Adolescenza, bisogni e permessi

12 settembre 2018 | commenti: Commenta per primo |

Bisogni e Permessi in adolescenza

 

Eric Berne, il padre dell’Analisi Transazionale, sosteneva che le persone hanno tre bisogni fondamentali, definiti “fami”. La fame di stimoli (stimolazione fisica, sensoriale e mentale), la fame di riconoscimenti (le famose “carezze” di cui ho spesso scritto) e la fame di struttura (struttura di una cornice temporale all’interno della quale poter soddisfare la fame di stimoli e poter scambiare riconoscimenti e carezze).

Per gli adolescenti quale di queste fami è la più importante? Ritengo tutte, proprio perché si tratta di bisogni fondamentali. Ma una in particolare…

Abbiamo scritto che l’adolescenza è un momento di vita segnato da grande ambivalenza: la crisi adolescenziale è un vero e proprio sovvertimento di valori, ricordi, pensieri… di se stessi.

Il passaggio dal bambino all’adulto interessa cognizioni ed emozioni e richiede di scoprire in modo creativo (ma comunque solido) le proprie potenzialità e anche di ristrutturare i propri percorsi mentali. È uno sconvolgimento fisiologico e psichico, a causa del grande cambiamento della struttura di personalità, che passa dalla identità di bambino a quella di adulto.

Il giovane adolescente riconosce la propria irrinunciabile e ormai innegabile responsabilità esistenziale (responsabilità = response-ability, cioè essere capace di dare risposta); vive, non senza pena, questo momento di riflessione su se stesso, percorrendo un cammino arduo verso la grande conquista del crescere.

Ma ritorniamo alla “fame” dell’adolescente.

Vi è mai capitato di trovarvi con un giovane che vi chieda un consiglio? Magari su un libro o un film da scegliere? Alla fine, qualsiasi sia il suggerimento dato, sembra per loro essere il peggior consiglio del mondo.

Un dialogo del genere, si configura (in Analisi Transazionale) come un gioco psicologico, dove il fine della doppia transazione comunicativa (apparentemente tra IO Adulto e IO Adulto, ma a livello ulteriore tra IO Genitore e IO Bambino) è, per il giovane, quello di confermarsi che egli non può dipendere ancora dai consigli degli adulti di famiglia.

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Si tratta di una spinta verso l’autonomia, che serve a lui per “darsi il permesso” di una ridecisione identificatoria. E cioè: “ho bisogno di un nuovo modo di giudicare, valutare e scegliere che sia il mio e non più il tuo”.

Uno scambio di questo tipo serve a “soddisfare” la fame più urgente dell’adolescente: la fame di riconoscimento, cioè il bisogno fondamentale di percepirsi e darsi credito come “grande e autonomo” e, allo stesso modo, essere “visto”, riconosciuto dall’interlocutore, come persona ormai adulta.adolescenza

Secondo l’Analisi Transazionale e la sua teoria degli Stati dell’IO (Genitore, Adulto e Bambino), il principale compito dell’adolescente (in termini di formazione della personalità) è appunto quello di sviluppare un IO Adulto competente e autonomo, che sappia relazionarsi correttamente con l’IO Bambino e l’IO Genitore.

Sinteticamente: l’IO Genitore è il risultato dell’integrazione che il bambino, e poi il ragazzo, opera tra le regole apprese dai genitori o figure per lui importanti, le regole imposte dalla società civile e le proprie caratteristiche di personalità. L’adolescente ha già “fatto sue”, interiorizzato, alcune fondamentali regole. Una buona parte di queste “regole” non sono consapevoli: il ragazzo non si rende conto di seguirle e non saprebbe esprimerle con le parole, poiché apprese da molto piccolo; altre “regole” vengono invece da un apprendimento più tardivo, hanno a che fare con gli insegnamenti dei genitori e sono dunque consapevoli.

L’adolescente ha il complicato compito di integrare i precetti genitoriali con le richieste del gruppo sociale cui appartiene, così da sperimentare il senso di appartenenza al gruppo dei pari, scontrarsi con i valori sociali nei quali è cresciuto e individuare un nuovo e personale insieme di valori che saranno le linee guida da seguire.

È un compito complicato appunto, che genera sofferenza e conflitto e che si esprime con la ribellione.

La ribellione dell’adolescente è dunque la spinta verso la realizzazione di questo compito: creare un nuovo e personale insieme di regole.

E all’interno di questo arduo cammino, il bisogno primario diventa la “fame” di essere riconosciuto (cioè di trovare senso e soddisfazione nel riconoscimento), che verrà vissuta all’interno di un conflitto sia intrapsichico che sociale:

  • A livello intrapsichico il conflitto sarà tra i propri bisogni di gratificazione e le regole genitoriali. Questo scontro richiederà un’evoluzione dell’ IO Adulto, così da individuare un compromesso rispettoso tra queste due istanze. L’IO Adulto dovrà sviluppare la capacità di pensare realisticamente, di individuare soluzioni efficaci, di tenere in considerazione il bisogno di gratificazione all’interno di un sistema di regole condivise.

