Air Italy: una morte annunciata

17 febbraio 2020 | commenti: Commenta per primo |
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La messa in liquidazione della compagnia Air Italy sta creando panico tra dipendenti e clienti

Passeggeri confusi. Dipendenti distrutti. Famiglie sul lastrico. È questa la situazione che ha creato Air Italy dopo la lettera mandata ai propri dipendenti, da un giorno all’altro, della decisione di chiudere la compagnia. Clienti che avevano appena comprato i biglietti per partire disorientati, confusi sul da farsi ma non è questo il peggio. Con lo stop di Air Italy la Sicilia perde sette rotte, tre voli su Palermo e quattro su Catania, quanto basta per far riaffiorare i timori sulla carenza di collegamenti e sul caro biglietti.

Inoltre ci sono passeggeri che affermano di aver comprato il biglietto fino alla sera prima della notizia della messa in liquidazione della società che si sentono presi in giro dalla compagnia in quanto affermano che sarebbe impensabile credere che Air Italy non sapesse della chiusura dell’azienda il giorno dopo.

Per non parlare dei dipendenti, che per anni hanno dato anima e corpo a questa compagnia e che hanno passato tutte le festività lontani dai propri cari per la dedizione e l’ amore al proprio lavoro. Persone che hanno lasciato la propria città per inseguire un sogno, quel sogno che Air Italy ha distrutto da un giorno all’altro senza nessuna remora, senza pensare troppo alle conseguenze devastanti che questa scelta avrebbe comportato  senza preoccuparsi del possibile licenziamento di quasi 1500 dipendenti.

Quello che il Ministero dei Trasporti chiede da giorni sembra quasi non interessare a chi ha ricevuto un incarico preciso da parte dei due azionisti.

Eppure, il ministro Paola De Micheli era stata categorica e aveva ripetuto più volte la sua posizione: «Si blocchi la procedura e si trovi una soluzione alternativa». Niente da fare però, tra Olbia e Milano vanno avanti, spediti verso la fine della compagnia aerea. Quello che il ministro Paola de Micheli ha chiesto, e non solo lei, è di cercare una soluzione per garantire la continuità anche per i lavoratori, cercando di vendere un ramo d’azienda.

In questi giorni sono spuntati diversi nomi possibilmente interessati ma resta il fatto che non c è niente di concreto e che purtroppo la vita di tantissimi dipendenti tra cui famiglie o ragazzi che si erano comprati casa, che sono andati via dalla loro città  e che magari devono sostenere la spesa del mutuo o altre spese è appesa ad un filo e bisogna fare qualcosa per aiutarli.

Oriana Orlandi

 

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