Bambini e Animali: bebè in arrivo… che fare con Fido?

3 maggio 2017 | commenti: Commenta per primo |

BAMBINI E ANIMALI

Bambini e Animali: bebè in arrivo… che fare con Fido? Incontriamo Fabio Loquenzi, educatore cinofilo professionista (v. Tablet del 15 marzo 2017), Vice Presidente dell’Associazione di divulgazione della Cultura Cinofila “E cammina cammina” (bioelo@yahoo.it – ecamminacammina@gmail.com) di Roma per affrontare un altro argomento che spesso desta nei nostri lettori preoccupazioni e dubbi sul da farsi.

BEBE’ IN ARRIVO… CHE FARE CON FIDO?

Fabio Loquenzi

Fabio Loquenzi

ELENA: Bentrovato Fabio, come educatore ti capita spesso di incontrare futuri genitori già proprietari di un cane, che temono per l’arrivo in famiglia di un neonato?

FABIO: Certamente, è uno dei quesiti, a parte quello relativo alla relazione cane-gatto di cui abbiamo già parlato in precedenza su Tablet a cui mi trovo a rispondere spesso ed a tranquillizzare le famiglie.

E.: Spiegaci passo per passo come bisogna comportarsi.

F.: Innanzitutto bisogna sempre ricordare che per un cane abituato ad essere “figlio unico” all’interno della propria famiglia, l’arrivo di chiunque altro (umano o peloso che sia) comporta un cambiamento, non sempre positivo. Dunque la prima cosa da fare è, per quanto possibile, non modificare le abitudini e lo stile di vita che il nostro cane vive quotidianamente. Le passeggiate, il tempo da dedicare al gioco ed alle coccole, gli orari dei pasti ed il posizionamento della cuccia non devono risentirne. Diversamente, la relazione tra cane e neonato parte subito con qualche difficoltà. In sostanza, per quanto possibile nulla deve cambiare tra il prima ed il dopo dell’arrivo del “fratellino” umano.

E.: E il primo incontro al rientro dell’ospedale?

F.: Prima ancora che arrivi il giorno delle dimissioni dall’ospedale di mamma e bebè, sarà fondamentale iniziare ad abituare il cane all’odore del bambino: nei giorni di degenza dovrà avere la possibilità di annusare i vestitini già usati ed i pannolini sporchi. In questo modo prenderà confidenza con il bambino e con il suo “profumo” ancora prima di vederlo.

La mamma, che il cane non avrà potuto vedere per alcuni giorni, dovrà entrare in casa per prima e saluterà il cane con entusiasmo. Il papà con in braccio il bambino resterà fuori, ed entrerà in un secondo momento. Il cane, messo al guinzaglio, a questo punto potrà finalmente vedere il bambino, annusarlo, magari dandogli anche una leccatina. Ricordiamo sempre che il cane sano non trasmette alcuna malattia, anzi l’incontro ravvicinato con i batteri presenti sulla lingua e nella saliva del cane, è un ottimo modo per rafforzare le difese immunitarie del bambino.

Mai e poi mai ci si dovrà rivolgere al cane in modo preoccupato, e le eventuali indicazioni di comportamento da tenere, come “piano” o “seduto” dovranno trasmettere al nostro quattro zampe serenità e calma, e non timore. Il cane è sicuramente più sensibile ed influenzabile. dal tono della nostra voce, piuttosto che dalle parole che usiamo, che riesce a comprendere fino ad un certo punto.

bambini e animaliE.: E nella vita quotidiana successiva?

F.: Come già detto prima, le abitudini del cane vanno mantenute, e tutti i suoi comportamenti positivi vanno gratificati e premiati. Deve riuscire a vivere l’arrivo del bambino come un’opportunità per stare meglio, e non per venire penalizzato o trascurato. In questo modo fin dall’inizio si costruiranno le fondamenta per una relazione inter-specifica (bambino-cane) equilibrata e sana. Ad esempio, non andrà allontanato o chiuso in una stanza durante le attività di cura del bambino (cambio di pannolino, bagnetto o momento dell’allattamento).

E.: Spesso in televisione o sui giornali la cronaca riporta notizie tragiche su bambini gravemente feriti od addirittura uccisi dal cane di casa. Bambini e animali: i

n questi casi, quanta colpa è del cane? Quanta del bambino?

F.: Nel mio lavoro talvolta mi sono trovato mio malgrado a dover effettuare valutazioni sulla necessità di sopprimere cani che avevano aggredito bambini della loro famiglia. Il mio parere è stato in quei casi, e nella quasi totalità degli eventi tragici che si verificano, che la colpa non sia mai del cane e tanto meno del bambino, ma degli adulti. Spesso gli incidenti accadono quando il cane è perennemente confinato in un recinto o in un giardino o balcone, talvolta anche legato alla catena, e conseguentemente fortemente frustrato e stressato. Non avendo la possibilità di vivere quindi la vita quotidiana in famiglia, non sente di essere e non viene considerato dagli umani veramente “cane di casa”, ma è un recluso, privato ingiustamente della sua libertà, per il quale l’uomo non è altro che un estraneo, se non addirittura un carceriere.

I genitori, sia in questi casi limite, sia in tante altre situazioni in cui si verificano incidenti, lasciano che l’incontro tra cane e bambino avvenga senza supervisione di un adulto. Allora è quasi scontato che qualcosa vada storto, purtroppo, ed a farne le spese sono comunque i più deboli, umani e non.

Al di là di queste situazioni in cui la relazione fra uomo e cane è distorta ed insana, anche nelle famiglie che considerano il cane un loro membro a tutti gli effetti, il cane considera il bambino “essere umano” solo intorno ai 10-12 anni di età per le femmine e intorno ai 13-14 anni per i maschi. Prima di allora per lui è solo un cucciolo e lo tratta da tale, anche in termini di correzione per comportamenti sbagliati. E talvolta la correzione può essere anche una pizzicata o un morso. Quindi sempre e comunque la vicinanza tra cane e bambino, sia che si tratti di attività di gioco, sia che si tratti di momenti di riposo o dell’ora del pasto, va supervisionata e gestita dall’adulto, e mai lasciata al caso o in mano al bambino.

E.: Bambini e animali: come riassumeresti tutto quello che ci hai raccontato in due parole?

F.: Buon senso e rispetto del cane sono gli ingredienti principali per partire sempre con il piede giusto, tenendo conto anche della razza e delle caratteristiche del cane stesso. Non esiste cane di famiglia che vada allontanato od abbandonato quando arriva un bambino. Con qualche cautela ed attenzione, ed i consigli ed i suggerimenti ad hoc di un educatore cinofilo tutto andrà per il meglio.

di Elena Cannella

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