 

  • A livello sociale, il conflitto sarà tra l’adolescente ormai vicino ai propri ‘pari’ e le generazioni precedenti per imporre i propri bisogni e valori. Gli adolescenti dovranno sperimentare potenzialità e capacità di promuovere cambiamenti nella loro vita, tenendo presente le conseguenze delle loro scelte ed azioni.

I genitori (o altri adulti di riferimento) dovranno invece dovranno porre i giusti divieti, con la capacità di allargare o restringere il campo d’azione a seconda dell’evoluzione dell’adolescente. L’azione dei genitori è fondamentale per permettere al ragazzo di calibrare il proprio IO Adulto, tramite un processo di modellamento: le competenze dell’IO Adulto vengono apprese principalmente grazie a chi le possiede ed è in grado di usarle e mostrare come usarle, in un compromesso accettabile tra libertà e confini.

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Dopo questo sguardo verso le necessità, i conflitti e i compiti evolutivi in adolescenza, vediamo più nello specifico quali sono i bisogni del ragazzo e quali permessi genitori ed educatori possono dare:

Bisogno di attaccamento

I ragazzi hanno bisogno di sentire fiducia in loro stessi così da affrontare le nuove sfide e hanno bisogno di percepire questa fiducia in loro da parte dei genitori; vogliono poter contare sui genitori che forniscono loro strumenti e informazioni su come comportarsi di fronte e novità e rischi e vogliono poter decidere da soli.

Il permesso da dare loro è quello sul PENSARE:Puoi prenderti il tempo di cui hai bisogno… se ti accorgi che qualcosa non va, rifletti e se vuoi ne parliamo…”

Bisogno di esplorazione

L’adolescente esplora: si guarda spesso allo specchio, modificando il proprio aspetto fisico, il proprio look, cambia spesso umore, esplora nuove abilità, ha bisogno di fare cose indipendentemente dai genitori, di sperimentare i propri limiti e di scoprire che riesce a superarli.

Da una parte chiede aiuto agli adulti, dall’altra parte rifiuta l’aiuto, è ambivalente in modo spiazzante per il genitore e per lui stesso.

Il permesso da dare è quello sul FARE: “Puoi prendere iniziativa, esplorare, sperimentare, Puoi essere curioso, intuitivo, puoi fare le cose in modo autonomo e al tempo stesso chiedere sostegno.

Bisogno di separazione

L’adolescente mette alla prova la sua indipendenza e crea situazioni in cui verificare se va bene o no separarsi. Può anche accadere che si senta “costretto” a separarsi, perché sollecitato in maniera eccessiva ad essere indipendente, quando invece avrebbe ancora bisogno di sostegno e guida. I comportamenti sono spesso caratterizzati da ostinazione, ribellione, negatività, confusione.

Il permesso da trasmettere è quello sull’ESSERE AUTONOMO: Sono contento che tu stia crescendo. Puoi separarti da me, pensare con la tua testa, esprimere quello che pensi e che senti, Puoi pensare a te, non devi preoccuparti di prenderti cura di me o di altri”.

Bisogno di socializzazione

Nel confrontarsi con i propri pari, l’adolescente attraversa una fase in cui vive grandi mutamenti del suo corpo e deve chiarirsi circa la propria identità e sessualità. Nonostante siano molto curiosi riguardo la sfera sessuale, tendono a non fare domande agli adulti, desiderando tenere le cose per sé e preservare la propria intimità. Nonostante ciò, hanno però bisogno di sapere dagli adulti cosa è positivo e cosa no riguardo a questo ambito.

Il delicato permesso da veicolare in questa fase è quello sull’IDENTITA’ (a livello fisico):Puoi esplorare, scoprire chi sei e come sei fatto”, così da aiutarli a vivere la corporeità liberamente e naturalmente, a parlare senza tabù del proprio corpo e dei propri interessi sessuali, in una dimensione di normalità.

Bisogni di costruzione

E’ quel bisogno fondamentale che si rifà alla ricerca di senso e pone domande esistenziali: “chi sono io?, qual è il senso della mia esistenza?”. Il giovane sta modificando la struttura del suo stato dell’IO Genitore: decide cosa è importante e cosa non lo è, cosa è bene e cosa è male… sta costruendo se stesso. Anche qui il permesso da dare è quello sull’IDENTITA’ (a livello psicologico): “Puoi avere una tua idea ed esser in disaccordo con me. Senza che io ti giudichi, puoi imparare a fare le cose a modo tuo, senza che io ti critichi, puoi esprimerti liberamente ed essere autentico, senza pensare di adattarti a me per non deludermi”.

Questo articolo conclude l’esplorazione del tema dell’adolescenza, iniziata nel numero di Tablet di maggio. La richiesta era arrivata da Voi Lettori e, sperando di essere stata chiara ed utile con i miei scritti, Vi invito a scrivere e contattare me e la redazione, per qualsiasi chiarimento o per eventuali richieste e proposte di argomenti da affrontare.

Dott.ssa Giulia Migani

Psicologa/Psicoterapeuta

Analista transazionale socio-cognitiva Mediatore Feuerstein PAS Basic e Standard I livello

giuliamigani@yahoo.it

 

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