Cane d’acqua portoghese (viaggio nelle razze canine 9)

7 febbraio 2018 | commenti: Commenta per primo |

Cane d’acqua portoghese – continua il nostro viaggio nelle razze canine

Cane d’acqua portoghese, ovvero un marinaio a 4 zampe! Parliamo oggi di un cane davvero particolare, che di rado capita di poter vedere nelle nostre città: il Cao de Agua Portugues o Cane d’acqua portoghese  o semplicemente per gli amici “Portie”.

Pensate che negli anni ‘70 il Cao de Agua era entrato nel Guinness dei Primati come la razza di cane più rara al mondo. Oggi non è più tanto raro, ma è comunque piuttosto difficile incontrarlo in area cani o a spasso in centro.

La storia

La razza è piuttosto antica e diffusa, a partire dal Medioevo, lungo tutte le coste del Portogallo, dove veniva impiegato sui pescherecci.

Il prof. Manuel  Fernandes Marques logo, che nel 1936 ha stabilito gli standard della  razza, lo descrive come “un nuotatore professionista, un sub intrepido che si tuffa in mare e nuota  con l’abilità di un anfibio, e rimane in acqua, senza costrizione  o disagio, come se l’acqua fosse il suo  ambiente naturale.  Tuffarsi  tra le onde  per cercare e recuperare  qualsiasi  oggetto è per il cao un compito piacevole e divertente“.

La sua innata capacità di nuotare, in qualsiasi condizione di mare, è favorita  dalle zampe palmate,  e la rapidità con cui si tuffa in mare,  l’abilità e la resistenza nel nuoto  lo hanno reso per anni  un prezioso aiuto per i pescatori.

La sua postazione era  sul pulpito di  prua – il punto più alto della barca, da dove   il cao de agua seguiva con attenzione  il lavoro dei pescatori e  ogni volta che un pesce sfuggiva alle reti o agli ami cadendo  in mare, lui si lanciava in acqua    senza bisogno di ordini. Recuperava  arnesi o reti rotte e veniva utilizzato  come corriere da una barca  all’altra  o dalla barca alla riva.

Senza che nessuno glielo avesse mai insegnato , sapeva recuperare il pesce  senza rovinarlo, tenendolo fermamente da una delle pinne, nel caso del nasello, o dalla coda quando era un pesce spada. Tuttavia, i suoi compiti non finivano qui, perché con un caratteristico abbaio  segnalava l’approssimarsi di piccoli banchi di pesce,  con un particolare tipo di   ringhio e con irrequietezza  preannunciava il temporale  quando invece guaiva e cercava di nascondersi, stava avvertendo della presenza di qualche squalo.

A quei tempi ogni barca aveva uno o due cani, i cui nomi erano indicati nell’atto di iscrizione delle compagnie nella Delegazione marittima, pertanto erano ufficialmente iscritti nel ruolo di equipaggio. A terra, oltre a fare la guardia, alle barche alle attrezzature da pesca e al pescato stesso,  facevano  compagnia al  “giovane chiamante” che, all’alba, camminava per le strade chiamando i pescatori per gli imbarchi.

Con il suo lavoro il cao si guadagnava il rispetto e la riconoscenza  di tutta la popolazione, inoltre  gli veniva conferito   il diritto di ricevere una quota di pesce e anche un decimo della quota, cioè la retribuzione in contanti della pesca che avrebbe pagato il suo sostentamento durante i periodi in cui la barca era a terra.

Le immagini lo raffigurano ancora mentre  divertiva i bambini con  continui  tuffi in mare  per afferrare e portare indietro  un pezzo di sughero o di legno, che i bambini gli lanciavano dalla spiaggia e  Il gioco si faceva  più impegnativo quando i bambini lanciavano dei sassi che velocemente  affondavano e si mescolavano agli altri sassi sul fondo della sabbia.  Tuttavia  il cao riusciva a recuperarli con rapidità  e riusciva in breve tempo a  capire  come distinguerli l’uno dall’altro.

