Canale dei Pescatori tra storia e mito

11 luglio 2018 | commenti: 2 |

Canale dei Pescatori di Ostia tra mito, storia e natura

Notizie del Canale dei Pescatori si hanno già dal lontano 356 a.C. allorché i romani drenarono e dragarono periodicamente il Canale ed il terreno paludoso circostante per sfruttare al meglio le saline, abbondanti nella zona.

Durante il Medioevo il Canale, privo di manutenzione, si insabbiò e perse la sua funzione. Nei secoli successivi la zona di Ostia fu una serie di paludi invase dalla malaria. Nell’ottocento nella zona dell’attuale Ostia erano presenti solo due saline, poche case e casupole sparse ed un territorio infestato dalla malaria e dai briganti. La palude si estendeva per tutta la costa tirrenica, da Terracina a Piombino.

Con il Regno d’Italia e lo spostamento della Capitale a Roma fu deciso di bonificare l’area tra Roma ed il mare per permetterne lo sviluppo economico realizzando una serie di canali per il deflusso delle acque.

canale dei pescatori ostia

Nel 1884 si insediarono ad Ostia Antica i “Braccianti Ravennati” provenienti dalle loro risaie in crisi produttiva e iniziarono i lavori di bonifica. L’Associazione Generale Opera Braccianti del Comune di Ravenna,  vinse l’appalto dei lavori. Fu la prima cooperativa bracciantile della storia italiana (siamo ai tempi del Governo De Pretis) ottenendo finanziamenti pubblici e facilitazioni ferroviarie per agevolare lo spostamento delle famiglie e degli averi. L’impresa di bonifica ebbe successo e dai primi 303 braccianti si passò, nell’agosto del 1885, ai 2547 braccianti.

I lavori di bonifica, inizialmente previsti in 4 anni, ne richiesero 7.

Si realizzarono, con tutte le loro derivazioni, i Canali detti del “Dragoncello “ e della “Lingua” in zona Casal Palocco e quello di “Pantanello” in zona Infernetto, tutti collegati al Canale dei Pescatori, necessari per il deflusso delle acque pluvie e irrigue dell’entroterra di Ostia.

Nel 1889 si avviarono le idrovore che in meno di due settimane prosciugarono più di 1500 ettari di palude romana (in via del Fosso di Dragoncello è ancora visibile il vecchio impianto di idrovore).

Agli inizi del 900 la spiaggia di Ostia si presentava nella sua bellezza naturale, frequentata da pochi pescatori locali e stagionali che vivevano in rudimentali capanne. Il mare era pescoso e la costa solitaria. Nell’ottobre del 1932 iniziarono i lavori di ristrutturazione del Canale allargandolo a 19 metri e una profondità di oltre 3 mt.

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Nel 1933 si iniziò, nel Borghetto dei Pescatori, la costruzione delle 6 case in muratura che ancor oggi sono abitate dai discendenti degli antichi insediamenti.

La ditta Giovannetti con l’impiego di ben 360 operai, ne terminò la costruzione in soli 52 giorni, con turni di lavoro nelle 24 ore, utilizzando per l’illuminazione notturna, le lampare delle barche da pesca. Venne allora naturale trasformare il canale che scorreva adiacente al Borgo in un vero porto, riparo per le barche dei pescatori locali.

Un ostacolo all’attività dei pescatori era però costituita dai continui insabbiamenti della foce del Canale a seguito delle mareggiate mentre all’interno conservava la profondità iniziale di circa 3 metri. Fu deciso allora di costruire un molo a protezione dell’ingresso del Canale, un’evoluzione per gli usi e costumi locali poiché le imbarcazioni, inizialmente sei o sette tirate sulla spiaggia, ora potevano attraccare e trovare riparo all’interno del Canale.

Le tecniche di pesca praticate erano le reti da pesca, le lampare per la pesca notturna, le coffe e la sciabica. Per le seppie si usavano le nasse, i cestini per le maruzzelle e i rastrelli per le vongole e le telline. Da allora le tecniche di pesca sono rimaste invariate. Sono cambiati solo i materiali delle attrezzature.

