Stati Uniti. Un viaggio a tappe. Prima puntata

9 agosto 2017 | commenti: Commenta per primo |

Qualche Stato… Unito in più tappe.

Stati Uniti. Il viaggio indimenticabile, quello che rimarrà nella storia della vita e che ogni tanto porterà ad esclamare “Ti ricordi quel giorno…?” e giù a ridere e a ricordare, ribadendo alla fine “Decisamente il viaggio più bello”.

Con una coppia di amici io e il mio ragazzo decidiamo di fare un viaggetto negli Stati Uniti…

“Mamma, dammi 100 lire che in America voglio andar…” In realtà il viaggio ci è costato un po’ di più di 100 lire, ma ne è valsa la pena.

Il nostro viaggio non comprende una sola città per un po’ di giorni, ma un tour itinerante lungo la costa californiana, con dei piccoli saltelli interni.

La nostra prima tappa è San Francisco, atterriamo qui in serata, dopo moltissime, lunghissime ed estenuanti ore di volo. Ritiriamo i bagagli, che ci aspettavano (altro che Fiumicino), e prendiamo la nostra macchina.

Da questo momento in poi inizia il nostro viaggio on the road.

Il nostro albergo si trova nella zona della finanza, molto pulito e moderno, sbrighiamo il check in e ci sistemiamo nelle stanze.

Primo suggerimento: ricordate sempre di portare con voi una carta di credito da poter utilizzare. Gli alberghi ve la chiederanno e vi preautorizzeranno un centinaio di dollari al momento del check in, che si sbloccheranno una settimana dopo.

Arrivati in serata, ci siamo ritrovati intorno alle 23 a vagare per il nostro quartiere in cerca di qualcosa da mangiare. Cancellate l’idea che in America sono tutti aperti a qualsiasi ora: è un falso clamoroso. Considerate che gli americani cenano, generalmente, intorno alle 18 o poco più, di conseguenza alle 23 i ristoranti sono chiusi da un bel pezzo.

Girovagando, e sotto consiglio del receptionist in albergo troviamo Denny’s, tipico fast food americano. Da questo momento in poi sarà il nostro punto fermo per tutto il viaggio, ogni volta che spostandoci lo vedremo ripeteremo sempre “Danny’s!”.

E’ praticamente ovunque e si trova più spesso di un Mcdonald’s. Detto questo, non si mangia un granché: hamburger bruciacchiati e pane non proprio freschissimo. Infatti non ci abbiamo più mangiato, però ritrovarlo in tutte le città era divertente.

Punti interessanti da vedere a San Francisco.

La mattina dopo ci siamo diretti sicuri e spavaldi al molo per prendere il traghetto per Alcatraz. Era tutto pieno fino alla settimana successiva.

Secondo suggerimento: Prenotate il tour ad Alcatraz direttamente sul sito da casa.

  • Demoralizzati ci siamo diretti al Fisherman’s wharf. Un molo turistico molto carino. Ci sono negozi di ogni genere, dall’abbigliamento delle squadre sportive ai gioielli del posto. Si trovano un po’ ovunque dei piccoli chioschi che vendono conchiglie in cui all’interno ci sono perle. Una vendita tipica da queste parti. Molti negozi di abbigliamento di ogni genere, di souvenir molto carini e molti bar in cui mangiare ogni cosa.

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Noi abbiamo pranzato al famoso Bubba Gump Shrimp.

Ricordate il film Forrest Gump? In cui il protagonista in guerra decide con un suo amico di aprire un ristorante in cui si facciano solo gamberi? Ecco, questo è il ristorante ispirato a quel film.

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All’interno oltre a trovare una vasta scelta di cibo con gamberi, molto buono, troverete molte foto del film, oggetti di scena e un piccolo negozietto di gadget del colossal americano. “Ammazza gli americani”.

  • Mentre passeggiavamo abbiamo sentito un odore molto forte e non proprio buonissimo, cercando di capire da dove venisse siamo arrivati in una parte del molo, guidati dalla molta gente, in cui vi erano moltissime foche che dormivano o si tuffavano in acqua indisturbate.

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  • Calati totalmente nel ruolo di turisti siamo andati a prendere un cable car. Il mezzo di trasporto di San Francisco, che si vede spesso nei film, sul quale si può viaggiare aggrappati ai lati. Considerando che San Francisco è praticamente composta da un ordinata sequenza di salite e discese, il nostro viaggio sul cable car è stata come una corsa sulle montagne russe in discesa, aggrappati sulla balaustra esterna, sfrecciavamo nel centro della città.

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Arrivati al capolinea abbiamo deciso di risalire a piedi passando per China Town. Ovviamente se con il cable car siamo scesi, tornare indietro equivaleva a salire. Mai faticato così tanto a fare una passeggiata. Alcuni punti di San Francisco sono così ripidi da farti supporre che potresti tranquillamente scalare il Monte Bianco, tanto ormai sei allenata e senza attrezzi.

E ancora

  • China town è molto caratteristica ma decisamente sporca e non molto profumata. Dopo diversi minuti che camminavamo in mezzo ad una moltitudine assurda di cinesi ci chiedevamo se eravamo ancora in America.
  • Siamo passati per Lombard street, la strada caratteristica di tutte curve.
  • Il giorno dopo abbiamo visitato il punto più famoso della città il Golden Gate Bridge. Questo immenso ponte rosso (se vi chiedete perché è rosso e non oro/golden ve lo spiego subito) sovrasta il Golden Gate, ossia lo stretto che unisce la Baia di San Francisco con l’Oceano Pacifico. In realtà il Golden Gate è quello che si trova sotto, non il ponte. Il ponte è immenso e sembra sospeso sull’oceano, c’era un po’ di nebbia quindi sembrava non finire mai.

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  • Dall’altro lato del ponte si trova Sausalito: una cittadina marittima tipicamente turistica molto più simile alle nostre città di mare, al panorama a cui noi siamo abituati.
  • Naturalmente da bravi turisti un’occhiata al Transamerica, il grattacielo simbolo di San Francisco non poteva sfuggire.

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La nostra breve tappa a San Francisco è finita qui e ci tengo a lasciare un paio di consigli

Non cercate di cenare troppo tardi (sono tutti chiusi). Non prendete mai un piatto di pasta, lo pagherete tanto e ne sarete terribilmente delusi. Non girate la notte tardi e non vi avventurate in zone particolari: San Francisco è rinomata come la città con un’alta criminalità. Portatevi, anche in piena estate, una felpa o un giacchetto e una sciarpetta, a San Francisco fa sempre freddo.

fotografie e testo di Valentina Mele

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