L’energia Yin e Yang, ricerca dell’equilibrio.

4 ottobre 2017 | commenti: Commenta per primo |

L’equilibrio nella nutrizione eviterebbe l’uso della medicina.

L’energia Yin e Yang è sinonimo di equilibrio, che secondo la tradizione orientale, deriverebbe essenzialmente da fattori nutritivi.

Alla ricerca di questo principio mi sono imbattuta in un libro che tengo a casa da diversi decenni. L’edizione è precisamene del 1981. L’autrice, tale Fiorella Turolli, titolò il testo ‘Erbe vitali di casa nostra’

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Riporto di seguito quanto comincia a scrivere a proposito di alimentazione. Spunti veramente interessanti per poter riprendere in mano un’antica e sana alimentazione. Per mantenere in equilibrio l’energia yin e yang secondo i dettami orientali.

energia yin e yang

Erbe vitali di casa nostra

Se ci nutrissimo correttamente, manterremmo un costante equilibrio di energie e certamente non avremmo bisogno nè di erbe officinali o medicamentose nè, tantomeno, di medicine.

Il segreto meraviglioso per attuare ciò sta nell’imparare ad ascoltarci, nell’imparare a capire che cosa necessita al nostro organismo.

Abbiamo fame o solamente desiderio di masticare e di riempire lo stomaco? Il nostro copro ha bisogno realmente di nutrirsi o si limita a soddisfare un desiderio di cibo stimolante? Queste le riflessioni che dovremmo costantemente fare.

L’uomo primitivo si nutriva secondo il suo istinto e, come gli animali, viveva felice e libero nella natura che lo circondava. Egli sapeva scegliere secondo i suoi bisogni quello che la natura stessa gli offriva: cereali, frutta, erbe, legumi, radici.

Più tardi con il progresso, l’uomo si è trasferito nei centri urbani e non ha avuto più bisogno di usare l’istinto per procurarsi il cibo; così a poco a poco tale facoltà si è offuscata. Poichè è l’animale che meglio si adatta a qualsiasi sistema di vita, a qualsiasi tipo di cibo, anche fuori dal suo ambiente naturale, è riuscito ad adattarsi senza problemi anche alla vita caotica dei nostri giorni: il suo cibo non è più quello semplice che si procurava un tempo, è molto più vario, più gustoso, più sofisticato, più artefatto.

Ma è in grado ora l’uomo di distinguere il cibo buono da quello cattivo? Di scegliere quello più adatto ai suoi bisogni?

Per lo più non ci pensa nemmeno. Fidandosi del fatto che altri hanno scelto per lui, accetta pigramente tutto quello che gli viene proposto. Egli ormai si è staccato dalla natura ed è occupato e orientato verso ben altre mete! Ma a quale prezzo! Il fatto di essersi allontanato dalla natura e di aver trascurato l’istinto ha fatto piovere addosso all’uomo tutta una serie di disgrazie che egli prima non conosceva: gravi malattie, turbamenti psichici, disadattamento, alienazione.

L’uomo però da quale animale intelligente qual è, ha cominciato a rendersi conto di tutto questo e ha cercato affannosamente di correre ai ripari. Ma non ha trovato facilmente la via giusta. Questo perché si sente come sperduto nel grande mondo del progresso, del computer, della chimica. Vorrebbe trovare il suo istinto perduto, ma ciò gli riesce molto difficile, tanto è condizionato da quanto lo circonda.

Perchè allora non consigliargli di ricominciare da capo, di operare una sorta di ritorno alla natura, un riavvicinamento alla vita semplice, ai cibi genuini? Questo può essere il primo passo perchè possa ritrovare se stesso, il proprio equilibrio, la propria salute e con questa la gioia di vivere.

Se partiamo dal principio che ‘l’uomo è ciò che mangia’, scegliendo il nostro cibo possiamo diventare forti e sani al punto di resistere a qualsiasi male e di giungere a godere al massimo la nostra vita, che potrà tornare ad essere veramente meravigliosa. scegliendo il nostro cibo con coerenza, favoriremo la formazione di un sangue di buona qualità, elemento che è fondamentale per la nostra salute.

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…. to be continued (il prossimo mercoledì)

di Cristina Anichini

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