L’aspetto del Cao

Dal punto di vista fisico, è un cane di taglia media (il maschio può pesare fino a 25 kg e la femmina fino a 22 kg), longilineo e muscoloso.   Il manto può essere, nero o marrone, ( con poche e localizzate macchie bianche) e raramente bianco. Il suo ricco pelo, a crescita continua, ondulato o riccio,  ha la caratteristica, avendo una poca produzione di sebo, di non emanare cattivo odore neanche quando è bagnato, e di essere più adatto a persone che soffrono di allergie.

Vista l’attività di pesca in cui era tradizionalmente impiegato, i pescatori portoghesi usavano toelettare il cao come un leoncino, tagliando i peli del muso per non creare intralcio sott’acqua e  del posteriore per evitare appesantimento in acqua, ma lasciandolo lungo nella zona del petto per proteggere dal freddo gli organi più importanti. La coda veniva lasciata con un ciuffo di peli per aumentare l’effetto timone. Questa toelettatura è quella che ancora oggi  si usa per presentare il cane nelle esposizioni, e che lo rende unico rispetto a qualunque altra razza di cane.

Il carattere

Il lavoro sulla barca   spinge il cao ad essere un cane dalla doppia marcia  On/Off: in mare e in barca bisogna essere sempre attenti e pronti all’azione, sia per il rapido cambiamento del tempo, sia per l’immediata necessità di agire tuffandosi in mare per un recupero, ma d’altro canto bisogna essere abbastanza fermi e tranquilli per non intralciare le azioni a bordo di pesca e di manovra.

E queste sono proprio le caratteristiche del cao,  pronto all’azione passando  in un nano secondo dalla calma totale allo scatto rapido e fulmineo.

Molto agile con una   forza di volontà incredibile, egocentrico, vuole e riesce sempre ad essere al centro dell’attenzione. Energico, ostinato, competitivo, odia perdere  al punto di evitare situazioni che possono prevedere un insuccesso.

Sottile manipolatore, gran buffone ed inguaribile giocherellone, riesce sempre a mettere di buon umore ed a strappare un sorriso. Dotato di un’intelligenza acuta, ottimo osservatore, sensibile e socievole instancabile e resistente alla fatica,   si lega moltissimo alla famiglia cui appartiene e si presta ad essere un ottimo compagno di giochi per i bambini.

Non ha difficoltà ad comprendere qualunque richiesta del proprietario e può svolgere, grazie alla sua inesauribile energia e voglia di fare, oltre agli sport in acqua, qualunque altra attività, dall’agility al riporto, alla ricerca ed alla dog dance.

Con questa presentazione, che mette in risalto tutte le super qualità di questo splendido ed unico cane, penserete che vivere con lui sia una passeggiata di salute, ma, come sempre, vi invitiamo a riflettere bene prima di decidere di sceglierlo come compagno di vita.

A chi è adatto

Siete tipi da cao de agua se siete allegri ed estroversi,  amate la natura e esplorare boschi con il vostro cane, amate il mare (anche in inverno!), siete vitali, energici ed instancabili come lui, avete tanto tempo libero, da dedicare anche alla cura del suo pelo, e siete disposti a mettere nel bilancio familiare incontri ravvicinati  piuttosto frequenti con il toelettatore.

Se avete tutte, ma proprio tutte queste qualità, avete trovato un perfetto compagno di avventure che non vi dirà mai di no e non si tirerà mai indietro.

A chi non è adatto

Dovreste orientarvi su un cane diverso dal cao se  siete spesso nervosi e sotto stress, se passate il tempo libero in ciabatte davanti alla TV, oppure se di tempo libero non ne avete. Ancora, non siete tipi da cao se preferite lo shopping ad una corsa in riva al mare, siete musoni e non amate  il contatto fisico, se non siete pazienti, se non amate i cani esuberanti e salterini e se siete maniaci dell’igiene domestica…. Foglie, terra e sabbia sui vostri pavimenti non mancherebbero comunque mai.

di Elena Cannella e Isabella Longo

foto di Isabella Longo

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