Bike, fuga dal Natale

15 gennaio 2019 | commenti: 2 |

Avete fatto caso alla curiosa accelerazione che ha subìto negli ultimi tempi il fenomeno natalizio? Oramai si cominciano a scorgerne i primi sintomi quando abbiamo ancora addosso i bermuda.

Sembra che con il passare degli anni, si sia scatenata una vera e propria gara a chi arriva primo, come se il Natale potesse essere più Natale se gli corriamo incontro.

Così, con largo anticipo sulla stagione e le tradizioni, assistiamo all’allestimento di negozi e strade con luminarie di ogni genere, i supermercati sono invasi da panettoni e pandori, ed inevitabilmente si comincia a pensare alla tavola ed agli acquisti natalizi.

Non c’è nulla di male, intendiamoci, però si mettono in moto anzitempo alcuni meccanismi che finiscono per condizionare anche in modo sensibile la nostra giornata: il traffico, che già ci mette continuamente alla prova, diventa spaventoso, tutto diventa più frenetico e stupisce che un popolo che per indole tende a fare le cose all’ultimo momento, in questo caso sia pronto per il Grande Evento con almeno un mese di anticipo.

Vedere in un telegiornale le immagini di un centro commerciale preso d’assalto da migliaia di persone pronte a comprare ogni cosa, mi ha convinto ad escogitare un piano di fuga da tutto questo.

Almeno per un giorno.

Un veloce giro di telefonate, ed il gruppo di Avventure in Bici è pronto a partire. Il piano è semplice: si scappa. Ci diamo appuntamento domenica mattina presto alla ex stazione ferroviaria di Paliano.

Qui ci attende una temperatura piuttosto rigida, quando arriviamo il termometro dell’auto segna zero gradi ed i prati attorno a noi sono completamente ammantati di brina.

Questa stazione, da quando la ferrovia è stata dismessa, funge da punto di partenza di una bellissima pista ciclabile che noi percorreremo fino a Fiuggi per poi deviare verso il lago di Canterno.

Nella stazione, tutt’altro che abbandonata, è stato ricavato un accogliente bar dove noi approfondiamo l’argomento colazione in modo da poterci scaldare per bene, ed effettuato un ultimo controllo alle bici, cominciamo la nostra avventura.

Viaggiare lungo la traccia di questa ferrovia abbandonata, è sempre un’esperienza particolare; farlo in bicicletta è un po’come tornare indietro nel tempo. La velocità moderata consente di guardarsi intorno con più attenzione ai particolari e l’immaginazione inevitabilmente corre a quando il treno collegava tutti i paesini che incontreremo lungo la strada.

Lasciata la stazione di Paliano si procede verso Serrone; lentamente, perché siamo già in salita. Le salite delle ferrovie abbandonate non sono mai esagerate, i treni non potevano sopportare eccessive pendenze e quindi lo sforzo è relativo, nel nostro caso ci consente appena di rimanere caldi.

Un tappeto di foglie copre il manto stradale, e noi pedaliamo allegramente fino alla successiva stazione, dove un tratto relativamente pianeggiante ci porterà nel punto più panoramico della nostra ascesa verso Fiuggi.

Arrivati a Serrone, lasciamo le poche case e la ciclabile ci appare come scolpita sul fianco della montagna.

Alla nostra destra, lo sguardo può spaziare sulla vallata per decine di chilometri ed una sosta per scattare qualche foto è d’obbligo.

La pista si snoda nella rada vegetazione con le sue curve dolci; il fondo asfaltato è liscio e molto scorrevole e mano a mano che ci si allontana dal centro abitato, divengono più frequenti i tralicci, i segnali ferroviari, i ponti; tutto questo mi porta sempre a chiedermi cosa pensassero i passeggeri che viaggiavano su questo treno.

Chissà se guardavano il panorama mozzafiato oppure procedevano annoiati verso la loro destinazione. Noi ci gustiamo ogni metro di questo itinerario che è una meraviglia e che ci regala un senso di libertà infinito.

