SpotMini: il “cane-robot” della Boston Dynamics

29 novembre 2017 | commenti: Commenta per primo |

 Dopo l’insuccesso della prima versione del suo robot a quattro zampe Boston Dynamics impara dai suoi errori e ci riprova con il nuovo SpotMini

 

SpotMini è l’ultima versione del cane robot prodotto da Boston Dynamics. Per poco ha rischiato di essere il nuovo cane robot Google. Per poco perché il gruppo nato dalla costola del Massachussets Institute of Techonology e acquisito da Google nel 2013 è stato da pochissimo ceduto ad una realtà giapponese, la Soft Bank. Quest’ultima, che ha come core business il settore delle telecomunicazioni, ha voluto mantenere il focus della Boston Dynamics sempre vivo: quello di sviluppare e implementare soluzioni innovative nel campo della robotica e dell’automazione.

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Le versioni precedenti

SpotMini è la versione rinnovata e migliorata del robot Spot, creato nel 2016, che doveva essere l’apripista nel raggiungimento di questi obiettivi. Il primissimo Spot è in grado di salire le scale, sa muoversi negli spazi aperti e restare in equilibrio se colpito con forza. In seguito, dallo Spot originario è derivata una seconda versione. Un primo SpotMini in grado di svolgere anche semplici compiti domestici grazie alla capacità di afferrare oggetti con un braccio robotico posizionato su quello che per tutti noi poteva apparire come un muso. Proprio questo dettaglio, però, mise tutti d’accordo sull’aspetto un po’ creepy del robot.

A sua volta, anche il primo Spot è stato una versione successiva di un altro progetto, il BigDog, sempre opera della Boston Dynamics, studiato per fini leggermente diversi. Il BigDog era stato progettato per il trasporto dell’equipaggiamento militare dell’esercito statunitense sul campo di battaglia. Anche questo robot non ebbe vita facile e fu a sua volta rifiutato dall’esercito USA perché troppo rumoroso e sicuramente poco discreto nel contesto di un conflitto.

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Un rinnovo a quattro zampe

L’ultima versione dello SpotMini prima di tutto è più piccola e compatta della precedente. Fra le poche caratteristiche rilasciate in un video pubblicato proprio dal gruppo di Boston, troviamo il peso del robot, che dovrebbe aggirarsi sui 25 kg. Ha equipaggiati sul suo corpo dei sensori e alcune videocamere 3d. Cammina e corre per 90 minuti con la dovuta ricarica. È capace di salire le scale e di muoversi in scenari che presentano ostacoli. Rispetto al primo modello, lo SpotMini ha un design sicuramente più “amichevole”. Ha un corpo giallo allungato e un “muso” sicuramente meno inquietante, privo del braccio prensile che aveva in passato.

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Nel video è possibile notare la chiosa dell’ultimo frame: “coming soon”, perché probabilmente il progetto è quasi ultimato. Ma perché sviluppare soluzioni simili? Questo tipo di ricerca è finalizzato alla realizzazione di un reale sempre più innovativo. E’ ricco di dispositivi ad alte prestazioni e con una semplificazione di tutti i processi in cui sia coinvolto l’uomo. E probabilmente SpotMini non sarà l’ultimo tentativo della Boston Dynamics verso questa direzione.

di Simona Gitto

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