Archivio CAI

24 aprile 2019 | commenti: Commenta per primo |

L’illegittima iscrizione presso l’archivio CAI a seguito di segnalazione quale cattivo pagatore

Come sempre salve a tutti e ben ritrovati nel nostro sportello. In questo articolo trovo doveroso trattare un tema particolarmente sentito e relativo alla specifica analisi delle tutele disponibili allorquando vi sia un’iscrizione illegittima nell’archivio CAI ( Centrale d’Allarme Interbancaria) quale “cattivo pagatore”.

Occorre, preliminarmente, evidenziare come, tale archivio, così come anche la Centrale Rischi istituita presso la Banca d’Italia, abbia la funzione di garantire un sistema informativo sull’indebitamento della clientela sia delle banche che degli intermediari finanziari. Ciò consente, così, ai predetti soggetti, di valutare la capacità di rientro dei finanziamenti al fine di assicurare una stabilità a tutto il sistema creditizio nazionale.

Doveroso, ricordare come le ipotesi in cui l’intermediario finanziario possa far pervenire le segnalazioni, siano tassative, concretizzandosi, in pratica, nelle circostanze relative all’emissione di assegni senza provvista, ovvero, alla revoca dell’autorizzazione all’utilizzo di carte di credito, ovvero di emissione di assegni senza autorizzazione.

Le conseguenze della segnalazione presso l’archivio CAI, ovviamente, sono molto pesanti per il soggetto che le subisce.

Ciò comporta l’automatica revoca di tutte le autorizzazioni ad emettere assegni bancari o postali, di stipulare convenzioni ovvero pagare assegni per un periodo di sei mesi dall’iscrizione stessa, nonché diverse sanzioni amministrative.

Analizzate, seppur sommariamente, le gravose conseguenze derivanti dalla predetta iscrizione (senza contare quelle indirette che inevitabilmente andrebbero ad intrecciarsi con quelle immediate- si pensi alla revoca dei fidi o al rifiuto delle Banche di stipulare rapporti economici con il soggetto interessato il quale si trova, di fatto, impedito nell’accesso al credito) è doveroso segnalare i rimedi giuridici che il soggetto può esperire in seguito ad un’errata iscrizione presso i suindicati archivi.

Vi sono due tutele, una davanti il Garante della Privacy e l’altra esperendo il ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c., avanti il Tribunale civile, al fine di ottenere la cancellazione del proprio nominativo nel registro detto. Il danno sofferto, in tale fattispecie, è sia di carattere patrimoniale che personale, così come sancito dalla Suprema Corte la quale ha più volte evidenziato la potenzialità pluri offensiva di siffatta illegittima iscrizione.

Dunque, il danno risarcibile sarà sia di natura patrimoniale, trovando fondamento nell’art 2043 c.c., nonché il danno non patrimoniale stante la lesione illegittima della reputazione personale e commerciale del soggetto leso, richiedendo, quali presupposti, la gravità della lesione e la non futilità del pregiudizio conseguente.

Avv. Federica Lorenzetti

 

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