Accumulatori compulsivi

30 ottobre 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Sepolti in casa? Ecco gli accumulatori compulsivi!

accumulatori compulsiviGli accumulatori compulsivi sono difficili da riconoscere e da definire, c’è chi con la scusa del collezionismo riempie la sua casa fino a scoppiare, fino a quando non ha più lo spazio per muoversi e respirare; c’è chi invece compra e compra, quasi come sotto ipnosi e non riescono a smettere fino a quando sfiniti sono costretti ad ammetttere il loro problema.

Ci accumula soffre di una grave patologia che spesso non viene riconosciuta, o viene sottovalutata, e le persone vengono lasciate sole, senza nessun aiuto e senza supporto; uomini e donne che cercano di trovare la loro strada, il loro posto nel mondo, e lo fanno attraverso acquisti compulsivi che non servono a niente ma leniscono almeno un po’ i mali della mente.

Dove nasce la patologia

Ma l’accumulo compulsivo è qualcosa che nasce nel profondo, qualcosa che spinge a comprare sempre di più e circondarsi di oggetti per lenire un malessere può essere curato solo con lunghe sedute psicologiche.

Ora tutti noi tendiamo ad accumulare che inutili come vecchie penne, indumenti che ormai non mettiamo più perchè non ci stanno più bene o perchè passati di moda ma gli accumulatori compulsivi non riescono neanche a pensare di buttare via certi oggetti, stanno male fisicamente e psicologicamente al solo pensiero di liberarsi di alcune cose.

accumulatori compulsivi 2Gli psicologi dicono che “le persone che soffrono di accumulo compulsivo possono ritrovarsi a vivere in uno spazio ridotto della propria casa a causa delle eccessive cianfrusaglie accumulatesi.

Arrivano a parcheggiare la macchina fuori perché il garage è inutilizzabile oppure non usano più la cucina perché, letteralmente, non ci si può muovere”.

Dalla realtà alla tv

I cosiddetti “sepolti in casa”, nome che deriva da un programma televisivo molto famoso, sono persone e come tali devono essere trattati, ma sono persone sole, tristi e depresse che vedono l’accumulo di oggetti come unico sfogo di una vita che ritengono non degna di essere vissuta.

Quando gli oggetti e la casa diventano una prigione, un modo per lasciarsi alle spalle il mondo esterno e fuggire da una realtà che non corrisponde più alla percezione che si ha di se stessi e del proprio corpo, allora ecco che nasce l’accumulo compulsivo.

Casi come quello dei frattelli Collyer che nei primi anni del secolo scorso trasformarono la loro casa a New York da salotto dell’alta borghesia a bugigattolo lurido e fatiscente pieno di rifiuti e altri oggetti sono emblematici, e casi come questo ci sono ancora anche ai giorni nostri.

In conclusione bisogna stare attenti a non cadere nell’accumulo compulsivo, può capitare a tutti, giovani o meno giovani, di qualsiasi estrazione sociale, e bisogna parlarne e trovare il coraggio di agire prima che sia troppo tardi.

di Valeria Fraquelli

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Le immagini Pixabay appaiono in Creative Commons CC0

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