Omofobi del mio stivale. Per dire No alla paura.. degli altri

6 settembre 2017 | commenti: Commenta per primo |

Omofobi. Coloro che hanno paura e avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità, della bisessualità e della transessualità e quindi delle persone omosessuali.

Omofobia è il sentimento dimostrato dal ‘povero’ albergatore di Ricadi Mare nei confronti di coloro da lui giudicati diversi, fastidiosi e pericolosi, al pari di qualche animale di cui ha uguale paura e avversione, i gay.

Il fatto di cronaca accaduto in Calabria a luglio ai danni di una coppia in procinto di prenotare una stanza in una casa vacanza, e rifiutati poichè omossessuali, ha scatenato la reazione di molti. Lo sdegno di molta opinione pubblica.

La reazione di molte persone e coppie che hanno avuto la malaugurata sorte di incontrare sulla loro strada ‘omofobi’ e che hanno trovato il coraggio di raccontare la loro esperienza. Di intellettuali, professionisti, persone dello spettacolo e amministrazioni che da anni si impegnano a contrastare questo fenomeno da considerare ‘medioevale’.

A seguito della notizia portata alla ribalta dal linguista Massimo Arcangeli e la mobilitazione delle amministazioni e associazioni locali, il 2 settembre scorso si è tenuto un convegno che ha visto una numerosa partecipazione e un ampio riscontro mediatico. Giornali e televisioni ne hanno dato notizia, dalla Terrazza Belvedere di Capo Spartivento.

‘Omofobi del mio stivale’ . Una giornata di incontri e dibattiti per dire NO alla discriminazione contro le persone LGBT (e a ogni altra forma di discriminazione).

Il convegno ha visto ospiti come Alessandro Cecchi Paone e Fabio Canino.

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Organizzato dall’associazione “La parola che non muore” e diretto dallo stesso Arcangeli, con la collaborazione di Alessia Bausone, ha avuto luogo proprio a Ricadi. La cittadina si è mobilitata per l’occasione con la fattiva disponibilità della sindaca, Giulia Russo, che ha dichiarato: “Sono onorata di poter accogliere nel mio comune questo evento” . In più la collaborazione della Regione Calabria e del suo presidente, Mario Oliverio, e il contributo delle Arcigay calabresi e dell’Arcigay di Napoli. Molte le Associazioni per i diritti e molti soggetti turistici, economici o istituzionali come la Camera di Commercio, la Federalberghi, la Legacoop, ecc.

Ha condotto la giornata Gianni Gadaleto, l’Invitato Speciale, di cui pubblichiamo il video riassuntivo, con i commenti di alcuni degli importanti partecipanti.

 

 

Una giornata necessaria anche per ribadire il concetto di accoglienza a cui tengono molto i calabresi. In un momento delicato per l’economia del Paese, in una terra spesso nota per fatti di criminalità organizzata, di certo non giovano notizie spiacevoli come queste che non fanno altro che allontanare e aumentare i pregiudizi.

Le testimonianze

Proprio a Ricadi per di più nel giugno di quest’anno si è celebrato il primo matrimonio gay, dopo l’approvazione della legge Cirinnà. La coppia che si è unita civilmente ha tenuto a sottolineare: “Adoriamo la Calabria, dove l’accoglienza è stata sempre delle migliori, ed è per questo che abbiamo scelto la magnifica cornice della cittadina calabrese per festeggiare la nostra unione”.

La senatrice Monica Cirinnà ha mandato invece questa dichiarazione all’organizzatore della manifestazione: “La lotta alla discriminazione e il tema della diversità sono dei tratti caratteristici delle società più avanzate. Riflettere sulla diversità e sull’inclusione è un esercizio democratico che solo le comunità sociali, che hanno una profonda coscienza del proprio ruolo, sono in grado di fare. Ne è prova positiva il vostro incontro, per il quale mi complimento con tutti”.

Il commento di Cinzia Nava, presidente della commissione delle pari opportunità della Regione Calabria: “Non accetto i posti ghettizzati. Invito le coppie gay ad uscire per condividere il sentimento dell’amore, perché l’amore non conosce vergogna e non può essere oggetto di discriminazione”.

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di Cristina Anichini

 

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