La resilienza: mi piego ma non mi spezzo!

1 novembre 2017 | commenti: Commenta per primo |

L’uomo è “costruito” per resistere

La resilienza una abilità che ci è necessaria per “resistere ed andare avanti”.

C’è un mini-cartone della Pixar che si intitola “Partly cloudy” (“Parzialmente nuvoloso”). Personalmente lo adoro. Racconta il difficile lavoro di una cicogna alla quale vengono affidati cuccioli un po’ particolari. Si trova facilmente su Youtube e consiglio a tutti di dedicare 5 minuti di tempo per guardarlo. Oltre ad essere molto divertente, illustra perfettamente il significato della resilienza, quale competenza importantissima per l’essere umano.

Resilience word cloud concept

Resilience word cloud concept

“Anche se è un lavoro duro, va fatto”… potremmo sintetizzarla in questo modo…

Ma che cosa è questa resilienza? In senso molto ampio può essere descritta come la capacità dell’uomo di resistere a praticamente tutto, di sopravvivere a disastri naturali, guerre e catastrofi. Come se egli fosse in un certo senso “costruito” per combattere quotidianamente con lo stress e la fatica. Costruito per resistere ad ogni sventura, per cadere ma continuare a rialzarsi. Per magari piegarsi, appunto, ma non arrivare a spezzarsi.

Ma come si fa ad affrontare tutte queste difficoltà e continuare ad andare avanti? La psicologia parla dell’abilità della “resilienza”.  Il termine viene dagli studi scientifici e indica la capacità di un metallo di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi.

Da qui, il passaggio del concetto di resilienza in ambito psicologico è stato semplice.

Più precisamente, in psicologia la Resilienza è

la capacità di autoripararsi dopo un danno, di far fronte, resistere ma anche costruire e riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita di fronte ad eventi difficili o traumatici che farebbero pensare ad un esito negativo, restando invece sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

Persone resilienti sono coloro che, immerse in circostanze avverse, hanno la capacità di andare avanti nonostante la crisi. Sono coloro che riescono contro ogni previsione a fronteggiare efficacemente le contrarietà.  A dare nuovo slancio alla propria esistenza, che vedono anche in un fallimento una opportunità di crescita personale e di miglioramento delle proprie competenze.

Da quanto scritto, sembra chiaro come la resilienza diventi una abilità fondamentale per il raggiungimento dei propri obiettivi. E’ la capacità di attingere a tutte le risorse fisiche e mentali per arrivare al traguardo. Ci si riesce superando gli inevitabili stop che si incontrano lungo il cammino. Si può imparare ad essere resilienti? Possiamo dire di sì, perché la resilienza è una abilità psichica che si modifica nel tempo grazie alle nostre esperienze e vissuti.

resilienza

Le persone resilienti mostrano la presenza di tre tratti di personalità.

  • l’impegno, cioè la tendenza a non farsi spaventare dalla fatica, a non abbandonare facilmente il compito, a non essere ansiosi ed a valutare le difficoltà realisticamente.
  • il controllo, cioè la convinzione di avere potere circa ciò che si fa piuttosto che sentirsi in “balia degli eventi”.
  • il gusto per le sfide, cioè sentirsi disposti ad accettare i cambiamenti e cogliere gli aspetti positivi delle trasformazioni. Vivere il cambiamento come incentivo a crescere. Non come difficoltà da evitare a tutti i costi e considerare le sfide stimolanti piuttosto che minacciose.

E se uno non possiede queste caratteristiche? Non possiamo essere tutti dei Superman o dei Rocky Balboa (la “persona” più resiliente che io conosca!), ma possiamo mettere in atto delle strategie per acquisire consapevolezza sui nostri tratti di personalità (le nostre risorse) da incoraggiare e sostenere.

Eccone alcune

Mantenere un atteggiamento costruttivo: guardare gli aspetti positivi della situazione e percepire anche il fallimento come una potenziale risorsa costruttiva.

Cercare di imparare da ciò che è accaduto: imparare da ogni errore, mettendo a fuoco quelle che possono essere potenziali lezioni di vita.

Accettare la propria vulnerabilità: le persone resilienti non hanno paura di ammettere le proprie debolezze e usano le proprie esperienze negative per identificare quali aree di sé stessi possano migliorare.

Riconoscere i punti di forza e potenziarli: focalizzare l’attenzione sulle esperienze passate, per ricordare ed individuare quali punti di forza, quali risorse, siano state utilizzate in passato nei momenti difficili per superarli. L’insuccesso è l’inizio di un nuovo tentativo: consideriamo come possiamo diversamente affrontare la situazione, elaboriamo strategie alternative che ci conducano verso il nostro obiettivo.

Conclusioni

Non possiamo considerare la resilienza come una sorta di armatura che renda invincibili sempre e comunque. A volte le situazioni sono talmente difficili o pesanti da sopportare che intestardirsi a “resistere” potrebbe anche non essere la scelta migliore. Pensiamo a situazioni molto tristi come l’accanimento terapeutico nei confronti di un nostro caro o un rapporto di coppia giunto al termine dove proprio non ci siano più possibilità di farlo funzionare. In alcuni casi, purtroppo, l’unica scelta che ci resta è quella di “mollare la presa”, accettare il dolore e provare a ricominciare, ad andare avanti. Ma… se ci pensate, anche questa è resilienza.

 

Dott.ssa Giulia Migani

Psicologa – Psicoterapeuta

Analista transazionale socio-cognitiva

Mediatore Feuerstein PAS Basic e Standard I livello

EMAIL: giuliamigani@yahoo.it   Cell: 3383839479

 

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