Parco Yosemite. Terza tappa negli USA

11 ottobre 2017 | commenti: Commenta per primo |

Terza tappa del nostro viaggio negli Usa (letto iuessei) è il parco Yosemite.

Nella tarda mattinata, dopo esserci lasciati alle spalle la simpatica Monterey e aver percorso il tragitto verso Carmel, procediamo verso la Yosemite Valley. Qui il viaggio è stato un po’ più faticoso perché occorrono tra le 4 e 5 ore.

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Noi eravamo attrezzati con snack, sia dolci che salati, e molta acqua, Naturalmente ogni tanto ci siamo fermati per sgranchirci le gambe e altri bisogni biologici.

Siamo arrivati nel primo pomeriggio al nostro albergo. La hall era molto simpatica e calata totalmente nell’atmosfera del parco, infatti vi erano finti alberi e pupazzi di orsi a grandezza naturale. Il tempo di entrare nelle nostre stanze, posare i bagagli e siamo partiti alla volta del parco.

Qualche informazione su questo splendido parco:

É un’area protetta naturale

Si trova tra le contee di Mariposa e Toulemme, in California.

Precisamente siamo sulla catena montuosa del Sierra Nevada.

Copre all’incirca 3.081 km2

Istituito parco nel 1890

Dichiarato patrimonio dell’Unesco nel 1984

Per l’89% è ancora selvaggio, esattamente come madre natura l’ha fatto.

Il biglietto costa all’incirca 30 dollari.

Essendo molto esteso si visita in macchina, quindi altre due/tre ore si vanno ad aggiungere a quelle già compiute per arrivarci. Praticamente a fine serata il sedere era un tutt’uno con il sedile della macchina.

Consiglio: se soffrite la macchina o non amate passare tante ore su di essa, avete sbagliato viaggio… no, scherzo. Inserite una tappa intermedia tra Monterey e qui.

Il panorama che ci si staglia davanti mozza il fiato, forse il più simile ai nostri, ma con un’immensità   che non si riesce neanche bene a comprendere.

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Ci sono diversi punti di belvedere dove fermarsi, fare foto e mangiare qualcosa.

Tra i punti attrattivi più importanti di questo parco c’è la zona delle sequoia giganti che, purtroppo, noi non abbiamo potuto ammirare perché in quel periodo era chiusa al pubblico. Sicuramente sarà un motivo per tornarci, non si può non ammirare la Grizzly Giant, ossia la più grande sequoia del parco di forse 2000 anni.

El Capitan è una roccia granitica che i nativi americani consideravano sacra, veramente splendida.

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Devo ammettere però che il mio respiro si è del tutto mozzato davanti ad Half Dome, la vetta più famosa del parco, circa 2700 m, che si può anche scalare. Ovviamente avendo i tempi stretti e non essendo informati di questa possibilità non abbiamo tentato la conquista della cima. Ci sono bastate le scalate sulle strade si San Francisco (su Tablet di Luglio/Agosto).

Splendide anche le cascate.

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Consiglio: stando su una catena montuosa e immersi nella vegetazione meglio portarsi dietro una felpa leggera, anche se partite ad Agosto, come abbiamo fatto noi.

Oltre ad ammirare questa natura splendida ci è capitato di imbatterci in diversi animali che vivono indisturbati nel loro habitat. Abbiamo visto simpaticissimi scoiattoli, dolci cerbiatti e naturalmente orsi… almeno io e la mia amica siamo sicure di averli visti i nostri compagni di viaggio non ci hanno minimamente creduto. La verità rimarrà un mistero.

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Di ritorno abbiamo mangiato nel ristorante dell’albergo, nonché unico nei dintorni. Temo che se avessimo dovuto cercare qualcosa in zona, saremmo morti di fame. La cena è stata decente, non dei migliori. Invece la colazione il giorno dopo è stata piacevole.

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Ed a quel punto siamo partiti per la quarta tappa, sicuramente tra le più affascinanti ma lo vedremo nel prossimo numero di TabletRoma. Ecco, creo pure suspence.

fotografie e testo di Valentina Mele

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