花見 Hanami a Roma: contemplando i sakura in fiore

29 marzo 2017 | commenti: Commenta per primo |

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Ogni anno, con l’arrivo della primavera, si ripete uno degli spettacoli più belli della natura, la fioritura dei sakura (i ciliegi giapponesi). E con lei torna l’HANAMI, la tradizionale usanza di “osservare i fiori”.

Questo evento, in Giappone, è talmente atteso che ogni anno vengono rilasciati bollettini aggiornati con le previsioni sui momenti di fioritura nelle diverse zone del paese.

Foto © Lorenzo Sigillò

Hanami, Parco del Laghetto dell’Eur Foto © Lorenzo Sigillò

Per capire la bellezza dei sakura basta sedersi sotto una di queste piante e contemplarne i fiori, mentre una leggera pioggia di petali rosa vi ricopre. Un’esperienza indimenticabile!

Per quanto belli, però, questi alberi (appartenenti alla famiglia delle rosacee) sfioriscono velocemente, ricordando la fragilità della loro esistenza, come della nostra.

Per i giapponesi, quindi, quello del ciliegio non è un semplice fiore, ma ha un significato ben più profondo.

Non bisogna tuttavia credere che questo evento sia solo un momento di godimento spirituale, al contrario, è anche una vera e propria festa.

Hanami dango © Barbara Donzella

Hanami dango © B. Donzella

E’, infatti, usanza organizzare pic-nic sotto questi magnifici alberi, stendendo un grande telo azzurro, bevendo sake (la tradizionale bevanda alcolica) o tè verde e mangiando cibi fatti in casa.

Un dolce tipicamente primaverile, a base di farina di riso, è il dango, servito in forma di spiedini, di solito con l’anko, la marmellata di fagioli azuki. Per la fioritura ne viene preparata una particolare versione tricolore dal nome hanami dango.

Foto © Barbara Donzella

Dolcetto Ichigo Daifuki alla Nutella Foto © Barbara Donzella

Un proverbio giapponese recita: “hana yori dango”, letteralmente “Piuttosto che i fiori, i dango”, per indicare chi preferisce la praticità all’estetica di un bel fiore.

Come a dire che l’Hanami è più spesso intesa come un’occasione per far festa. E questa allegra atmosfera la si respira in tutto l’arcipelago, dall’estremo sud della prefettura di Okinawa sino al nord dell’Hokkaido.

Qualunque sia il motivo che spinge le persone ad assistere alla fioritura, l’importante  è  che questi alberi (come tutte le altre piante) non vengano deturpati.

Purtroppo, invece, la cultura moderna (soprattutto occidentale) veicola, in maniera spesso occulta, un messaggio deformato, secondo cui la bellezza vada posseduta prima di tutto in senso fisico ed esclusivo (che essa si riferisca alla natura, all’arte o a una donna).

 © Barbara Donzella

© Barbara Donzella

Tutto questo per sottolineare come molte volte manchi un senso civico comune e una cultura del bello, che spinga le persone – prima ancora che a curare – a Rispettare quello che le circonda.

E’ naturale impulso quello di voler raccogliere un fiore (magari per avere un ricordo), ma se tutte le persone che passassero in quello stesso posto compissero il medesimo gesto, ben presto, di quella pianta e di quel luogo cosa ne rimarrebbe? Nulla!

Questo appunto, o sermone (a seconda che siate laici o credenti),  vuole solo essere uno spunto di riflessione per chi ha voglia di ammirare questi fiori e ha la sensibilità (e l’intelligenza) per capire.

Ragazza che guarda ciliegio in fiore

© B. Donzella

E per tutti gli altri?…Un invito all’IKEA affinché pensi a queste persone, creando comodini abbastanza pesanti e pieni di spigoli che vadano incontro ai loro mignoli!

Detto questo, anche in Italia, e in particolare a Roma, è possibile trovare dei piccoli angoli di Giappone dove, tra fine marzo e inizio aprile, guardare l’ Hanami.

Uno dei luoghi preferiti dai romani e, da qualche tempo anche dai turisti, è il Parco Centrale del Lago, meglio conosciuto come Laghetto dell’Eur (nell’omonimo quartiere sud della Capitale, comodamente raggiungibile con la linea B della metro – fermata Palasport).

Qui è facile imbattersi in persone vestite con yukata e geta (indumento e zoccoli tradizionali giapponesi) o kimono.

Questo polmone verde rilassante e ben curato – e molto animato, soprattutto nel week end – creato intorno a un lago artificiale, comprende la Fontana della Cascata (1940), una serie di viottoli e un bel percorso, denominato “Passeggiata del Giappone”.

Persone che fanno pic-nic sotto i ciliegi in fiore

Foto © Lorenzo Sigillò

Quest’ultima, in particolare, è costituita da 150 Prunus Yedoensis (una varietà di ciliegi), donati nel 1959 dall’allora Primo Ministro Giapponese Nobusuke Kishi, in visita ufficiale in Italia, come segno d’amicizia tra i due Paesi.

Essendo giunte oramai quasi alla fine del proprio ciclo vegetativo, molte di queste piante sono state sostituite da esemplari più giovani e il “cambio generazionale” proseguirà anche nei prossimi anni.

Adesso è possibile ammirare i sakura al culmine della propria fioritura che, si stima, terminerà al massimo i primi di aprile (salvo mal tempo).

Teatro dei Burattini di Odoardo Valeri

Foto © Barbara Donzella

Se, poi, vi trovaste da quelle parti in una giornata di sole, vi consigliamo di approfittarne e fare un giro in battello intorno al lago o – se siete persone sportive – prendere a noleggio un pedalo o una barca a remi e ammirare la fioritura da un altro punto d’osservazione. www.happylake.it

Inoltre, intorno al parco, non mancano bar e punti di ristoro e nel week end sono presenti giochi, per i più piccoli, oltre allo storico Teatrino dei Burattini del Maestro Odoardo Valeri, che da 40 anni allieta i frequentatori del parco.

Dandovi appuntamento alla prossima settimana (per un’altra passeggiata sotto i sakura, stavolta dell’Orto Botanico di Roma) vi lascio con un haiku (componimento poetico breve giapponese) di uno dei suoi più grandi maestri:

Sotto l’albero tutto si copre
di petali di ciliegio,
pure la zuppa e il pesce sottaceto.

Matsuo Basho

 

 di Barbara Donzella

 

E se aveste ancora voglia di viaggiare, ecco qui qualche altro consiglio.

 

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