Quel treno per Fiuggi – Tablet Bike

13 settembre 2017 | commenti: Commenta per primo |

Fiuggi e non solo: la nuova tappa di Tablet Bike

fiuggi-10Qualche volta, capita anche ai più irriducibili pedalatori, di essere un pò a corto di idee sul da farsi. Sarà per via del caldo estivo che invoglia poco a faticare, o il richiamo irresistibile del mare, sta di fatto che qualsiasi itinerario si scelga per pedalare in zona, sembra meno allettante.

In questi casi l’ esperienza degli altri può aiutare: chiacchierando di viaggi in bicicletta con Massimiliano Rosato, di Axabike, salta fuori l’ argomento ferrovie dismesse e curiosando insieme a lui su internet scopriamo che ce n’è una che sembra proprio fare al caso nostro: la Paliano-Fiuggi.

E’ una pista ciclabile lunga 24 chilometri che si snoda su parte del percorso ferroviario che un tempo collegava Roma a Frosinone.

La storia di questa ferrovia a scartamento ridotto inizia nei primi anni del novecento, e si è protratta per più di un secolo tra alterne vicende, tra le quali i pesanti bombardamenti che subì durante la seconda guerra mondiale.

Così, curiosissimi di andare a vedere di che si tratta, carichiamo le bici in macchina e partiamo.

In auto, da Roma, si può raggiungere il punto di partenza uscendo dall’ autostrada A-1 a Colleferro

fiuggi-1e dopo pochi chilometri ci accoglie la vecchia stazione di Paliano, perfettamente restaurata e trasformata in un bar veramente particolare: un launge bar con tanto di comodi divani e tavolini all’ aperto. Sembra fatto su misura per i ciclisti che partono o arrivano dalla pista ciclabile.

Un veloce rifornimento d’ acqua e via! si comincia a pedalare. Il fondo è liscio e i primi chilometri scorrono senza problemi. Il percorso serpeggia dolcemente tra uliveti e vigneti e non ci si accorge quasi che cominciamo gradualmente a salire.

Superata la stazione di Serrone un lungo falsopiano consente di recuperare un pò di energie, ma soprattutto, alla nostra destra ci appare la vallata sottostante. La ciclabile è praticamente tagliata nella montagna, e procedendo verso Piglio, l’ orizzonte abbraccia parecchi chilometri in ogni direzione.

A testimonianza di un glorioso passato, sono stati lasciati lungo il percorso alcuni tralicci e molti dei segnali ferroviari che ci riportano indietro con la memoria, siamo indubbiamente nel tratto più bello di questo itinerario ed infatti, ci fermiamo volentieri per scattare qualche foto.

Condividiamo tutta questa bellezza, e soprattutto la quiete di questo luogo con pochissimi escursionisti, in tutta la mattina avremo incrociato si e no quattro persone con le quali abbiamo scambiato un saluto ed un sorriso.

Arrivati nei pressi di Piglio, paese famoso anche per il suo vino Cesanese, il percorso si fa più impegnativo.

fiuggi-5La pendenza aumenta e si fatica un pò di più ma proprio in prossimità di Acuto,  arroccato alla nostra sinistra, troviamo una panchina all’ ombra di un albero ed una fontana dalla quale esce un’ acqua freschissima; così decidiamo di fare una lunga e meritata sosta-panino.

Siamo quasi al valico, tra poco meno di un chilometro inizieremo la breve discesa che ci porterà a Fiuggi, ma è evidente che tutti noi stiamo pregustando il momento della vera discesa, cioè quella che compiremo al ritorno verso Paliano; e se finora abbiamo solo pedalato in salita…

Di nuovo in sella quindi, per arrivare proprio sotto il cartello Fiuggi, dove peraltro ci troviamo a dover dare la precedenza ad un gregge di pecore, scortato da parecchi cani dall’ aspetto decisamente poco rassicurante. E’ una situazione abbastanza delicata ma non rara, per chi pratica la mountain bike; spesso, la cosa migliore da fare in questi casi è rimanere in gruppo, aspettare con pazienza che le pecore e soprattutto tutti i cani siano passati, e ripartire.

Quindi, giriamo le nostre bici e ripartiamo in salita, di nuovo verso Acuto.

Appena passiamo di nuovo il valico, ogni invito alla prudenza cade nel vuoto, in realtà siamo tutti capaci e con tanta esperienza, ma devo ammettere che trovarsi su una pista chiusa al traffico, liscia come il velluto, con ottima visibilità e in discesa è una tentazione troppo grande per resistere.

Il resto è facilmente immaginabile. Non ci siamo nemmeno fermati alla fontana. Tutti d’ un fiato i venti chilometri di discesa che ci separano dal nostro punto di partenza.

Per arrivare al nostro bar, forse con il collo indolenzito, ma più giovani di parecchi anni.

E rilassarsi infine sui divani all’ aperto, una bibita in mano, ridendo e commentando insieme la giornata.

fiuggi-6Adatta proprio a tutti questa escursione; se e quando non ce la facciamo ad andare avanti, abbiamo l’ opzione di tornare indietro senza fatica. E questo senza considerare la bellezza del percorso, i panorami mozzafiato ed una pista ciclabile perfettamente mantenuta. Transitare accanto alle stazioni che un tempo erano frementi di vita e ora sono chiuse e silenziose potrebbe far pensare all’ abbandono che purtroppo talvolta in Italia siamo abituati a vedere. Non qui. Tutte le stazioni sembrano nuove di zecca. Pare che alcune siano anche pronte per essere affittate.

C’è da farci un pensierino?

di Luca Santagà

Scopri gli altri numeri di Tablet Bike

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *