RicettArte: Tortillas di Diego y Frida

16 agosto 2017 | commenti: Commenta per primo |

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Ispirati dai colori intensi e dalla forte comunicatività ed espressività dei murales messicani di Diego Rivera, uno dei più grandi artisti della prima metà del Novecento e compagno di vita e d’arte di Frida Kahlo (a cui sarà dedicato il prossimo articolo di RicettArte) abbiamo pensato a una ricetta che rappresenti l’anima e le radici del Mexico,  le tortillas, ma in due versioni, due come Diego e Frida.

 

Diego Rivera, all’anagrafe Diego María de la Concepción Juan Nepomuceno Estanislao de la Rivera y Barrientos Acosta y Rodríguez  (1886 – 1957), è stato uno dei pittori messicani più rappresentativi della prima metà del ‘900.

Con la sua grandiosa arte ha ridato dignità alla propria terra e radici – fatti di popoli ancestrali e di rituali antichi, carichi di simboli – e ha condiviso il proprio impegno politico.

Alla pittura su tela ha preferito giganteschi murales dallo stile essenziale e compatto, che combinavano l’arte tradizionale pre-colombiana con un linguaggio fortemente evocativo e, al tempo stesso, realistico.

2005-03-23_19-09-12Questa forma espressiva, conosciuta col nome di muralismo messicano, per il fatto di essere realizzata in luoghi pubblici (strade, ingressi di stazioni o università) rappresentava appieno l’idea che Rivera aveva dell’arte, vale a dire popolare e accessibile a tutti.

Formatosi nell’Accademia di San Carlos, vince una borsa di studio triennale che gli permette di recarsi in Spagna, Francia (dove si accosta al cubismo, all’avanguardia fauvista e al futurismo) e anche in Italia, dove può osservare da vicino gli affreschi dei grandi maestri del Rinascimento e i mosaici ravennati.

Tornato in Messico, nel 1922, si iscrive al Partito Comunista Messicano.

Le sue forti idee politiche e l’ateismo, lo convincono a rappresentare la condizione dei poveri, degli indios, lo sfruttamento dei lavoratori e il volto ingannevole del capitalismo, e del clero.

Comincia a realizzare i primi murales su alcuni edifici di Città del Messico, come “La Creazione” nella Scuola Preparatoria dell’Università (1923) (in cui si vedono le influenze del viaggio in Italia),  l’imponente opera ispirata alla cultura precolombiana e alla rivoluzione agricola presso la Scuola Nazionale di Agricoltura di Chapingo (1924-27), “Sogno di una domenica pomeriggio nel parco Alameda” (1947-48) e la Celebrazione e cerimonia della cultura Totonaca del Palazzo Nazionale (1950).

man-at-the-crossroadsCon Siqueiros e Orozco, ognuno con la propria cifra stilistica, anche se uniti da ideali sociali comuni, dà vita alla più alta espressione muralista dell’epoca.

A seguito della caduta del governo Obregon, la netta posizione politica di questi artisti non viene accettata e sono costretti ad abbandonare il Messico.

Rivera si sposta negli Stati Uniti, dove realizza numerosi lavori a San Francisco, Detroit e New York, che per le sue tematiche comuniste viene non riscuote l’apprezzamento della critica e del pubblico americano.

Diego RiveraEsempio emblematico è il caso del murales realizzato presso il Rockfeller Center di New York, in costruzione quegli anni e simbolo del capitalismo.

Rivera inserisce nell’opera denominata L’uomo all’incrocio (detto anche “L’uomo controllore dell’universo”)  un ritratto di Lenin, sullo sfondo dell’Armata Rossa, che gli fa perdere questa e altre commissioni e porta alla demolizione del murales, costringendolo a far ritorno in Messico.

Nel 1928 una ventiduenne, Frida Kahlo, si presenta a Rivera, allora quarantaduenne, affermato artista e con due matrimoni alle spalle, mostrandogli i propri lavori. Il pittore elogia le opere della giovane e la sprona a continuare a dipingere ciò che vuole, senza farsi influenzare da nessuno.

Inizia, così, una relazione intensa, contraddistinta da grandi affinità, ma anche da laceranti contrasti. I due, profondamente diversi, hanno con l’arte un rapporto ugualmente discordante e nonostante ciò si riconoscono complementari.

L’immagine di Frida appare in molte opere di Rivera, così come accade nei quadri della Kahlo, in cui Diego è quasi sempre presente.

Frida e Diego RiveraNel murale sulla rivoluzione, rappresentato nel cortile interno del ministero del Pubblica Istruzione, Frida è la figura centrale, con indosso una camicia rossa decorata con la stella comunista, intenta a distribuire armi ai combattenti in procinto della battaglia

Si sposano nel 1929, per poi divorziare nel 1939, a causa dei numerosi tradimenti di Diego (ultimo dei quali proprio con la sorella di Frida). Si ricongiungono l’anno successivo, anche se questo non pone fine ai tradimenti, da entrambe le parti. Rimangono tuttavia insieme sino alla morte di Frida, nel 1954. Diego Rivera muore due anni dopo, il 24 novembre 1957 a Città del Messico.

