Armonie d’Arte Festival 2019

21 maggio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Due mesi, cinquanta eventi: è l’Armonie d’Arte Festival

Si parte il 20 luglio con cinquanta appuntamenti fino al 15 settembre e si viaggia attraverso una storia millenaria, diversi generi ed epoche musica e arte.

Tutte con un punto cardine in comune: la regione della Calabria, che si reinventa come un luogo all’avanguardia, dove le arti performative e la creatività di menti anche grandi possono sbocciare senza limitazioni.

Un luogo attivo, spesso ignorato dalla stampa e dal turismo internazionale, ma mai privo di amor proprio e voglia di farsi notare.

Queste le premesse alla base del festival Armonie d’Arte, di cui quest’estate si terrà la nona edizione.

Presentato in una conferenza d’eccezione con ospiti altrettanto illustri. Innanzitutto l’organizzatrice dell’evento stesso, presidentessa e direttrice artistica Chiara Giordano; poi Maria Francesca Corigliano, assessora alla cultura della Regione Calabria, Claudio Soviero dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, il sindaco del comune di Locri Giovanni Calabrese, l’assessore alla cultura del comune di Borgia Giovanni Nobile – assente Sergio Bramo, sindaco di Catanzaro, ma non mancano i suoi ringraziamenti per la signora Giordano per la spinta da lei nel mostrare la Calabria in modo così positivo, in un progetto internazionale e di alto profilo.

L’identità calabrese è mostrata in luce propositiva, ammirevole, aperta alla modernità ma non dimentica delle proprie antichissime origini e tradizioni.

E questo affetto per la propria terra si traduce nella svelta dei luoghi cardine che rappresenteranno la regione, soleggiata e bellissima, attraverso il festival in questione. Spiccano in primis il parco archeologico di Solacium (detto anche Scylaeium), con gli sterminati campi di uliveti e i siti archeologici risalenti alla Magna Grecia.

Ma al suo interno, oltre ad esse, si notano anche testimonianze romane e bizantine, indicatori di una storia lunga e immensa. Il luogo ideale perché l’Italia ricordi il meglio possibile a sé stessa di essere capace di rappresentare sé stessa, con un’immagine internazionale, elegante e composta.

Tra gli ospiti, i nomi di rilievo sono tantissimi, italiani e non, e che attraversano una gamma di diversi generi semplicemente immensa.

Quest’anno, i solisti includono la regale Ute Lemper, seguita da Dulce Pontes, collaboratrice storica di Ennio Morricone. Ospiti passati includono Jose Carreras, Carla Fracci, David Garrett, Nicola Piovani, Caetano Veloso, Lindsay Kemp, Uto Ughi, Bobby McFerrin, Monica Guerritore e i 2Cellos.

Si celebra inoltre il novantesimo compleanno di Nik Spatari, creatore del Museo Musaba di Mammola (RC), in concomitanza con il cinquantaenario del museo stesso, con una serie di installazioni speciali fra teatro, danza, poesia e musica dal vivo.

Questo il Progetto Speciale MUSABA, coprodotto dall’associazione culturale Confine Incerto. Ancora più d’interesse è “Shine”, lo spettacolo comprodotto da Micha van Hoecke in omaggio ai leggendari Pink Floyd. È proprio “Pink Floyd Legend” il nome del gruppo che accompagnerà il progetto, cover band tutta italiana, di fianco alla Compagnia Daniele Cipriani.

Ma non solo!

Si onora, infatti, anche il cinquantenario dell’allunaggio (verificatosi il 20 luglio 1969 alle 20:17), dando proprio alla luna il ruolo da coprotagonista. “Shine è un lavoro intriso di speranza, in cui la fantasia diventa l’arma per combattere il materialismo che imperversa, il potere e le brame che incombono oggi”, dichiara al riguardo van Hoecke.

Lo spettacolo promette effetti speciali di ogni tipo, con luci stroboscopiche, videoproiezioni w laser ad arricchire il palcoscenico e i suoi personaggi, che vanno dalla commedia dell’arte a personaggi del teatro moderno, come il Pierrot Lunaire di Schönberg e Petrushka di Stravinskij.

Altre opere previste dalla lineup includono i Pagliacci di Leoncavallo, con musiche del Coro Lirico Siciliano, la Tosca di Puccini e un omaggio a Pina Bausch per il decennale della sua morte, consistente in workshop di teatro, dibattiti, proiezioni e una mostra curata dalla sua vecchia assistente Ninni Romero, intitolata “A Pina”.

Infine, con la sponsorizzazione della Regione Calabria e della BCC di Centro Calabria (e i saluti del suo presidente, il Dott. Lampis), il festival è un’opportunità per far conoscere, in una luce nuova, la realtà calabrese. Una regione con un passato pesante, ma anche ‘tanta voglia di crescere e riscattarsi’.

di Maria Flaminia Zacchilli

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Festival dello sviluppo sostenibile

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