“Andrea Pazienza, trent’anni senza.” La mostra su “Paz”

9 maggio 2018 | commenti: Commenta per primo |

Andrea Pazienza, trent’anni senza’, la grande mostra antologica in programma al Mattatoio di Roma (ex Macro) dal 25 maggio al 15 luglio 2018.

manifesto-andrea-pazienza-mostra-2018-romaSembra quasi non sia mai andato via, eppure sono passati trent’anni  dal 16 giugno 1988, giorno in cui, a soli 32 anni, Andrea Pazienza è scomparso.

“Paz”, disegnatore, narratore, vignettista satirico, poeta e molto altro che, coi suoi disegni dal tratto personale e le sue storie potenti e, a volte, disturbanti, ha contribuito a far considerare il fumetto un genere narrativo a se stante. Per farsi un’idea basta sfogliare Le straordinarie avventure di Pentothal (1977), in cui Pazienza descrive le animate assemblee universitarie bolognesi, gli scontri tra opposte fazioni politiche per le strade del centro, ma anche se stesso.

Proprio per ricordare questo artista eclettico, ARF! Festival e Napoli Comicon, con Roma Capitale (Assessorato alla Crescita Culturale), hanno deciso di presentare «Andrea Pazienza, trent’anni senza», un’esposizione unica delle sue opere originali riunite, per la prima volta, in un unico luogo, grazie all’importante aiuto di tutti i suoi familiari.

Dopo la mostra sul grande romanziere del fumetto, Hugo Pratt del 2016 e quella sul Maestro dell’eros, Milo Manara nel 2017, gli spazi espositivi del MATTATOIO di Roma (ex MACRO Testaccio) ospiteranno dal 25 maggio al 15 luglio 2018, in esclusiva nazionale, questa importante retrospettiva dal carattere antologico dedicata a Pazienza.

Da Aficionados e Le straordinarie avventure di Penthotal (1977),  al suo personaggio più celebre, Zanardi, il liceale bolognese cinico e bastardo, dal naso adunco e il viso spigoloso (con le tavole di Giallo scolastico, Verde matematico, Pacco, La prima delle tre, Notte di Carnevale, Cuore di mamma, Cenerentola 1987, Lupi e alcune delle straordinarie pagine di La vecchiezza è una Roma e di Zanardi medievale) che ci racconta storie di violenza e di vuoto.

Come avvertiva lo stesso Pazienza: ‘Quando disegno dei nasoni grandi, a pera, voglio avvertire la gente che si tratta di una storia soft, quando invece comincio a fare i nasi a becco allora si tratta di storie dure‘.

andrea-pazienza_-pertini-copy“Paz” è un caleidoscopio che non si può confinare o classificare, come si potrà osservare, ammirando  le caricature disneyane di Perché Pippo sembra uno sballato, La leggenda di Italiano Liberatore e lo spassoso Pertini, dove il presidente della Repubblica Sandro Pertini, Pert (come lo aveva ribattezzato Pazienza), diventa il protagonista di una lunga serie di divertenti vignette e storie brevi.

E non dimentichiamo le tavole a colori di Campofame, o ancora Francesco Stella, le Sturiellet, Una estate, la pura poesia dell’incompiuta Storia di Astarte o di Il perché della anatre, fino a quello che può essere considerato il testamento letterario di Pazienza, il graphic novel Gli ultimi giorni di Pompeo.

Nel percorso espositivo sarà possibile anche imbattersi in diverse rarità come: prove di layout, scritti, sketch e bozzetti, ritrovati tra le cartelle dell’immenso archivio artistico di Pazienza e, persino, due opere inedite, ritrovate proprio nel corso del 2018.

RITRATTO DI STEVE TAMBURO – “Opera inedita”, foto tratta dal catalogo pubblicato da Coconino Press – Fandango Libri

RITRATTO DI STEVE TAMBURO – “Opera inedita”, foto tratta dal catalogo pubblicato da Coconino Press – Fandango Libri

Il primo lavoro inedito, disegnato nell’aprile 1986, è un ritratto del collega Stefano Tamburini, morto per overdose a soli 30 anni. Il disegno avrebbe dovuto essere un omaggio all’amico autore scomparso, da pubblicare sulla copertina di Frigidaire, ma Vincenzo Sparagna e gli altri autori della rivista optarono per altro.

ZANARDI EQUESTRE, “Opera inedita”, foto tratta dal catalogo pubblicato da Coconino Press – Fandango Libri (© foto di Guido Sancilio)

ZANARDI EQUESTRE, “Opera inedita”, foto tratta dal catalogo pubblicato da Coconino Press – Fandango Libri (© foto di Guido Sancilio)

La seconda opera è, invece, una pala in otto tele di Zanardi, dipinta da Pazienza nel 1983 (grande di 2,40 x 2,40 metri), al Luneur di Roma in occasione della manifestazione “Ottovolante – Festival della satira”. Per lungo tempo il quadro è stato dato per disperso, sino a quando, il curatore della mostra romana, Mauro Uzzeo, non ha ricevuto la chiamata del regista Matteo Garrone (Dogman e Gomorra), il quale ha raccontato di possedere lui l’opera, appesa nella camera del figlio (ragazzo inconsapevolmente fortunato!)

La mostra sarà visitabile sino al 15 luglio 2018, con possibilità di acquisto del catalogo della stessa, pubblicato da Coconino Press – Fandango Libri.

di Barbara Donzella

Foto mostra romana ©Lorenzo Sigillò

“Andrea Pazienza, trent’anni senza”

25 maggio / 15 luglio 2018 – MATTATOIO di Roma (ex MACRO Testaccio)

piazza Orazio Giustiniani 4, Roma

Orario: 12:30 – 19:30 (chiuso i lunedì).

Biglietti: intero € 12 – ridotto € 10

 

Info: 060608

www.arfestival.it – info@arfestival.it

 

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