Di lui sorprende la dedizione al proprio lavoro – tanto  da restare anche giorni sui ponteggi, mangiando e dormendoci persino sopra – e il coinvolgimento nelle tematiche rappresentate, vale a dire la storia del suo popolo, delle antiche civiltà (azteca, zapoteca, totonaca e huasteca), della schiavitù e la condizione dei peones (i braccianti senza terra).

La pittura passionale, intensa  e vivace di questo artista, così com’è stata la sua vita, ci ha convinto che la ricetta che meglio rispecchiasse la tradizione messicana fosse quella a base di tortillas.

E siccome l’influenza di Frida è stata forte su Diego e nessuno dei due riusciva a concepire una vita senza l’altro, stavolta abbiamo optato per una doppia ricetta: di carne, una e vegetariana, l’altra. Diverse come le personalità di questi  due grandi artisti, ma con un elemento comune, la tortilla appunto.

A voi la scelta!

metatemujer-riveraLe Tortillas di Diego y Frida

 

Cominciamo con la preparazione delle tortillas…

Tortillas di farina di mais

Ingredienti (per 8 tortillas)

  • 200 g di farina di mais bianco;
  • 175 ml di acqua;
  • 2 cucchiaini di sale

Preparazione

Mescolate la farina con il sale e aggiungete man mano l’acqua tiepida.

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Lavorate l’impasto fino ad ottenere un composto sodo e morbido che non si attacchi alle mani e formate delle palline.

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Prendete una padella antiaderente, o il testo per la piada e scaldatela qualche minuto sul fuoco. Stendete le palline tra due fogli di carta da forno aiutandovi con il mattarello, formando una sfoglia sottile. Per dargli la classica forma rotonda usate un piatto e sagomate con un coltello.

Cuocetele sulla padella calda e aspettate sino a che non comincia a staccarsi da sola. Giratela dall’altro lato, aspettate un paio di minuti e voltatela un’ultima volta.

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Ponetele in un canovaccio, affinché rimangano morbide e calde, in attesa del ripieno.

 

E ora…

Tortillas di pollo (Faijtas di pollo) di Diego

Le fajitas di pollo vengono preparate marinando il pollo tagliato a straccetti (o altra tipologia di carne) con succo di lime, birra (o Tequila) e qualche spezie, in questo modo la carne oltre ad acquistare un buonissimo sapore, diventa anche molto tenera e piacevole mangiata all’interno della piadina.

Ingredienti (per 4 persone)

  • 4 tortillas di mais
  • 250 gr di petto di pollo
  • 1 peperone giallo e 1 rosso (o in alternativa 2 pomodori)
  • 1 lime (o ½ limone)
  • 100 ml di birra
  • 5 fettine di Cheddar
  • olio extravergine d’oliva q.b.

Preparazione

Tagliare il petto di pollo a striscioline sottili e metterlo a marinare con la birra e il succo di lime. Coprite con pellicola e ponete in frigorifero per almeno un’ora.

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Tagliate il peperone a listarelle e saltatelo in un’altra padella con un po’ d’olio a fuoco medio per 10 minuti.Saltate il pollo in padella con il suo liquido e dopo una decina di minuti unite togliete la carne e aggingetela ai peperoni e regolate di sale. Mescolate bene il tutto e cuocete per altri 5 minuti.

Prendete una tortillas e stendete al centro una cucchiaiata di pollo e peperoni (io ho aggiunto anche i pomodori  tagliati a fettine) e arrotolate a fagottino. Servite le vostre fajitas di pollo calde.

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Tortillas vegetariane di Frida

Ingredienti

  • 4 tortillas di mais
  • 2 zucchine
  • 200 g di formaggio Cheddar o quello che preferite
  • 100 g di Fagioli borlotti
  • Sale e pepe q.b

Procedimento

Tagliate le zucchine e cubetti e saltatale in padella con un filo d’olio, sale, peperoncino e un po’ di paprica. A parte cucinate i fagioli. Appena cotti uniteli alle zucchine e fateli insaporire per qualche minuto.

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Prendete una tortilla (nel nostro caso è ancora calda, perché appena fatta. Nel caso fossero quelle preconfezionate, scaldatele in padella per circa 5 minuti, girandole su entrambi i lati) e disponeteci sopra il Cheddar tagliato a striscioline. Mettete la tortilla sulla padella antiaderente (o il testo per la piada) calda e non appena il formaggio sarà ben sciolto, toglietela dal fuoco e versate nel centro una cucchiaiata di fagioli e zucchine.

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Servite calda accompagnata con salsa di avocado o guacamole.

Qualunque sia la vostra scelta…Buon Appetito!

 

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Idea e testo di Barbara Donzella

Photo Courtesy ©Lorenzo Sigillò

 

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