L’ amore nel mondo degli uccelli!

30 gennaio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Monogamia e poligamia…  l’amore nel mondo degli uccelli

© Simone Pizzichini

Anche se la bella stagione appare lontana, tra non molto laghi, boschi e parchi pulluleranno di vita, divenendo teatro di attività amorose da parte dei nostri amici alati.

Ma gli uccelli hanno una vita di coppia? E sono fedeli? Ebbene si, anche loro conducono una vita di coppia, anche molto diversa da specie a specie (un po’ come nelle nostre diverse culture!).

Vi sono specie che vivono insieme solo nel periodo della riproduzione, mentre altre hanno legami molto forti, come gli allocchi, rapaci notturni, nei quali i partner conducono vita in comune per tutto l’anno.  Soltanto se la nidificazione nella stagione precedente non è andata a buon fine, è possibile osservare casi di separazioni.

La stragrande maggioranza degli uccelli è monogama, tra l’80% ed il 90%, con una vita di coppia esclusiva, non solo nel periodo riproduttivo. Tra i monogami da segnalare il cigno reale, in grado di vivere fino ai 35 anni. Questi uccelli scelgono il proprio compagno all’età di 2-3 anni nel corso della “cerimonia trionfale”, durante la quale maschio e femmina sollevano le ali e si chiamano a voce alta.

Vi sono casi in cui le specie praticano invece la poligamia.

Un maschio si accoppia con più femmine (come nel fagiano), o più raramente una femmina corteggia e sceglie diversi maschi. In questi casi, di solito, è solo uno dei genitori ad accudire i piccoli, ma la situazione non è poi così gravosa, trattandosi di pulcini nidifughi, che si allontanano dal nido e sono in grado di becchettare il cibo da soli, già a poche ore dalla nascita.

© Simone Pizzichini

E’ il caso del germano reale, l’anatra più comune in Italia, in cui il maschio è una specie di “sultano”, che si accoppia con più femmine nello stesso periodo. Il suo contributo alla vita familiare è solo questo, in quanto spetterà alla sola femmina allevare l’intera prole (fino a 13 pulcini!). Infine vi è il caso, ancora più raro, in cui più maschi e femmine allevano i piccoli nello stesso nido.

Tra questi la passera scopaiola presenta un’estrema variabilità dei nuclei che ruotano intorno ad un nido: da coppie monogame a gruppi con un maschio e più femmine, o una femmina e più maschi o infine, per l’appunto, gruppi misti. Negli ultimi due casi è difficile per il maschio stabilire se sia o meno padre dei piccoli: per deciderlo sembra si basi sul tempo trascorso con le femmine durante il periodo fertile.

In generale, negli uccelli è la femmina a decidere con chi avverrà la riproduzione.

© Simone Pizzichini

La scelta dipende dal corteggiamento, dalla capacità di poter disporre di un nido accogliente o da quanto il partner riesca a mostrare una bella livrea colorata. Spesso, infatti, negli uccelli è presente uno spiccato dimorfismo sessuale, con femmine dal piumaggio mimetico utile durante la cova e maschi dai colori sgargianti, fondamentali per conquistare il gentil sesso.

Questi splendidi animali in amore riescono a sorprendere: fagiani e galli cedroni sfoggiano piumaggi dai colori maestosi, altri uccelli si esibiscono in canti complessi (e nelle città le cinciallegre durante il corteggiamento cantano ad un volume maggiore di quanto non facciano in campagna, probabilmente a causa dell’inquinamento acustico!), il pavone maschio in parata dispiega le penne della sua lunga coda in un enorme ventaglio colorato.

Un altro particolare strumento di seduzione è la disponibilità di un ampio territorio.

Non conta molto la dimensione dell’animale, laddove, ad esempio, i grandi uccelli marini nidificano in pochi metri quadri, mentre il piccolo pettirosso è un vero proprietario terriero, che può disporre di diversi ettari.

© Simone Pizzichini

Curioso è il caso dello scricciolo, il cui maschio deve impegnarsi molto per conquistare la femmina, dovendo costruire fino a dieci nidi, da mostrare alla corteggiata, che, solo dopo averli ispezionati, sceglie quello più adatto ed accetta di accoppiarsi. Gli altri nidi non sempre rimangono inutilizzati:  con la femmina impegnata nella cova, a volta il maschio tenta di conquistare un’altra femmina, mostrandole i nidi “sfitti”.

Per quanto concerne i ruoli all’interno della coppia variano molto a seconda della specie.

Solitamente la cura della prole è effettuata da entrambi i genitori. Se uno dei due muore è probabile che l’altro non riesca ad allevare con successo i piccoli. In generale la collaborazione tra partner è fondamentale, laddove, quando uno è impegnato nella cova, l’altro provvederà a garantire il cibo a tutta la famiglia. In alcuni casi si assiste ad una cooperazione più ampia nella cura dei piccoli: è il caso del coloratissimo gruccione, in cui alcuni individui aiutano i genitori nelle attività parentali. Solitamente si tratta di giovani, che svolgono la funzione di “aiutanti” solo per poche stagioni, trascorse le quali sfrutteranno l’esperienza acquisita per metter su una propria famiglia.

Un mondo ai più sconosciuto, ma che, se osservato con rispetto ed a debita distanza, potrà consentirci di scoprire comportamenti affascinanti quanto insoliti, ulteriore tassello dell’incredibile natura che vive intorno a noi.

di Alessandro Polinori

foto © di Simone Pizzichini

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