Arriviamo a Piglio, forse il paese più conosciuto per aver dato il nome al vino Cesanese e ci fermiamo per una breve sosta ristoro. Nell’aria si sente odore di fumo di legna, in fondo siamo a metà mattina di una domenica di dicembre ed improvvisamente la parola magica “polenta” comincia a filtrare dalle nostre labbra.

Ma i chilometri da percorrere sono tanti e le ore di luce poche, quindi si decide che si pranzerà al sacco sulle rive del lago di Canterno, per poi tornare al punto di partenza.

Così ripartiamo, e dopo aver superato Acuto arriviamo al valico: dopo venti chilometri di salita ci aspetta una discesa che ci porterà dritti a Fiuggi. Qui bisogna fare molta attenzione: sotto uno strato di foglie abbastanza scivoloso si celano alcuni monconi di ferro spessi pochi centimetri.

Quindi scendiamo lentamente fino all’ imbocco della statale che arriva nel centro della cittadina ciociara. Seguiamo le indicazioni che portano al lago di Canterno e dopo aver percorso qualche centinaio di metri di strada asfaltata imbocchiamo la ciclabile che ci porterà sulla riva sud di questo incantevole laghetto.

Approfittiamo di un’area attrezzata con tavoli e bracieri e accendiamo velocemente il fuoco, poi, tutti intorno alla fiamma, divoriamo i nostri panini godendoci finalmente un po’ di relax.

Mentre nei mesi estivi si cerca refrigerio nell’acqua, durante le escursioni invernali il problema è rappresentato dalle pause: soprattutto dopo aver percorso tanti chilometri, se si rimane fermi troppo a lungo si rischia di far raffreddare la muscolatura.

Paradossalmente, più ci si riposa, più diventa faticoso rimettersi in movimento.

Così, dopo una manciata di minuti, lasciamo a malincuore il relativo tepore del fuoco e ci rimettiamo in marcia verso Paliano. Proprio quando arriviamo di nuovo al valico di Acuto, il pallido sole che finora ci aveva scaldato ben poco, squarcia e dissolve le ultime nuvole, regalandoci un pomeriggio di luce piena con dei colori fantastici.

Ci aspettano inoltre, venti chilometri di discesa e per questo ci imbacucchiamo con tutto ciò che si possa indossare e giù, a piombo, tutta d’un fiato senza pause ne rallentamenti.

Quando siamo arrivati alle auto, con le ultime luci del giorno, eravamo praticamente delle statue di ghiaccio ma…felici come bambini in una pasticceria.

Una giornata intera a misurarsi con parametri diversi da quelli ai quali siamo abituati: freddo, respirazione, fatica fisica, silenzio, e che sono il preludio di altri elementi, ai quali siamo purtroppo sempre meno abituati: libertà, felicità, pace interiore, appagamento.

Con questo stato d’animo torniamo a casa, o meglio, vorremmo tornare a casa: proprio davanti ad un noto centro commerciale dell’Eur, rimaniamo bloccati in un fiume di auto che sembra non avere fine. La Cristoforo Colombo è congestionata in entrambe le direzioni. Il Natale sta arrivando…

SCHEDA TECNICA:

lunghezza totale: 58,03 km.
Dislivello totale: 681 m.
Fondo stradale: 92% asfalto. 8% sterrato.
Difficoltà: molto facile.
Come arrivare: da Roma, autostrada A1 uscita Colleferro.

Testo e foto ©  di Luca Santagà

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

Tintarella di Duna… in bike!

 

2 commenti

  • Di Fabio Simona ha detto:

    Una delle più belle escursioni alle quali ho partecipato e luca ha saputo descrivere perfettamente ogni particolare…leggendo l’articolo x un attimo mi è sembrato di rivivere quel giorno…. Che dire…bravo Santaga’

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