17 febbraio: festa del gatto tra fusa e origini

16 febbraio 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Si festeggia la Festa del Gatto 2020

 “Mi han detto prenditi un cane ma non voglio fare da padrone, e non perché non sia in grado di prendermene cura, ma solo perché sono un gatto e un gatto padroni non ne ha” intonano i The Zen Circus nel loro brano La Terza Guerra Mondiale.

Ebbene sì, oggi parliamo proprio di questo!

Indipendenti, ruffiani, testardi, spesso incompresi, amorevoli ma mai invadenti e, piuttosto spesso, affamati: gatti.

Quelli a cui, ogni 17 febbraio, viene dedicata una festa in tutta Italia.

Vi ricordavate un’altra data, per caso? Non avete tutti i torti…

La Festa del Gatto, infatti, è una ricorrenza del tutto autoctona nata nel 1990, ma non è l’unica giornata a loro dedicata. Nel 2002 l’International Fund for Animal Welfare ha fissato il “World Cat Day” in data 8 agosto mentre, la famigerata giornata del 17 novembre, è dedicata esclusivamente ai gatti neri di tutto il mondo.

“Ma il 17 non portava iella?”

E pure il gatto nero, dirà qualcuno.

Credenze un po’ datate e, se permettete, un po’ sciocche ma non del tutto esterne alla questione ed ora vi spiego perché.

La nascita della Festa del Gatto

Dunque, l’evento nasce dall’iniziativa della rivista “Tuttogatto” e della giornalista Claudia Angeletti che divenne promotrice di un vero e proprio referendum tra i lettori del magazine allo scopo di dedicare un’intera giornata ai felini d’Italia. A vincere fu proprio l’attuale data, scelta dalla signora Oriella Dal Col, per una serie di motivi che intrecciano tradizione, scaramanzia e un po’ di storia.

Per prima cosa, febbraio è il mese che incorona il segno zodiacale dell’Acquario, noto ai più appassionati di astrologia per il suo animo libero e sregolato che sembra richiamare proprio lo spirito ribelle del felino, ma non solo! In antichità, questo era considerato il mese “dei gatti e delle streghe” difatti, numerosi detti popolari, collegavano la figura del gatto alla presenza di magia.

Basti pensare a quante fiabe fra quelle che ci hanno (o abbiamo) raccontato parlino di un simpatico micio, solitamente dal pelo nero, intento ad interpretare il ruolo di fedele compagno di maghi o streghe; ci avevate fatto caso?

Ma parlavamo della iella, no? E allora smentiamo subito.

Nel corso della storia, infatti, la fama del presagio di sventura è stata spesso riservata al numero 17, così come ai felini. L’oscuro motivo che si cela dietro a queste obsolete convinzioni sarebbe dato dall’anagramma del numero romano XVII che “rimescolato” diventa VIXI, ovvero “sono vissuto”, e quindi “sono morto”.

Affermazione che, però, risulta essere assolutamente poco veritiera per i gatti che, come racconta la leggenda, affermano la possibilità di vivere ben sette lunghe vite; da qui la rinascita positiva del 17, che prende il piacevole significato di “1 vita per 7 volte”.

Incredibile, eh? Ma torniamo a noi.

In occasione della Festa del Gatto, affinchè riceva tutto l’amore che merita nel modo più vicino alle sue esigenze, è bene ricordarsi alcuni accorgimenti fondamentali per il suo benessere e per una convivenza corretta ed amorevole.

La parola d’ordine, lo immaginerete già, è prevenzione!

Certo, i nostri felini ci sembrano sempre così forti, indipendenti e, soprattutto, senza la minima necessità di un nostro aiuto alcuno… Eppure non è così. Contrariamente a quanto ci faccia piacere pensare, Felix non ha sette lunghe e serene vite, bensì una e fondamentale: quella che passa assieme a noi. Proprio per questo è bene ricordare che nessun gatto è totalmente immune alle malattie che lo interessano, neppure il più pigro.

Sapete, quello che sceglie come “tragitto più faticoso”  il fatidico poltrona – ciotola e viceversa.

No, neanche lui.

Anzi, in quanto animale curioso e testardo, il gatto è sempre in cerca di nuovi luoghi da ispezionare.

Con aria sospetta, infatti, sgattaiola tra balconi, giardini, strade o quant’altro e ciò lo espone la sua salute a potenziali rischi.

“Sì, ok, ma mica possiamo impedirglielo”, penserete.

Pulizia, vaccinazioni, antiparassitari

Ed infatti è così, avete ragione, però possiamo aiutarlo! Come? Tre semplici parole: pulizia, vaccinazioni, antiparassitari.

Vi sembrerà scontato magari, ma questo è uno di quei casi in cui l’utilizzo del luogo comune “prevenire è meglio che curare” casca assolutamente a fagiolo.

Va beh, avete capito: l’amore inizia con la cura. Ce lo dice anche Battiato!

Ora però mi scuserete, ma c’è un musetto baffuto che sbatte ripetutamente sul mio polpaccio destro: ha fame.

Agli ordini, Roxy, arrivo.

E voi, per oggi, basta perdere tempo. Non le sentite quelle fusa in lontananza? E’ tempo di festeggiamenti e di coccole!

Tradotto: è ora di correre ad aprire una scatoletta.

di Paola Martin Rosset

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Le immagini Pixabay appaiono in Creative Commons CC0

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