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Il Borghetto e i suoi pescatori

Situato a est di Ostia, a duecento metri dal mare, tra il Canale e la pineta di Castel Fusano, si presenta come un insieme di piccoli edifici a due piani costruiti intorno ad una piazzetta centrale, a ridosso del Canale dei Pescatori.

La nascita ufficiale del Borghetto è il 4 aprile del 1932 e, al primo gruppo di pescatori, si aggiunsero successivamente nel tempo, famiglie di pescatori provenienti da Minturno, Mondragone e dalle coste pugliesi.

Ora la comunità del Borghetto è costituita dagli eredi di quei pionieri che, di generazione in generazione, hanno tramandato un lavoro che si fa solo per la passione verso il mare e quello spirito di avventura che accompagna ogni uscita in mare.

Il Borghetto costituisce per Ostia una realtà importante peril suo valore storico soprattutto perché è riuscito a mantenere inalterata nel tempo la sua conformazione di piccolo borgo.

La pesca professionale, ricreative e le altre attività

Nel 1951 erano circa 150 le famiglie che vivevano di pesca. A causa principalmente del fenomeno dell’insabbiamento della foce del Canale, nel tempo il numero dei pescatori è drasticamente diminuito. Agli inizi degli anni 90 erano circa 36 le famiglie presenti nel Borghetto e molti pescatori portarono le loro barche a Fiumicino e ad Anzio.

Altri vendettero la barca. Attualmente sono circa una ventina le barche dei pescatori professionali ormeggiate nel Canale. Come conseguenza dello sviluppo della piccola nautica all’inizio degli anni settanta e alla possibilità di ormeggiare piccole barche nei rimessaggi in Concessione Demaniale, si è sviluppata, nel tratto finale del Canale, una importante attività di rimessaggio per le imbarcazioni dei pescatori sportivi.

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Purtroppo tale attività ha risentito del problema dell’insabbiamento.

Nel 2012 erano presenti nel Canale circa un migliaio di piccole barche il cui numero si era ridotto a circa 800 nel luglio 2013 e, attualmente, sono circa 500 ormeggiate sia a terra che lungo il Canale, ove permesso. Eppure, per la realtà economica espressa e per i posti di lavoro impiegati, l’attività di rimessaggio per la pesca ricreativa non è certamente inferiore all’attività espressa dalla pesca professionale.

Nel Canale sono presenti due Centri Diving e la sede di RomaNatura per le Secche di Tor Paterno, unica Riserva Marittima Regionale che è possibile visitare con le escursioni subacque organizzate dai Centri Diving. Presenti anche ristoranti storici come “Il Pescatore” e “La Buzzicona” oltre a diversi bar e attività di ristorazione. Particolarmente bello è il “Parco dello Stagno” con la sua area giochi, lo stagno, le attività di ristorazione e il complesso sportivo di “Insieme per lo Sport”.

Attualmente l’Amministrazione del X Municipio ha in corso un contratto triennale di dragaggio della foce valido per gli anni dal 2017 al 2019, che ci auguriamo che venga rinnovato e perfezionato. Rimane insoluta la bassissima profondità sotto i ponti del Canale.

In conclusione questo nostro Canale è fondamentale per assicurare il deflusso delle acque interne dell’entroterra del nostro Territorio. Tuttavia, per le sue bellezze naturali, le potenzialità economiche, turistiche e sociali, non aspetta che essere rivalutato, senza snaturarne la cornice ambientale e funzionale, per un migliore utilizzo da parte di tutti i cittadini.

Per non farne un’occasione mancata…

di Vincenzo Basso – Presidente Associazione Canale dei Pescatori

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2 commenti

  • Federico ha detto:

    Grazie per le importanti informazioni che ci date…non immaginavo minimamente che risalisse ad epoche ncosi remote.

    • cristina ha detto:

      Grazie a lei!
      Ci sono delle Associazioni e delle persone sul nostro territorio che portano avanti delle ricerche storiche e scientifiche che aiutano alla riqualificazione di una parte così importante della nostra città che molti di noi non conoscono. Noidi TabletRoma siamo sempre disponibili ad accogliere queste informazioni sul nostro giornale. Ci segua sempre!

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