Bebè a costo zero di Giorgia Cozza

1 febbraio 2017 | commenti: Commenta per primo |

Bebè a costo zero. Come sopravvivere alla baby industry ed evitare spese inutili quando arriva un figlio

Bebè a costo zero. Bebè a costo… di essere prese per spilorce. Bebè a costo… di essere chiamate africane (magari saper portare come loro!).

Attenzione! Non troppe coccole. Così lo viziamo. Bisogna stare attenti a non eccedere con i gesti d’amore. Dosarli, centellinarli. Altrimenti… Altrimenti? Ma di cosa ha paura la nostra società? Che mettiamo in circolazione troppo amore, gentilezza, disponibilità?

Bebè a costo… di non voler acquistare tutti i convenientissimi kit cigogna gold a prezzi folli. Bebè a costo… di vedere l’inutilità ovunque.

Bebè a costo zero di Giorgia Cozza

“Bebè a costo zero” di Giorgia Cozza

Se il nostro datore di lavoro ci tira un ceffone perché non abbiamo eseguito correttamente il compito che ci aveva affidato, commentiamo l’accaduto dicendo che “quando ci vuole ci vuole e una sberla non ha mai ammazzato nessuno? Se nostro marito ci dà una sberla perché gli abbiamo risposto in modo sgarbato o non abbiamo fatto qualcosa che ci aveva chiesto, commentiamo l’accaduto dicendo che “una bella sberla a volte è l’unico modo per farsi capire?”. Immagino (do per scontato) di no. Ma allora perché quando a prenderle sono i bambini, che sono proprio le persone più piccole e indifese, le sberle sono buone e fanno bene?

Per i nostri figli, si sa, solo il meglio del meglio! Ma qual è il meglio per un bebè? Che cosa servirà davvero al bimbo che sta per nascere?

Non ingombrate la vostra casa con decine di oggetti inutili […], non pensate che il gioco più spettacolare, elettronico, automatico, possa mai sostituire la vostra presenza. […] Non privatelo della possibilità di desiderare qualcosa, anticipando ogni suo desiderio. I bambini che “hanno tutto”, non sono più felici degli altri, anzi… […] Speciale per lui che vi ama ed è immensamente felice quando può fare qualcosa con i genitori, ma ancora più speciale per voi, che avrete l’onore ancora per un po’ […] di condividere l’impareggiabile magia di un’ora di gioco.

Bebè a costo… di volere un paio di fasce (mi voglio lavare!), dei lavabili (ci voglio almeno provare! d’altronde l’inquinamento lo mangerà e lo respirerà anche mia figlia), e un seggiolino auto 0+.

Amate le vostre mogli. Amate la vostra donna nei suoi momenti di stanchezza, amatela se la troverete nervosa o in lacrime perché si sente sfinita, perché ha l’impressione di non essere capace, perché… senza un perché. Amatela come mai, perché diventare madre è una grande rivoluzione, un passaggio epocale nella vita di una donna, e come ogni momento di passaggio scatena emozioni profonde. Che lei sappia dal vostro sguardo che lacrime e sorrisi sono gli ingredienti giusti per questo momento intenso della vita. Amate vostra moglie e sentitevi onorati di essere al suo fianco, perché è un concentrato di forza e vulnerabilità, di fragilità e grandezza. Prendetevi cura di lei, come lei si prende cura del vostro bambino.

Bebè a costo… di sudare per imparare a distinguere tra le reali esigenze di mamma e bebè e bisogni inutili indotti dal bombardamento pubblicitario.

Sentivamo spesso le altre mamme alle prese con lo svezzamento parlare di cibo come se si trattasse di una preparazione medica (ricette precise, dosi da osservare, tempistiche di somministrazione) e a dir la verità non ci sembravano molto felici, né loro, né i loro figli. Quand’è toccato a noi abbiamo scelto la via più naturale: dopo aver fatto allattamento a richiesta, ci è sembrato più che logico proseguire sulla via della richiesta, e così ci siamo lanciati nel magico mondo dell’autosvezzamento.

Bebè a costo… di volere l’allattamento esclusivo a richiesta. E chi se ne importa dell’artificiale.

Quando si dice che le coccole, il latte della mamma, la vicinanza non sono vizi, oggi si va molto controcorrente. Parenti, amici, conoscenti non sono convinti. “Se lo tieni sempre in braccio poi si abitua” è l’idea diffusa. Come se quella di ricevere e dare molto amore fosse una cattiva abitudine. E ancora. “Poi non vorrà più stare giù”. Come se i bimbi una volta imparato a gattonare, camminare, correre, volessero ancora stare in braccio tutto il giorno. Una coccola, certo. Un po’ di latte di mamma. Ma le nuove conquiste (la stazione eretta, i primi passi) e la realtà circostante chiamano… Anzi, chi fa “il pieno di mamma” da piccolo, poi si muove alla scoperta del mondo con maggior sicurezza in se stesso e in quanti lo circondano.

