Ansia da viaggio

17 luglio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Estate… finalmente è giunto il momento di godersi le tanto meritate ed agognate vacanze!

La maggior parte di noi sogna di girare il mondo e di vivere momenti gratificanti ed entusiasmanti. Ma, sembra incredibile a dirsi, non per tutti è così semplice affrontare questa esperienza: tante persone vivono con difficoltà questa situazione e prima di partire provano una sensazione spiacevole.

Magari tutto sembra andare per il verso giusto ma, ad un certo punto, si comincia a provare sgradevoli sintomi: mille pensieri che affollano la testa, un senso persistente di inquietudine, il battito cardiaco che aumenta e la respirazione che si fa frettolosa…

Eccola, è l’ ansia da viaggio.

Ma è possibile? A quanto pare sì: dover pianificare la vacanza, uscire dalla propria zona di comfort, dover preparare tante cose, trovarsi ad affrontare la paura di allontanarsi dalle proprie tranquillità quotidiane può essere per alcune persone un fattore di stress (a volte anche molto intenso) che riduce il piacere di andare in vacanza. Dell’ansia da rientro ne abbiamo già parlato ma dell’ansia che precede la partenza è qualcosa di cui si parla poco e che affligge moltissimi viaggiatori.

“Starò bene e mi divertirò in questo viaggio? Cosa metto in valigia? Sono abbastanza i giorni a disposizione per fare tutto?”. Di solito sono queste le domande che affollano la mente prima della partenza e la situazione può addirittura peggiorare quando chiudiamo la porta di casa: infatti arriva la sensazione di aver dimenticato qualcosa: “Avrò chiuso acqua, luce e gas? Ho preso tutto? Andrà tutto bene a casa mentre sarò via?.

La lista delle domande che ci si pone prima di partire potrebbe essere infinita. Si tratta di quesiti più o meno razionali, che celano spesso un vissuto di ansia preesistente, facendo diventare il viaggio un momento di stress poco piacevole.

Alcune persone provano un’ansia generalizzata la maggior parte del proprio tempo, altre sperimentano angoscia acuta e improvvisa, veri e propri attacchi di panico, che li paralizza di fronte all’idea di uno spostamento. Inoltre, c’è chi ha paura di alcuni aspetti specifici, specifiche fobie, che vive percependo estrema pericolosità e terrore. Ad attacchi di panico e fobie dedicheremo articoli specifici e in questa sede parliamo invece dell’ansia generalizzata dovuta alle vacanze.

Il sito dedicato ai viaggi lastminute.com, ha svolto un sondaggio per capire quali siano le preoccupazioni maggiori che affliggono i viaggiatori prima della partenza. E il primo dato è molto interessante: solo un italiano su 5 è in grado di vivere l’organizzazione, la partenza e il rientro a casa con entusiasmo. Gli altri sono invece preda di ansia e stress.

Questi sono i principali motivi di preoccupazione

Pensare di aver dimenticato di fare qualcosa prima della partenza, lo stress per organizzare il trasporto, la preparazione dei bagagli, la preparazione di tutti i documenti necessari e lo sbrigare le pratiche burocratiche, il timore di non riuscire a godersi a pieno la vacanza, la paura che manchi Internet e Wi-Fi, risolvere tutti i problemi lasciati in sospeso al lavoro e fare un passaggio di consegne prima delle ferie e infine il dover annullare il viaggio per qualche imprevisto.

Lo stress per il viaggio e l’ansia che da esso deriva sono sicuramente sintomi spiacevoli, che possono condizionare pesantemente e arrivare a compromettere tutto il piacere di andare in vacanza, ma la buona notizia è che comunque i sintomi e le reazioni ansiose si possono riconoscere e controllare, così da ridurli con alcuni piccoli accorgimenti e qualche consiglio professionale.

Come superare dunque l’ansia da viaggio?

Ascoltare se stessi e riconoscere le proprie esigenze: tanti sono i motivi di stress già nella fase dei preparativi e della scelta della meta… le date, il budget, le volontà e necessità di familiari o amici che viaggiano con noi. Ascoltiamoci e riconosciamo ciò di cui abbiamo davvero bisogno, stabiliamo priorità e compromessi con chi viaggia con noi, facendo in modo che i desideri di tutti vengano rispettati, per quanto è possibile.

Evitare di strafare e non temere gli “spazi vuoti”: in vacanza gli orari e i ritmi cambiano, ma attenzione a non esagerare. Feste, divertimento (con i conseguenti stravizi alimentari) sono ricercati, ma senza esagerare e senza sottoporre ad eccessivi stress un organismo che magari non ce la fa a sostenerli. Inoltre, molte persone, quando pianificano una vacanza avvertono il bisogno di tenere tutto sotto controllo e di programmare ogni minuto.

