Andrea Franco, tra scrittura e lettura

25 marzo 2020 | commenti: Commenta per primo |

Andrea Franco, tra scrittura e lettura

 

Un veloce caffè al bar e con Andrea Franco è subito intesa. Andrea è uno scrittore, romano, che ama i gialli, i fantasy e soprattutto leggere. Lo fa per mestiere, che meraviglia! Leggere e scrivere, per sé e per gli altri. Oltre a scrivere i suoi romanzi, di cui parleremo in questa intervista, Andrea Franco ha una ‘agenzia’ editoriale che supporta professionalmente scrittori ed editori fornendo servizi di editing, di traduzione, di affiancamento alla scrittura, di assistenza per la partecipazione a concorsi e altro ancora.

Per cui se siete aspiranti scrittori, o editori, la Franco Servizi Editoriali fa al caso vostro.

 

Andrea, vorrei partire con te da quello che ho trovato scritto sul tuo sito: ‘Scrivere non è mai stato semplice. Anni di studio, gavetta, preparazione. E c’è sempre margine per migliorare’. Cosa significa per te scrivere? Un talento, una vocazione, o disciplina e perseveranza?

Ciao, e grazie per avermi invitato. Scrivere è tutte queste cose insieme, perché se da un lato devi avere qualcosa di tuo che nessuno ti può insegnare, dall’altro la narrativa deve essere supportata da tanto impegno, perché la tecnica è fondamentale per dare la giusta forma alle idee. Poi, è chiaro, ci vuole tanta passione, quella non può mancare. Però, lo dico sempre, SCRIVERE è un lavoro, e come tale deve essere affrontato con professionalità. Chi ti dice che è solo una passione, non si sta approcciando alla scrittura in modo serio. E parliamo di hobby.

 

Come nasce la tua professione, di scrittore e di editor?

Ho preteso di imparare a leggere a cinque anni, all’asilo. Da allora ho sempre saputo che le parole scritte avrebbero fatto parte della mia vita. Sono arrivato alla prima pubblicazione nel 2005. Ero ancora acerbo, ma avevo capito che dovevo seguire un percorso di crescita. Così mi sono dato degli obiettivi: fare sempre un passo in avanti, ma senza fretta. Perché i passi errati fanno male e la fretta è cattiva consigliera, anche in questo campo. Ho capito che potevo togliermi qualche soddisfazione nel 2009 quando ho pubblicato il primo lavoro (un breve articolo) in appendice ai Gialli Mondadori. E non c’è giorno in cui io non studi, non cerchi di migliorare la tecnica, lo stile. E di alzare l’asticella. Non sono mai contento. In questi anni, avvicinandomi a esperti del settore, non solo ho potuto migliorare la mia conoscenza tecnica e del mondo dell’editoria, ma ho capito che potevo lavorare anche come editor, sui testi degli altri. E così oggi porto avanti le due attività insieme.

 

Hai pubblicato diversi romanzi e hai ricevuto dei riconoscimenti. I due romanzi di maggior successo sono stati pubblicati dalla Oscar Mondadori: Il peccato e L’inganno. Li sto leggendo, e sono molto affascinata dal tuo personaggio, monsignor Verzi, uomo acuto molto sensibile agli odori. Due storie che si snodano negli ambienti della curia nella Roma papalina, negli anni che precedono la Repubblica Romana. C’è un motivo per cui hai scelto questo periodo storico particolare?

Amo la storia, i personaggi, l’arte. Quindi ogni occasione è buona per immergermi in un luogo o in un periodo particolare. La scelta del 1846 è dovuta al caso. Avevo letto un saggio molto bello sulla Seconda Repubblica Romana (Storia avventurosa della repubblica romana, di Tomassini) e ne ero rimasto affascinato. Così, creando Verzi, ho solo retrodatato un pochino, per far coincidere l’inizio del primo romanzo con l’elezione di Pio IX.

 

È uscito da poco il tuo ultimo lavoro, Nella bolla, acquistabile on line, sia in formato ebook che cartaceo. Che storia racconta?

Nella Bolla è il primo romanzo che pubblicai. È diverso da tutta la mia produzione, un romanzo fuori dagli schemi della narrativa di genere, che parla di generazioni, di giovani, di dolori, delle difficoltà della terza età, di essere sconosciuti, ma in qualche modo vicini. Un romanzo colmo di emozioni, oserei dire. Sono felice di poterlo riproporre a distanza di molti anni.

 

Io vedo e sento molta gente che scrive, che vuole pubblicare un libro, e molti di loro riescono a farsi pubblicare. Dai sondaggi invece rimaniamo sempre uno dei paesi, almeno in Europa, che legge di meno. Secondo te è vero che scriviamo tanto e leggiamo poco?

 Vorrei rispondere con una nota polemica, ma ho poche righe ancora, quindi sarò diretto: sì, in Italia non leggiamo molto. E, ancora peggio, leggiamo poco la narrativa italiana. Dovremo impegnarci tutti per cambiare questa tendenza. Siamo pieni di grandi autori. Scopriamoli e valorizziamoli!

Grazie Andrea, invitiamo i nostri lettori a leggere i tuoi romanzi e tutta la narrativa italiana di qualità.

 

Andrea Franco, ha pubblicato numerosi romanzi e racconti. Nel 2013 vince il Premio Tedeschi con il romanzo “L’odore del peccato“. Il seguito, “L’odore dell’inganno” è uscito nel 2016. Pubblica anche per Segretissimo Mondadori. La serie “El Asesino” è composta da quattro romanzi.

Nel 2017 i suoi gialli storici sono stati pubblicati nuovamente nella collana Oscar Gialli Mondadori (“Il peccato e l’inganno”) e anche in versione audiolibro, per Audible.

Per il teatro ha scritto: “Avrei voluto essere”, “Lui torna sempre”, “A come anvedi Giulia”, “Il destino della sedia” e “Se lo sapesse Freud”.

 

 

 

 

 

 

di Cristina Anichini

 

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