Intervista a Deborah Donadio, attrice sorda e artista poliedrica

22 novembre 2017 | commenti: Commenta per primo |

Conosciamo da vicino Deborah Donadio, partner di Chef Rubio nella web serie “Cucina in Tutti i sensi” e versatile artista.

 

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Chef Rubio e Deborah Donadio ph. Lorenzo Sigillò

Se vi fosse capitato di vedere anche solo una puntata delle 3 edizioni della web serie presentata da Chef Rubio, dal titolo ‘Cucina in tutti i Sensi’, sicuramente non vi sarà sfuggito come, ciò che contraddistingue questo, dai tanti programmi di cucina presenti in tv, sia il fatto di essere video-ricette inclusive, rivolte a tutti e tradotte in Lingua dei Segni Italiana, per una cucina senza barriere.

Ecco, la traduttrice e LIS coach di Chef Rubio è Deborah Donadio  che, oltre ad affiancare ai fornelli il noto Chef tatuato, è anche  attrice sorda e organizzatrice del “CineDeaf”, il festival dedicato al cinema sordo.

Benvenuta Deborah e grazie per essere con noi. Ci vorresti spiegare in cosa consiste il tuo ruolo di LIS coach?

Il docente sordo di Lingua dei Segni Italiana lo troviamo nelle classi dove gli udenti imparano la Lis per diventare interpreti o assistenti alla comunicazione.

Il “Coach Lis”, diversamente, non insegna tutta la Lingua dei Segni perché, come per tutte le Lingue del Mondo, serve un lungo percorso di teoria e pratica per averla nelle proprie mani.

Il mio è un ruolo che nasce proprio per il mondo dello spettacolo e si adegua ai tempi di regia. E’ una persona sorda segnante, esperta nel campo, che affianca la persona udente durante la sua preparazione. Far sì che l’attore possa conoscere la Lis di scena, confrontarsi e relazionarsi direttamente con la persona sorda e non con una persona udente per approfondire al meglio l’espressività.

11796414_10206722017030212_4871538090578495713_nTra i personaggi noti a cui hai insegnato c’è Valeria Golino e, come abbiamo visto, Chef Rubio, con cui hai collaborato anche nella web serie “Cucina in tutti i sensi“. Ci racconteresti qualcosa di questa esperienza? 

Con Valeria Golino è stata un’esperienza breve, perché abbiamo avuto poco tempo a disposizione per entrare nel suo personaggio, madre di un ragazzo sordo. Per far sembrare che segnasse da sempre la Lis, oltre alla memorizzazione/esercitazione dei segni, abbiamo anche chiacchierato molto sulle nostre vite per entrare meglio nel personaggio di Anna de “Per Amor vostro”.

Mentre con Chef Rubio invece son nate tante cose, è una persona meravigliosa che riesce sempre a trovare spazio per la Lis nonostante tutti i suoi impegni.

E’ molto comunicativo di sua natura, per questo non lo sgrido mai per la sua espressività facciale molto utile per i sordi. Lo bacchetto solo con i suoi segni che spesso confonde. Così come lo vedete nella serie, è identico anche fuori.

Sappiamo che sei anche un’attrice, qual è stato il tuo percorso?

In Italia la Lis non è riconosciuta per cui una persona sorda non ha la possibilità di fare un percorso di formazione accessibile presso Accademie note di Cinema e Teatro.

Quindi sin da piccola ho fatto teatro presso le scuole pubbliche poi, quando sono arrivata a Roma dalla mia Basilicata, ho trovato un corso di teatro del duo “Diversamente Comici” accessibile sia ai sordi e udenti.

Ho continuato con loro a fare spettacoli, dopo il corso “Città dei Sordi”, al teatro2 di Roma, al teatro Zelig con vari cabarettisti famosi per “Diversamente Zelig” e poi è arrivato “Figli di un Dio Minore”. Grazie a questo lavoro ho avuto modo di formarmi sempre di più nella recitazione col noto attore Giorgio Lupano e nella dizione con Cristian Giammarini, un altro bravissimo attore.

cinedeafSappiamo che sei anche organizzatrice del CineDeaf, Festival internazionale dedicato al cinema sordo, arrivato oramai alla sua quarta edizione.

Sì, il Festival è diviso in due sezioni, film e documentari. Ci sono state tante proiezioni, tutte molto interessanti, come l’anteprima Europea del docufilm “Listen”, sulla musica dei e per i sordi.

Prima di lasciarci, potresti dare un consiglio a chi volesse avvicinarsi allo studio della Lingua dei Segni?

E’ una Lingua che non va studiata se si ha lo scopo di trasformarla in un qualcosa per fare business, ma solo per usarla con passione.

Vedo tanti corsi online sulla Lis che assicurano si possa imparare in soli 240 ore, è una cosa allucinante. Per cui se piace, prima di immergersi, è importante esplorarla bene e capire se si è adatti.

In ogni caso, le porte dell’Istituto Statale per Sordi a via Nomentana 54/56 sono aperte e se avete dubbi e/o volete imparare o approfondire la Lingua dei Segni siamo disponibili.

Ringraziando Deborah Donadio, le auguriamo buon lavoro.

di Barbara Donzella

 

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