Bebè a costo… di continuare la richiesta con l’autosvezzamento, perché le scatolette a mia figlia non le darò mai. Magari ai pediatri che ne consigliano dosi dai quattro mesi grammo per grammo, beh, a loro sì.

Guarda che il tuo latte ormai è acqua! Non ha più sostanza! A proposito di falsi miti da sfatare, non solo il latte materno conserva la sua valenza nutritiva nel tempo (come è normale che sia), ma è stato dimostrato che nel secondo anno di vita un bambino allattato trova nel latte materno fino al 95% del suo fabbisogno quotidiano di vitamina A e il 50% di vitamina C e di ferro…

Bebè a costo… di rinunciare al sonno, ma il ciuccio non voglio che interferisca con il nostro latte d’amore.

Credo che l’industria, consapevole del fatto che i genitori comprerebbero al figlio qualunque cosa, abbia puntato davvero molto sui bambini. Quante volte si acquistano cose completamente inutili e costose pensando di fare felici i propri piccini… Quello su cui fanno leva le operazioni di marketing sono sentimenti comuni a tutti i genitori: per mio figlio solo il meglio! E poi ci sono i sensi di colpa di mamme e papà spesso assenti dal mattino alla sera, al lavoro proprio per mantenere quello stile di vita! Per semplificarsi la vita, contrariamente a ciò che dice la pubblicità, non serve acquistare molte cose: con i neonati bastano una buona fascia e un set di pannolini lavabili, al resto ci pensa il seno della mamma.

Bebè a costo… di vorrei affittare, ma tutti mi giudicherebbero.

Comprendere che il contatto fisico con il proprio figlio è una ricchezza per noi e una fonte di benessere per lui è una conquista importante. I bambini vivono nell’irrazionalità per pochi anni, due o tre al massimo, poi diventano “simili a noi”. Perdere questo periodo in cui sono completamente affidati a noi per seguire degli stereotipi…

Bebè a costo… di… sul culetto basta l’olio di mandorle.

Perché dovremmo offrire al bambino una serie di accessori che nascono e vengono pubblicizzati come tentativi di imitazione della madre, quando può avere l’originale? Nessuno di noi preferisce le imitazioni agli originali, giusto?

Bebè a costo… di… se fossi davvero libera dagli sguardi degli altri, avrei il cuore più leggero, ma mi sforzerò comunque di essere la madre che voglio essere.

Siamo talmente abituati a comprare che non abbiamo sviluppato la creatività.

Bebè a costo… di sentir chiamare mia figlia “viziata”, ma almeno me la cresco con tutto il contatto di cui abbiamo entrambe bisogno.

Il neonato non conosce il “vizio”, ma ha solo dei bisogni e soddisfarli è l’unico modo per aiutarlo ad aver fiducia nel mondo che lo circonda. La consapevolezza che al suo richiamo segue sempre una risposta lo rende sicuro, sicuro dell’amore dei famigliari, e, crescendo, sicuro di sé.

Bebè a costo… di sognare che il suo papà riesca a capire che tutto quello che faccio e che voglio per noi sia semplicemente il meglio. Ma non il meglio delle pubblicità, il meglio che il mio consumo critico possa offrire in salute, praticità ed economia alla nostra famiglia.

Di cosa ha bisogno una donna che ha appena messo al mondo un figlio? Di tempo, fiducia, sostegno. Nessuna di queste cose si può acquistare in un negozio, evidentemente, ma sono tutte molto importanti.

Bebè a costo… di evitare spese inutili e inessenziali e garantire al proprio piccino solo quello che può realmente favorire uno sviluppo psico-fisico sereno e una crescita equilibrata e armoniosa.


L’AUTRICE

Giorgia Cozza, giornalista comasca e madre di quattro figli, collabora a varie riviste specializzate occupandosi di gravidanza, allattamento al seno, psicologia e salute della mamma e del bambino.

Per Il leone verde ha pubblicato il best seller Bebè a costo zero, ormai giunto alla terza edizione (anche in Mondadori 2012, in uscita in Spagna e in Polonia), Bebè a costo zero Crescono (2016), DIS-Connessi (2016), Quando l’attesa si interrompe, Me lo leggi?, Benvenuto Fratellino, Benvenuta sorellina, Latte di mamma…tutte tranne me!, Pannolini lavabili, Il calendario dei nove mesi, le Storie di Alice (libri illustrati per bimbi da 0 a 6 anni) e la favola La stellina che aveva paura del buio

Nonché Allattare è facile!, La pappa è facile!, La nanna è facile!, Neomamma è facile! e Neononni è facile!. È autrice di Goccia di vita (Ave, 2010) e La cuginetta che viene da lontano (Ave, 2012), di Allattare e lavorare si può! (La Leche League) e co-autrice di Allattamento al seno (De Agostini, 2011).


Vi lascio con un altro mio articolo, sempre riguardante tematiche simili.

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di Cristina Ippoliti

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