“Loving Ella”. Simona Molinari Quartet & Mauro Ottolini omaggiano Ella Fitzgerald

12 novembre 2017 | commenti: Commenta per primo |

simona-molinari-quartet-e-mauro-ottolini Ph. Lorenzo Sigillò

Ella Fitzgerald è tornata per una sera a Roma, accompagnata da una grande band.

 

ellainromeGiovedì 9 novembre, all’Auditorium Parco della musica, all’interno della manifestazione “Roma jazz Festival – Jazz is my Religion”, la voce di Simona Molinari, con il suo quartetto formato da Fabio Colella (batteria), Fabrizio Pierleoni (contrabbasso), Gian Piero Lo Piccolo (sax, clarinetto), Claudio Filippini (pianoforte)  e dal trombone di Mauro Ottolini, hanno portato in scena “Loving Ella”, omaggio a Ella Fitzgerald nel centenario dalla sua nascita.

Con 59 anni di carriera, 250 album pubblicati, oltre 100 milioni di dischi venduti e 13 Grammy Awards, Ella Fitzgerald può essere considerata, senza ombra di dubbio, la first lady of song.

Bellissima nel suo lungo vestito bianco e fasciato, Simona Molinari ha cantato alcuni grandi successi quali le movimentate “Puttin’ on the ritz” e “A tisket, a tasket”, la ballad “Smoke gets in your eyes” dei Platters , l’intima “Bewitched” e una coinvolgente versione di “Over the rainbow”.

Tra i brani proposti, anche un medley di Duke Ellington, in cui a fare la parte del leone è stato invece  il pianoforte di Claudio Filippini, accompagnato dalla batteria di Fabio Colella e dal contrabbasso di Fabrizio Pierleoni.

E non ci dimentichiamo dell’esuberante e versatilissimo Mauro Ottolini, uno dei più importanti musicisti jazz in Italia che, oltre a essere trombonista, compositore e produttore, suona, tra gli altri, anche la tromba, il flicorno e le conchiglie. Sì avete letto bene, conchiglie!

Ottolini ha davvero fatto una magia, suonando delle conchiglie di diverse forme e misure, appositamente intagliate per essere utilizzate come strumenti.

L’artista ha anche duettato con Simona Molinari, facendo le veci di Louis Armstrong nel divertente brano “Let’s  call the whole thing off”.

La cantante partenopea ha ripercorso alcuni momenti della vita di Ella, dalla difficile infanzia, al suo rapporto con l’amore, sino alla lotta contro la malattia, il diabete, che l’ha portata anche a perdere la vista.

Ha ricordato che, nonostante questo vissuto non propriamente facile, Ella Fitzgerald ha sempre trasmesso una grande gioia di vivere, che ancora adesso la fa sentire presente, a distanza di oltre vent’anni dalla sua scomparsa.

Nell’ultima parte dello spettacolo  la Molinari ha anche interpretato alcuni dei pezzi più famosi del proprio repertorio, da “Egocentrica” del 2009, sino a “La felicità”, con cui ha partecipato al Festival di Sanremo 2013 con Peter Cincotti.

Questo lungo viaggio nel mondo di Ella si è concluso con un richiestissimo e applauditissimo rientro della band con “Mr Paganini”, uno dei singoli che ha venduto di più (11 milioni di dischi) e che, grazie al suo scat  (forma di canto jazz in cui le parole vengono sostituite da sequenze sillabiche senza un senso compiuto, che imitano il suono degli strumenti), ha reso Ella Fitzgerald celebre in tutto il mondo.

di Barbara Donzella

Photo ©Lorenzo Sigillò

Ma il “Roma Jazz Festival” non si conclude qui. Scoprite qui sotto il resto del programma!

Roma Jazz Festival. Jazz is my Religion

 

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