Lo spettacolo della Cascata delle Marmore

7 giugno 2017 | commenti: Commenta per primo |

Immersa nel cuore dell’Umbria, vicino Terni, si trova una delle bellezze naturalistiche più affascinanti d’Europa, la Cascata delle Marmore.

 

La Cascata delle Marmore, il cui nome deriva dai caratteristici sali di carbonato di calcio che si sedimentano sulle rocce della montagna e il cui riflesso, alla luce del sole, ricorda i cristalli del marmo bianco, è alimentata dal fiume Velino, che si getta nel fiume Nera.

Cascata delle Marmore ph. Lorenzo Sigillò

© Lorenzo Sigillò

Inoltre, Marmore è anche il nome del limitrofo borgo medievale.

Lo spettacolo è mozzafiato, una maestosa colonna d’acqua di 165 metri che s’infrange sulle rocce, dopo aver compiuto tre grandi salti.

E se il primo, all’altezza del Belvedere superiore, è impetuoso e impressionante, quelli inferiori, dilatati e incorniciati dal verde della vegetazione, rendono  un’immagine bucolica e rilassante.

Per ammirare la cascata in tutta la sua bellezza, consigliamo di arrivare sul posto un po’ prima delle 10.00 (le 11.00, nei giorni feriali), perché è proprio in quel preciso istante che potreste vedere un rivolo trasformarsi in un’impressionante massa d’acqua. Da non perdere!

L’acqua di questo luogo, infatti, alimenta anche una centrale idroelettrica, per tale motivo la Cascata è visibile nella sua massima portata a orari prestabiliti.

Lo spettacolo si protrae sino alle ore 13.00, per poi riprendere dalle 15.00 alle 18.00 (17.00, nei giorni feriali) e infine tornare, un’ultima volta, dalle 21.00 alle 22.00 (tutto con lo stesso biglietto), per permettere d’ammirare  i riflessi dell’acqua alla luce della Luna.

Cascata delle Marmore © Lorenzo Sigillò

© Lorenzo Sigillò

La Cascata si trova all’interno del Parco della Cascata delle Marmore che, curato e pulito, offre svariati sentieri di diverse difficoltà, tutti molto suggestivi.

Come il 1° percorso detto “antico passaggio” che, in 40 minuti e un dislivello di 150 metri, porta dal Belvedere inferiore a quello superiore.

Tra picchi rocciosi che appaiono dal bosco, grotte nascoste e una rigogliosa vegetazione di lecci e carpini neri si giunge, in 20 minuti circa, ad un bivio.

Imboccando il Tunnel a sinistra si raggiunge un piccolo terrazzo che emerge dalla roccia di travertino, a pochi centimetri dal primo salto della Cascata, e conosciuto come il Balcone degli innamorati.

mappa-del-parcoQuesto luogo è, infatti, legato a doppio filo al mito di San Valentino (protettore degli innamorati e della città di Terni), il quale narra che il santo, per dimostrare la purezza della bella Nerina messa in dubbio dal compagno, percosse la rupe col bastone pastorale, facendo scaturire un getto d’acqua capace di formare un grandioso velo da sposa.

Proprio per avere un incontro ravvicinato con il “velo d’acqua” consigliamo di portarvi un kway per non bagnarvi.

Tornando al bivio e percorrendo il sentiero a destra, si prosegue invece per il Belvedere superiore e quindi la Specola.

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© Lorenzo Sigillò

Quest’ultimo, in particolare, è un grazioso loggiato fatto costruire da papa Pio VI nel 1786, dalle cui arcate si gode una splendida vista sul primo salto della Cascata e sull’arcobaleno delle Marmore, che appare in particolari condizioni legate alla presenza di vapore acqueo.

Il Parco custodisce inoltre numerose testimonianze storiche (es. un ponte romano di età Augustea)  e alcune opere idrauliche.

Non stupisce quindi che questo luogo sia stato una delle mete di pittori e poeti.

Si pensi che, nel Sette-Ottocento, venne anche inserito nel Grand Tour, come tappa “obbligata” del viaggio attraverso l’Europa che gli intellettuali compivano per immergersi nella cultura classica.

La bellezza della Cascata abbagliò persino il grande poeta romantico inglese George Byron che, nel IV canto del suo “Il pellegrinaggio del giovane Aroldo“, scrisse:

Volgiti ancora e guarda! Ella s’avanza
come un’eternità, per ingoiare
tutto che incontra, di spavento l’occhio
beando, impareggiabil cateratta
orribilmente bella!

Non potendo aggiungere null’altro a queste parole, consigliamo, almeno una volta nella vita, di visitare questo luogo spaventosamente bello.

di Barbara Donzella

 

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