Autunno, tempo di migrazioni

16 ottobre 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Per molte specie di uccelli l’autunno è tempo di migrazioni

Autunno, tempo di migrazioni per molte specie di uccelli in tutto il mondo, impegnate nel loro periodico spostamento stagionale, da Nord a Sud, ovvero dai luoghi di riproduzione a quelli di svernamento.

Un viaggio incredibile, narrato da film, libri e documentari, in grado di affascinare artisti e poeti in ogni epoca e che, in passato, veniva osservato per cercare di prevedere quello che sarebbe accaduto, mentre oggi viene studiato dai più grandi scienziati per capire quale sarà il futuro del pianeta ed avere indicazioni importanti sugli effetti dei cambiamenti climatici e sull’inquinamento.

foto © di Luigi Sebastiani

 

Un viaggio, la cui durata dipende dal tragitto da percorrere, dalla velocità di volo e dalle pause compiute lungo l’itinerario e che può avere una durata variabile, a seconda delle specie, da una settimana a ben quattro mesi.

Gli incredibili voli migratori

Una specie “campione nella specialità migrazioni” è quella rappresentata nel logo di BirdLife International (il network mondiale di associazioni di cui la Lipu è partner per l’Italia), ovvero l’incredibile sterna artica o codalunga, un uccello del peso di circa 100 grammi, capace di compiere un volo migratorio da record, dall’Artico all’Antartico e viceversa.

Secondo uno studio di Carsten Egevang ed altri, quest’affascinante volatile, nel corso di una vita media di 29 anni, può spostarsi per tanti chilometri quanti ne occorrono per andare dalla Terra alla Luna per sei volte (circa 2.400.000 km).

La migrazione degli uccelli supera ogni confine, per un viaggio che può avvenire di notte o di giorno.

foto © di Franco Baccelli

 

Alcune specie, come falchi, rondoni e rondini preferiscono migrare principalmente di giorno, mentre altre, come ad esempio le allodole, scelgono di volare di notte, anche per evitare predatori come i rapaci.

Un viaggio lunghissimo, con spostamenti dai 10 ai 1000 ed oltre km al giorno, nella maggior parte dei casi con una quota di crociera inferiore ai 600 metri, ma che talvolta può addirittura superare gli 8000 metri, portando alcune specie ad incrociare persino aerei di linea.

I pericoli durante le migrazioni

Lungo questo impegnativo itinerario per la sopravvivenza, gli uccelli migratori devono affrontare una moltitudine di ostacoli e pericoli, sia di origine naturale, come i predatori, le condizioni meteo avverse e le montagne, che artificiale, come i pericolosi vetri degli edifici che causano improvvise collisioni, le reti dei bracconieri e i fucili dei cacciatori.

foto © di Roberto Parmiggiani

Si calcola che, nel solo bacino del Mediterraneo, ogni anno ben 25 milioni di uccelli vengano uccisi dai bracconieri, in buona parte uccelli migratori, spesso specie rare e a rischio estinzione. In questo triste classifica, purtroppo, l’Italia ottiene un non lodevole piazzamento d’onore, con la seconda posizione per numero di animali uccisi, dopo l’Egitto e prima di Siria, Libano e Cipro.

Ottima occasione per il birdwatching

Ma il periodo della migrazione è anche il momento più emozionante per tutti gli appassionati di natura, che amano praticare il birdwatching (ovvero l’osservazione degli uccelli in natura attraverso l’utilizzo di un binocolo) e la fotografia naturalistica.

In autunno, infatti, è possibile incontrare anche specie incredibilmente carismatiche quali fenicotteri rosa, cicogne, ibis, insieme a vere e proprie rarità, osservabili soltanto di passaggio alle nostre latitudini.

foto © di Flavia Carbonetti

Ed è anche il momento in cui le guardie venatorie ed i volontari della Lipu sono impegnati, sul campo, a proteggere il viaggio di questi meravigliosi animali ed impedire che, dallo stretto di Messina alle valli bresciane, passando per le isole del Mediterraneo, i colpi di fucile interrompano la poesia del loro viaggio per sempre…

di Alessandro Polinori (Vicepresidente Lipu/BirdLife Italia – Responsabile CHM Lipu Ostia)

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