Magari perché percepiscono come “vuoto” la mancanza degli schemi a cui sono abituati nella vita di tutti giorni e questo vuoto genera ansia…

o anche perché si dicono che in pochi giorni vogliono per forza compiere tutto quello che non riescono a fare nel resto dell’anno e quindi si “iperattivano”… Per riuscire a staccare la spina in modo “sano” può invece essere più utile abbandonarsi a esperienze nuove, lasciandosi trasportare anche dalle casualità. E il “vuoto” può essere considerato come meritato momento di relax e di riposo.

Pianificare per tempo e non lasciare lavoro in sospeso: nei giorni che precedono la partenza aiuta ad abbassare il livello di ansia la strategia di “organizzare” la pianificazione. Come? Facendo il classico elenco di tutte le cose da concludere e un piccolo planning di quando e come farlo. Pur se nei giorni prima della partenza è naturale accelerare i ritmi lavorativi e affrontare tante questioni casalinghe, l’organizzazione e il cercare la collaborazione dalle persone a noi vicine sono strategie vincenti che aiutano a non sentirsi troppo affannati e in ansia.

Non temere eventuali imprevisti: l’organizzazione è necessaria ma inseguire una eccessiva perfezione può condurre a provare ansia. C’è la possibilità di scordarsi qualcosa o di incappare in qualche contrattempo ma l’importante è darsi credito rispetto alle proprie capacità di recupero e problem solving. Accogliete dunque i possibili imprevisti con spirito pratico e un sorriso e considerateli un’occasione per mettere alla prova la vostra creatività.

Ma che fare se, nonostante questi accorgimenti, l’ansia arriva lo stesso?

Non criticare e non ostacolare l’ansia: di per sé, essa non è una nostra nemica ma anzi è un utile segnale che ci dice che qualcosa non funziona e che ci sprona a trovare soluzioni efficaci per noi. Accettate dunque questa sensazione, senza giudicarvi negativamente e ascoltate il vostro corpo per capire cosa lui sta chiedendovi in quel momento. Per contenerla, fermatevi e respirate profondamente e provate a mettere in atto semplici tecniche di rilassamento.

Spostare su altro l’attenzione: spostare l’attenzione su qualcosa di piacevole per voi, come ascoltare musica, fare una passeggiata, leggere un libro, fare una chiacchierata al telefono o guardare un film divertente. Il distogliere l’attenzione dai sintomi dell’ansia (come il battito cardiaco accelerato e la respirazione difficoltosa) aiuta a recuperare velocemente l’equilibrio dell’organismo.

Pensare positivo e porsi domande di autoriflessione: quando si ha la tendenza a rimuginare o a preoccuparsi, è importante imparare ad interrompere il flusso di pensieri negativi. Come? Con la tecnica del blocco del pensiero (quando si riconosce il loop di pensieri negativi basta dirsi Stop!) e con quella della sostituzione: ricercare nella mente immagini e ricordi positivi, qualcosa grazie alla quale si è provato piacere e benessere.

Una volta superato il momento di criticità, è possibile aiutarsi con un dialogo interiore che ci aiuti ad esplorare e a sostenerci, per esempio con delle domande:

“Se faccio in questo modo so che sto male, per cui cosa posso fare di diverso? So che se rimugino su qualcosa sto male, quindi come posso distrarmi da questo pensiero? E cosa posso dirmi quando vedo che comincio a rimuginare e a preoccuparmi?”. Ricordate che il nostro dialogo interiore è l’arma più potente che abbiamo per aiutare noi stessi nei momenti di difficoltà.

Infine, se l’ansia è davvero eccessiva, chiedere aiuto: qualora l’ansia diventasse un fattore sempre presente ed invalidante, se da soli sembra difficile uscire da questo stato angoscioso, può essere necessario chiedere aiuto a un professionista, uno psicologo che sappia lavorare insieme a voi per aiutare a gestire le dinamiche ansiose. L’intervento psicologico aiuta a definire qual è la quota tollerabile di ansia, promuove le capacità personali di gestione della stessa e potenzia le risorse psicologiche alle quali fare riferimenti in momenti critiche che possano verificarsi durante il viaggio.

Buone vacanze senza ansia e stress, dunque, e arrivederci a settembre!

 

Dott.ssa Giulia Migani

Psicologa – Psicoterapeuta

Analista transazionale socio-cognitiva

Mediatore Feuerstein Basic e Standard I livello

Associazione Hikikomori Italia Onlus – Area psicologica Referente Roma Sud

EMAIL: giuliamigani@yahoo.it Cellulare: 338 3839479

 

 

 

 

 

 

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