I cambiamenti climatici: siamo davvero in pericolo?

24 luglio 2019 | commenti: Commenta per primo |

I cambiamenti climatici dovrebbero cominciare a farci paura?

Gli ultimi giorni tra ondate di caldo ed eventi estremi, ultima la terribile grandinata che ha colpito la Romagna solo pochi giorni fa, ci hanno fatto capire che i cambiamenti climatici sono già tra noi, sono molto più evidenti di quello che pensiamo.

Il nostro pianeta si sta surriscaldando e dobbiamo pensare a soluzioni per limitare il fenomeno perchè non c’è un “pianeta b” dove andare, la nostra Terra è l’unico pianeta che abbiamo e dobbiamo amarlo e rispettarlo.

Tra verità e bufale, ecco i numeri reali

Il problema del riscaldamento globale ha per oggetto un aumento della temperatura media sulla Terra dovuto ad un’eccessiva concentrazione della CO2 e degli altri gas presenti nell’atmosfera a causa di emissioni non più solo di origine naturale, ma anche antropica.

I principali responsabili di un incremento globale dell’anidride carbonica sono i combustibili fossili che vengono bruciati senza limiti dall’uomo per produrre energia (responsabile del 75,2 per cento delle emissioni di gas ad effetto serra) utilizzata per soddisfare i consumi di elettricità e riscaldamento (32,6 per cento) e per il settore dei trasporti (14,2 per cento, come automobili ed aeroplani).

L’incremento di metano e ossido di diazoto, invece, è principalmente dovuto al settore agricolo (responsabile per il 16,1 per cento).

Il problema ‘uomo’

Sappiamo che la causa principale di tutti gli sconvolgimenti che stanno succedendo al nostro pianeta è l’uomo che spreca le risorse naturali e abbandona i rifiuti nell’ambiente mettendo a rischio la sopravvivenza di animali e piante e in molti casi anche quella umana.

L’abbandono di rifiuti pericolosi è un’attività criminale che può inquinare l’ambiante per molti anni e lasciare strascichi che possono durare per tempi molto lunghi e portare ad effetti fuori controllo.

Il ruolo delle aziende

Alla maggior parte delle aziende mancano una solida metodologia e degli strumenti per valutare l’impatto dei rischi legati al clima, un argomento più che mai attuale e con un numero crescente di attori chiamati a confrontarsi con gli impatti fisici che questi comportano, e con quelli economici della transizione energetica industriale.”, commenta Alessandro De Felice, Presidente ANRA, l’Associazione Nazionale dei Risk Manager.

Il progetto di ricerca e disseminazione scientifica DeRisk-CO

“Siamo orgogliosi di supportare progetti come ‘DeRisk-CO’, fondamentali per trasmettere non solo la consapevolezza di questa grande transizione in atto, che guarda sempre più alle nuove fonti e a modelli di business resilienti, ma anche a sviluppare e far conoscere tool aziendali utili a valutare la sostenibilità dei propri progetti, dando la possibilità di ricorrere a risorse più pulite ed efficienti in termini di costi e a rinunciare a quelle che comportano invece un rischio ambientale e climatico maggiore”.

Sì perchè le aziende che dovrebbero essere all’avanguardia e provare dei metodi di produzione sempre più green sono scoraggiate dallo stesso sistema economico che privilegia i metodi di produzione inquinanti e ormai obsoleti che potrebbero tranquillamente essere sostituiti con nuove tecniche davvero rispettose della Terra.

di Valeria Fraquelli

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

Immagine Pixabay in Creative Commons CC0.

Forse potrebbe interessarti anche:

Cambiamenti climatici ed uccelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.