Bilinguismo infantile. I fortunati figli delle coppie a colori

15 febbraio 2017 | commenti: Commenta per primo |
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Bilinguismo infantile. C’è stato un tempo in cui si credeva fosse dannoso conoscere due lingue fin da subito. In cui si pensava il bambino non sarebbe stato in grado di parlare e di scrivere correttamente nessuna delle lingue in questione. Un non-madrelingua.

Bilinguismo infantile voleva dire riempire il cervello del bambino con due lingue, e questo non poteva che Bilinguismo infantileritardare il suo sviluppo mentale: avrebbe appreso più lentamente e la sua capacità di ragionamento sarebbe stata deformata da una confusione permanente fra i due sistemi, la sua padronanza di ogni lingua sarebbe stata superficiale a confronto di una persona monolingue.

Tale credenza ha origine dal postulato che le nostre capacità cerebrali siano limitate: chi impara due lingue le assimila male, inoltre la seconda si appropria dello spazio prezioso e limitato riservato alla prima. Di conseguenza la lingua madre e la conoscenza in generale non si svilupperebbero normalmente.

Quel tempo era il periodo delle mie elementari.
C’era un bimbo italo-inglese. “Eh ma non saprà mai scrivere né in italiano né in inglese” dicevano tutti.
“Quanti soldi risparmiati” penso adesso io.

Corsi di inglese di ogni tipo, livello, genere. Le insegnanti di inglese godono di rispetto, autorevolezza, ed entrate economiche altamente invidiabili per chi deve trattare per i 10€ per le frasi di latino.
Si sa. Lingua morta tira molto meno di lingua viva.

Fatto sta che oggi i tempi sono diversi. La scuola inglese, l’asilo plurilingue fa fico. Il bambino magrebino che parla italiano, francese, marocchino e arabo fa molto immigrato. “Che potenzialità”, penso io.

Bilinguismo infantileLa psicolinguistica moderna considera il bilinguismo una risorsa cognitiva importante per il bambino più di quanto invece non si pensasse prima. Contribuisce in maniera decisiva a favorire la padronanza nella gestione delle categorie cognitive. Per mezzo di esse il bambino costruisce i suoi rapporti emotivi e relazionali con il mondo reale.

Parlare quindi una seconda lingua o comunque esserne a contatto prima dei 5 anni, dà al bambino la possibilità di sviluppare abilità, forme di pensiero e di espressione più sofisticate dei bambini monolingui. Il bambino riesce a capire il senso simbolico delle parole e a ragionare molto più velocemente.

Bilinguismo infantile

I bambini bilingui possiedono più strumenti per risolvere problemi, perché sono più abituati a pensare in una lingua quando ascoltano parlare in un’altra, e quindi, riescono a differenziare ciò che è importante da ciò che non lo è.


Tanto per darvi un’idea, andate a curiosare tra i file questo progretto

 


di Cristina Ippoliti

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