Anno nuovo, problemi vetusti? L’editoriale del Direttore

10 gennaio 2018 | commenti: Commenta per primo |

Anno nuovo, vita vecchia!

anno nuovo 01Anno nuovo, quindi per prima cosa vorrei formulare l’augurio di Buon Anno a tutti i lettori di Tablet Roma.

Ogni 1° gennaio si fa strada, come è giusto che sia, il desiderio che l’alba dell’anno che si affaccia porti con sé cambiamenti positivi e migliori condizioni generali di vita. Analizziamo assieme i possibili scenari futuri, non dimenticando l’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle: un anno difficile ma non solo.

Il panorama internazionale

Il primo bilancio che appare evidente per i cambiamenti che ha portato nel bene(?) e nel male(!) è la presenza da un anno di Donald Trump alla Casa Bianca. L’azione del Presidente degli Stati Uniti d’America, non è certo passata inosservata. Non ha mai svestito il temperamento aggressivo da campagna elettorale e benché poco amato in patria e fuori, ha affermato uno stile tutt’altro che politically correct il quale, come noto, dovrebbe designare una linea d’atteggiamento sociale di estrema attenzione al rispetto generale.

Linea di attenzione e rispetto che il Presidente USA non solo ha puntualmente mancato ma ha spesso calpestato platealmente, a sottolineare che la sua azione è senza fronzoli, diretta, muscolosa, spesso arrogante e talvolta destabilizzante e imbarazzante anche per la parte repubblicana cui, almeno formalmente, egli stesso appartiene.

E allora, dagli annunci della costruzione del muro al confine con il Messico al ripetuto tentativo d’abolire la riforma sanitaria di Obama,anno nuovo dalle schermaglie con l’instabile dittatore nordcoreano alle azioni unilaterali in Medio Oriente con lo spostamento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, sono solo alcune delle uscite roboanti dello sceriffo dal ciuffo biondo.

Fatto sta che se fino a ieri l’apice massimo di tensione tra il blocco occidentale e quello orientale, simboleggiati dall’allora USA e URSS era stata durante la guerra fredda la crisi di Cuba nel 1961, il livello del rischio di un cataclisma nucleare è oggi paradossalmente più vicino – nonostante i rapporti più distesi con la Russia – con un Medio Oriente polveriera più che mai, un ISIS non ancora debellato, un Iran in subbuglio, uno squilibrato alla guida di un Paese asiatico fornito di armi atomiche e un terrorismo internazionale tutt’altro che sotto controllo.

E nonostante tutto, gli indicatori economici danno segni evidenti di ripresa, tanto che la Borsa di Milano è stata la migliore in Europa nell’anno appena trascorso.

L’Italia al voto

E a proposito di Italia, se da una parte sono molte le aspettative verso un definitivo affrancamento dalla politica di commissariamento continuativo della volontà popolare, che dovrebbe invece indicare i governi usciti dalle urne, è anche vero che la legge elettorale “Rosatellum” approvata al termine della XVII legislatura dal Parlamento, non offre garanzie sulla soluzione della governabilità, essendo nata da un accordo trasversale che ha badato principalmente a non escludere nessuno dei partiti attualmente presenti alla Camera e al Senato.

Sono state varate infatti soglie di sbarramento minime, che consentiranno a tutti (o quasi) di entrare in Parlamento e, contestualmente, non è stato previsto alcun premio di maggioranza per il partito o la coalizione vincente, a garanzia di una ingovernabilità annunciata.

anno nuovo urneGli scenari che si presentano dopo lo scioglimento delle Camere, a meno di sessanta giorni dal voto sono essenzialmente tre: a) che nessuno all’indomani del voto abbia i numeri per formare una maggioranza, b) che non essendovi maggioranza si proceda con “l’inciucio” di un’alleanza tra PD e Forza Italia – ricreando l’asse già visto tra Renzi e Berlusconi – oppure, e in questo caso sarebbe davvero la novità, c) un’alleanza inedita tra 5 Stelle e Lega, con cui Di Maio e Salvini potrebbero trovare punti d’incontro su alcuni temi quali, a titolo esemplificativo, l’immigrazione, l’Europa, il blocco dei mandati parlamentari, i vitalizi e le pensioni d’oro; tematiche dove sembra vi siano possibili convergenze tra i due schieramenti politici.

La quarta opzione è quella di un ritorno alle urne dopo l’estate, in caso di voto che non trovi apparentamenti tra i partiti. Ma questo scenario lascerebbe l’Italia per oltre sei mesi senza un governo e noi, a differenza di Germania, Olanda, Spagna o Belgio non ce lo possiamo permettere, senza vedere cali della produzione industriale e dell’occupazione o un ulteriore aumento del debito pubblico.

di Stefano Quagliozzi

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione del testo, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

Le immagini Pixabay appaiono in Creative Commons CC0, frame video di Donald Trump e Sergio Mattarella tratto dal canale youtube Presidenza della Repubblica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.