Retake. Intervista ad Antonino Battaglia

22 novembre 2017 | commenti: Commenta per primo |

Intervista ad Antonino Battaglia

Retake. L’esempio di educazione alla bellezza e al senso civico.

La mia generazione è stata educata a suon di sganassoni e ciabatta della mamma. I genitori non parlavamo molto, agivano. Le modalità oggi sono cambiate, siamo diventati amici dei nostri figli con i quali dovremmo dialogare e dare il buon esempio, ma abbiamo poco tempo e a volte la qualità è scarsa. Il risultato è che i giovani hanno sempre meno regole da seguire e poco rispetto per le istituzioni e il bene comune.

Il buon esempio è l’arma più importante con cui si può combattere l’ignoranza. E’ un investimento a lungo termine ma molto efficace.

Retake fonda il proprio operato su questo principio basilare. Il rispetto e il mantenimento del bene comune riporta all’ordine e alla bellezza un luogo, che diventa sacro, non più oggetto di vessazione e malcostume.

Il movimento di Retake si sta espandendo molto velocemente. A Roma è molto forte e ben organizzato. Il 3 ottobre scorso sono stati presenti all’audizione parlamentare della commissione di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, presso l’Aula del II piano di Palazzo San Macuto.

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La ricetta che il movimento ha presentato verte su alcuni punti fondamentali quali: urbanistica, sicurezza, istruzione, verde urbano, partecipazione civica, controllo del territorio, comunicazione, sviluppo economico.

Raggiungiamo telefonicamente Antonino Battaglia, portavoce di Retake Roma.

Buongiorno Antonino, il Retake è giunto in Parlamento. State facendo passi da gigante, siete ad oggi la massima rappresentazione, come movimento, di cittadinanza attiva.

Sentite il peso di questa responsabilità?

Indubbiamente. La difficoltà maggiore sta nel trovare delle argomentazioni che nella loro semplicità siano comunque adeguate a spiegare quell’insieme di problematiche che, purtroppo e costantemente, vengono sottovalutate e non considerate degne di nota. La rivoluzione sta proprio del cambiare la percezione delle cose e nel mondo in cui esse vengono affrontate. Comprendere che i tempi sono cambiati e che il concetto di delega non può essere più applicato ad ogni livello nella società moderna. Il civismo è un valore, la cui esistenza produce effetti ad ogni livello nella società, dal comportamento quotidiano del singolo cittadino, all’attitudine degli amministratori cittadini. Il cittadino deve essere parte attiva della comunità, per il quale la critica e la lamentala siano esclusivamente l’inizio del processo di pretesa e non la fine.

Questo incontro in commissione parlamentare avrà un seguito?

L’audizione in commissione parlamentare è stato solo l’inizio. Il preludio per diffondere il messaggio di Retake a livello nazionale. Lo scopo è, in primo luogo, quello di educare al problema per poter, poi, confrontarsi per la soluzione. Ciò può avvenire facendosi conoscere, dimostrando a quelle realtà simili alla nostra, per quanto piccole o grandi che siano, che esistono persone uguali a loro. La soluzione sta nell’unione nello scopo.

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Stiamo entrando in campagna elettorale per le politiche. C’è pericolo che veniate strumentalizzati e istituzionalizzati da qualche partito?

È un pericolo che c’è sempre stato e che sempre ci sarà.  La natura di Retake Roma però, quale Organizzazione di Volontari statutariamente apartitica pone limiti formali. Questi, sul piano sostanziale, vengono attuati attraverso chiari regole tra gli aderenti. Il problema è sempre dietro l’angolo, soprattutto in periodo elettorale. Si cerca sempre di limitare situazioni potenzialmente pericolose e ci si adopera quanto più in breve tempo per contrastare le eventuali strumentalizzazioni.

Rendere i luoghi delle nostre città più vivibili è un grande obiettivo. Sentite che state procedendo sulla giusta strada?

Ci stiamo provando ed andiamo avanti anche a tentativi nei diversi approcci. Tutte le azioni, però, condividono uno stesso principio: l’inesorabile connessione che esiste tra degrado e sicurezza. Nelle realtà cittadine il degrado urbano non ha ricadute negative solo sulla percezione della sicurezza ma sulla sicurezza stessa. Di fatti, in applicazione della Teoria delle Finestre Rotte secondo la quale curare e controllare ambienti urbani reprimendo i piccoli reati (quali vandalici, deturpazione dei luoghi, sosta selvaggia, ecc.) contribuisce a creare un clima di percezione di ordine e legalità. Ciò è capace di ridurre il rischio di crimini più gravi, favorendo la fiducia nel prossimo e alimentando il rilancio economico.

Questa teoria andrebbe applicata a livello generale nelle città. Il futuro delle periferie dipende dalla capacità di ridisegnarne il rapporto con il centro e di insediarvi funzioni simboliche che contestano di riaffermare il “diritto alla città” come diritto che non è mai appropriazione ma fruizione sostenibili dello spazio pubblico. Del resto la fruizione in libertà e sicurezza degli spazi pubblici è per i cittadini fattore primario di benessere psicofisico, in particolare per anziani giovani e bambini.

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a cura di Cristina Anichini

 

 

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