“Le 10 mappe che spiegano il mondo” di Tim Marshall

16 agosto 2017 | commenti: Commenta per primo |

“Le 10 mappe che spiegano il mondo” di Tim Marshall. Una recensione realisticamente comica.

 

Sono riuscita a ritirare i panni dallo stenditoio, passare il panno catturapolvere sul pavimento, pulire il bagno, fare la pasta fredda, e sono tornata sul lettone a far addormentare la mia cucciola.

Se penso ai ritmi di prima, mi gira la testa. Avrei solo bisogno di dormire di più e riaccendere ogni tanto il cervello. Nelle mie ultime pause un po’ più lunghe, mi sto dedicando alla lettura di un anti-isolamento-cerebrale. Mi sono comprata un libro di geopolitica.

1 sono rimasta indietro di tre mesi e mezzo su tutta la linea; se mi chiedete cosa sia successo nel mondo, io vi potrei rispondere che è nata una nuova marca di pannolini in Polonia, ma potrei vacillare di fronte alla domanda “che giorno è oggi?”.

2 mi dispiace tantissimo per i miei esami di storia contemporanea, sotterrati sotto palate di muslin e lavette, in un angolo buio e impolverato del mio cranio.

3 mi si sta atrofizzando il cervello. Sono tra le fortunate disoccupate che possono godersi i cuccioli. Ma rimane il fatto che mi si stiano friggendo i neuroni tra il caldo e i tentativi di gattonamento anticipati sulla tabella di marcia. L’altro giorno mi hanno fatto notare che non mi usciva più una frase in inglese di senso compiuto dalla bocca, ma solo “eeegheeeeeeè”.

Beh, insomma ho comprato questo libro: “Le 10 mappe che spiegano il mondo” di Tim Marshall.

img_6268Questo autore ha fatto esperienza sul campo, ha girato il mondo, in tempo di pace e di guerra. Scrive in modo chiaro e senza peli sulla lingua.

Ci parla di una Russia che è un gigante che trema al pensiero di cadere. Di un’Africa sempre più sola, disegnata su confini a misura del colonialismo bianco, che lotta aspramente per modificare. Di un’Asia povera e ricca, con una Cina che vuole il primo posto sul podio del mondo. Di un’Europa che sbiadisce come il ricordo di una vecchia foto in bianco e nero, di fronte ai secoli che corrono più veloce di lei. Di un’America tagliata in due, tra cortine di muri mediatici e fisici, e terrore.

Se avete voglia di immergervi di tanto in tanto nel mondo come me, pensateci su, fate un salto in libreria e rinunciate a qualche caffè!

È un viaggio a distanza, un viaggio immaginario, ma pur sempre un viaggio, se non proprio nella verità, almeno nell’indagine di essa.


di Cristina Ippoliti

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