turistica.

Facciate - Palazzine ad Ostia - Arch Adalberto Libera

Per la prima volta dopo tanti anni, tutte le categorie imprenditoriali hanno deciso di collaborare e camminare verso un’ unica direzione, sedendosi attorno ad un tavolo comune per trovare il giusto equilibrio. All’ appello manca la parte più importante, quella che ci rappresenta, o meglio, dovrebbe almeno, farlo. Mi riferisco alla classe politica. Siamo alle porte ormai di una campagna elettorale per certi versi storica. Che non solo la coalizione vincente, ma tutte le classi politiche che in qualche modo parteciperanno al prossimo governo del municipio, sposino e sviluppino l’ innata matrice turistica di cui disponiamo, in collaborazione con i cittadini ed i corpi “ intermedi”, ovvero le associazioni di categoria.

Perché forse mai come concentrato in questa parola, il turismo è il problema, ma soprattutto la soluzione.

di Armando Vitali

Presidente Confcommercio Litorale Romano

 

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