Legge Iceberg , una brutta storia all’ombra della sirenetta

22 novembre 2017 | commenti: Commenta per primo |

Legge Iceberg, una brutta storia a lieto fine

legge-iceberg-2Legge Iceberg, così ribattezzata, è al centro di quella che sembra una favola di altri tempi, con tanto di “buoni” e di “cattivi” e con una serie di avventure degne delle migliori fiabe dei fratelli Grimm. E proprio come se fosse una fiaba voglio raccontarvi questa storia.
C’era una volta uno chef di Avellino che si chiamava Giuseppe Perna. Per motivi di lavoro si era dovuto trasferire in Danimarca insieme alla sua compagna. Giuseppe aveva un fedele amico a quattro zampe, anzi, una fedele amica, di nome Iceberg. La cagnolina, ormai diventata adulta, era nata e cresciuta con lui in Italia e quindi aveva un passaporto italiano.

Per Giuseppe era normale portarla con sé, nel lungo viaggio verso Copenaghen.

Le leggi danesi

Ma Giuseppe non conosceva le leggi danesi che considerano alcune razze canine, tra cui quella di Iceberg -un dogo argentino- altamente pericolose

Infatti, in Danimarca, la “breed-specific legislation” attualmente in vigore elenca una serie di razze ritenute talmente pericolose da dover essere abbattute.

Alla dogana non c’era stato alcun problema e Iceberg era potuta entrare agevolmente e in maniera del tutto legale nel nuovo Paese.

Anche nelle settimane successive tutto era filato liscio, finché un brutto giorno Iceberg non si era ritrovata in una zuffa tra cani che, pur non provocando seri danni a nessuno, aveva consentito a qualcuno di notare l’esistenza di un dogo argentino per le strade di Copenaghen e di segnalarlo alle Autorità.

A quel punto le Forze dell’Ordine si erano presentate a casa di Giuseppe per sequestrare Iceberg.

Lo chef, disperato, aveva lanciato un grido di dolore a tutti gli amanti degli animali:

Salvate il mio cane dogo, la Danimarca vuole ucciderlo“!

All’appello avevano risposto subito alcune associazioni animaliste tra cui l’italiana ENPA e la danese Fair Dog. Ma il problema era molto grande: bisognava fare una corsa contro il tempo per ottenere la grazia dal Ministro alle politiche ambientali e agricole danese, prima che Iceberg venisse soppressa come la legge prevedeva.

Giuseppe aveva allora avviato anche una battaglia legale e una raccolta di firme online per chiedere la liberazione della sua amata amica quadrupede.
E così era partita una grande mobilitazione sul web, che aveva portato in pochi mesi a ottenere 340mila firme su change.org e l’interessamento di molti personaggi pubblici, tra i quali la cantante Noemi, o di esponenti politici come Angelino Alfano.

Grazie a tutto ciò, si era arrivati ad un grande risultato: Iceberg aveva finalmente ottenuto la grazia.

Ma ad ottobre 2017 la piccola sfortunata cagnolina era ancora dietro le sbarre di un canile di Copenaghen perché il Parlamento danese non intendeva votare la “Legge Iceberg”. Il  Ministro danese Esben Lunde Larsen aveva mantenuto le promesse presentando una modifica legislativa, ma il Parlamento, non ravvisando motivi di urgenza, aveva deciso di seguire le regole dell’iter ordinario che prevedeva di votare le modifiche per tre volte nei successivi 30 giorni.

L’amata Iceberg era dunque ancora prigioniera senza colpe in un Paese che la considerava pericolosa, e il suo papà umano Giuseppe si disperava in Italia, dove era tornato dopo la triste vicenda, perché non poteva ancora riabbracciarla.

Il 20 novembre la svolta

Finalmente il 20 novembre una fata buona aveva rotto l’incantesimo, ( non conosciamo la formula magica) liberando Iceberg e Giuseppe da un destino crudele.

IL COMMUOVENTE VIDEO DELL’ARRIVO DELLA CAGNOLONA A FIUMICINO

legge-iceberg-1

Morale della favola: prima di partire dall’Italia con il vostro cane o gatto, informatevi sulle leggi relative alle norme per l’ingresso degli animali dei Paesi che andrete a visitare.

Forse non tutti sanno che alcune Nazioni richiedono certificati veterinari, passaporti canini, prevedono quarantene e tanto altro. A questo link una breve guida (non troppo aggiornata) utile ai proprietari di animali che vogliano portare con sé i propri amici pelosetti.

di SOS animali

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *